Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano -parte quarta-

 Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è una riserva di Biosfera MAB-UNESCO. Il Comitato Consultivo sulle Riserve della Biosfera del Programma MAB (Man and Biosphere) dell’UNESCO, nella riunione tenutasi a Parigi tra il 9 ed il 10 giugno del 1997, ha inserito all’unanimità nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il concetto di Riserva di Biosfera, introdotto nel 1974 dal “Gruppo di lavoro del Programma MAB sull’Uomo e la Biosfera” dell’UNESCO, fu messo in atto nel 1976 con l’attivazione della “Rete Mondiale di riserve di Biosfera” ritenuta la componente chiave per realizzare l’obiettivo del MAB: mantenere un equilibrio, duraturo nel tempo, tra l’Uomo ed il suo Ambiente attraverso la conservazione della diversità biologica, la promozione dello sviluppo economico e la salvaguardia degli annessi valori culturali, per favorire uno sviluppo ecosostenibile.

Mediterraneo a rischio trivellazioni incontrollate

 Le scoperte di giacimenti colossali di gas sui fondali profondi del Mediterraneo “hanno scatenato una caccia al tesoro” che rischia di danneggiare “inevitabilmente ambienti unici per la biodiversità marina, protetti in base a convenzioni internazionali“. L’allarme arriva dal Wwf che ricorda come la più recente trivellazione, “quella del giacimento ‘Leviatano’, il più grande del mondo, a 135 km al largo della costa di Israele, è avvenuta in acque cosiddette profonde e su fondali dalle caratteristiche uniche“. Ma per gli ambientalisti “lo stesso si può dire dei giacimenti di gas trovati nelle acque antistanti il Delta del Nilo, a 80 km a nord-ovest di Alessandria“.
In queste due aree -sottolinea il Wwf- vivono comunità di spugne di acque profonde, vermi, molluschi e coralli di acqua fredda. Per questo motivo, nel Mare di Levante dove è situato il primo giacimento, vige una limitazione della pesca a strascico sotto i 1000 metri di profondità proprio per proteggere le specie di acque profonde“.

Messico, la riviera Maya a rischio: inquinamento delle falde acquifere

 Il futuro della nuova riviera Maya, in Messico, è a rischio. Secondo un nuovo studio, svolto da un’ equipe internazionale di ricerca, nelle falde acquifere sotterranee alla penisola dello Yucatan sono presenti sostanze inquinanti come droghe, pesticidi e sostanze chimiche. I ricercatori, analizzando il fitto labirinto di grotte sotterranee sottostanti la popolare meta turistica messicana, hanno scoperto una “preoccupante” contaminazione delle riserve di acqua che potrebbe aver contribuito anche alla perdita del 50% dei coralli al largo della costa. Sebbene i livelli di inquinanti non facciano scattare l’ allarme sanitario, i dati forniti dallo studio, guidato da Chris D.Metcalfe della Trent University in Canada, suscitano, secondo gli scienziati, “preoccupazione circa il potenziale di esposizione umana al consumo di acqua potabile contaminata“.

Case editrici amiche dell’ambiente: ecco quali nella classifica Salvaforeste

 Da 60 a 110 in meno di sette mesi. Sono le case editrici che, da oggi, potrete trovare nell’ultima versione della classifica ‘Salvaforeste‘ di Greenpeace. Le case editrici sono state valutate in base alla sostenibilità della carta che utilizzano nei propri libri e, in testa, ci sono nomi come Bompiani e Fandango. Maglia nera invece per Newton Campton, Sellerio, Zanichelli e Disney Libri.
E se con questo aggiornamento la classifica è quasi raddoppiata, il numero delle case editrici valutate positivamente è triplicato, passando da 15 a 45. Tra queste: tutte le case editrici del Gruppo Feltrinelli, Minimum Fax, Marsilio, Baldini Castoldi e Dalai e Einaudi Stile Libero del Gruppo Mondadori. Ottimi numeri, che fanno crescere le chance di sopravvivenza per le ultime foreste indonesiane e gli oranghi del Borneo e di Sumatra.

Benvenuti nel 2011, anno Onu delle foreste. E’ allarme deforestazione

 Alla vigilia del 2011, Anno Onu delle foreste, non cessa l’allarme deforestazione, nonostante alcuni segnali positivi. Secondo gli ultimi dati, dal 2000 ad oggi ogni anno il Pianeta ha registrato una diminuzione del patrimonio foreste equivalente all’area di un paese come il Costarica. L’area verde oggi copre il 31% della superficie globale, ma interventi di riforestazione e la naturale espansione in alcuni paesi sono riusciti in una piccola parte a ridurre la perdita netta: si parla di circa 13 milioni di ettari perduti o convertiti ad altro uso negli ultimi dieci anni, rispetto ai 16 milioni del decennio precedente. Per questo anche nei negoziati Onu sul clima pesano la riforestazione nei paesi in via di sviluppo, la salvaguardia dei polmoni verdi rimasti, ma anche misure che portino beneficio alle popolazioni indigene.

Convenzione Onu per i corsi d’acqua: l’Italia verso la ratifica

 L’Italia compirà gli opportuni sforzi per fare in modo che si possa centrare l’obiettivo prospettato del Presidente Gorbaciov di raggiungere entro il 2012 il numero di ratifiche necessarie all’entrata in vigore della Convenzione“. Queste le parole del ministro degli Esteri Franco Frattini in una lettera indirizzata al presidente di Green Cross Italia Elio Pacilio. Lo rende noto un comunicazione dell’organizzazione ambientalista, fondata da Gorbaciov circa 20 anni fa, che sta da anni conducendo un’impegnativa campagna a favore della Convenzione delle Nazioni Unite per i corsi d’acqua, un trattato globale volto a limitare i conflitti e indirizzare la gestione sostenibile di fiumi e laghi che formano o attraversano i confini internazionali.

The 11th Hour

 The 11th Hour è un film documentario ideato, prodotto e narrato da Leonardo Di Caprio, sullo stato delle condizioni ambientali. La regia è di Leila Conners Petersen e di Nadia Conners, il progetto è stato finanziato da Adam Lewis e Pierre Andrè Senizergues e distribuito dalla Warner Independent Pictures.
La prima mondiale del film è stata presentata alla sessantesima edizione del Festival di Cannes del 2007 ed è uscito il 17 agosto 2007, nell’anno del “Quarto Rapporto di Valutazione” del Gruppo Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico ( Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC) delle Nazioni Unite della Commissione sul riscaldamento globale, un anno dopo è uscito un altro film documentario sul riscaldamento globale: “An Inconvenient Truth” (Una Scomoda Verità).

Aumento del riscaldamento globale
Il film documentario di Leonardo Di Caprio parla dei problemi che affliggono oggi il nostro pianeta: aumento del riscaldamento globale, deforestazione, estinzione di massa delle specie animali, diminuzione della flora e fauna oceanica.

Biodiversità: in Amazzonia si scopre una nuova specie ogni 3 giorni

In Amazzonia negli ultimi 10 anni è stata scoperta una nuova specie ogni tre giorni. Questa la fotografia contenuta nell’ultimo report del Wwf ‘Amazzonia viva’ lanciato oggi nel pieno della Conferenza mondiale sulla biodiversità a Nagoya in Giappone. Il rapporto mette in luce la straordinaria ricchezza di specie di quest’area e ne evidenzia le minacce. Un’enorme biodiversità che conta 1200 specie nuove scoperte e descritte in appena 10 anni (tra il 1999 e il 2009): praticamente una nuova specie ogni tre giorni (solo animali vertebrati – mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci e di piante) con il record di scoperte diviso tra Brasile, Perù e Ecuador.

E Parigi propone il Frac…

 La Francia proporrà, per convincere i paesi a passare da una politica di sviluppo a una politica di conservazione delle loro foreste, la creazione di un Fondo mondiale per il rimboschimento e per l’adattamento al cambiamento climatico (Frac). Ad annunciarlo è l’Eliseo in occasione della presentazione del rapporto sulla conservazione delle foreste tropicali e della loro biodiversità da parte del deputato, Jacques Le Guen.
Per lottare contro la scomparsa di 13 milioni di ettari di foreste ogni anno, il relatore Le Guen ”auspica una politica internazionale di rimboschimento condotta con la partecipazione e a beneficio delle popolazioni locali”.

Oceani off-limits: per Greenpeace serve un piano di emergenza

 Un “Piano di emergenza per salvare gli oceani del pianeta” rendendone il 40% ‘area off limits’. A presentarlo, a pochi giorni dall’inizio della decima Conferenza delle Parti della Convenzione per la Biodiversità (Cbd), che si terrà a Nagoya, in Giappone, è l’associazione ecologista Greenpeace secondo la quale “per salvare l’ecosistema marino, a Nagoya i governi di tutto il mondo dovranno decidere di istituire una rete globale di riserve marine che copra il 40% degli oceani del pianeta“.