Terremoto L’Aquila: il centro storico

Voce e immagini dalla città colpita dal terremoto. L’Aquila com’era e com’è ora a tre anni dal sisma… Il centro ancora disastrato. E la tenacia e l’amore dei suoi abitanti, lasciati soli dopo i primi mesi di clamore mediatico…

Radon, le particelle consentono davvero di prevedere i terremoti?

 La previsione dei terremoti? Somiglia ad un miraggio. Anche se a turno, alcuni fenomeni che effettivamente precedono e accompagnano le crisi sismiche sono stati indicati come efficaci segnali premonitori. La frenetica agitazione di animali da cortile come cani, gatti, polli e mucche nr sono un esempio, oppure le variazioni di livello di fluidi sotterranei (come le oscillazioni di acqua nei pozzi). E, ancora, i cupi boati che preannunciano la rottura delle faglie per effetto delle tensioni accumulate nella crosta terrestre o saette, globi e altri fenomeni luminosi che solcano l’ atmosfera elettrizzata.
E poi c’è il radon, di cui tanto si parla in questi giorni.

Terremoto in Abruzzo: gli “angeli a quattro zampe” che salvano le vite

 Li hanno chiamati “angeli a quattro zampe” perché hanno aiutato le incessantemente le squadre di soccorso a salvare decine di vite umane. Come? Infilandosi senza timore negli anfratti e nelle fessure più strette, passando fra una trave e un cumulo di macerie… con il loro olfatto sono in grado di indicare con precisione il punto in cui vi sono persone sepolte che devono essere tratte in salvo: sono i cani delle unità cinofile di salvataggio, animali straordinari che, nella tragedia del terremoto in Abruzzo, si sono rilevati molto più utili di qualsiasi altro strumento di rilevazione elettronica.
Sono molti, infatti, i cittadini aquilani che devono la loro vita a Yuri, Laka, Athos e alle decine di altri cani che in queste ore hanno affiancato i soccorritori nell’ opera di salvataggio.

Zone sismiche e aree a rischio idrogeologico, 80.000 in Italia

 Dopo il terremoto di due giorni fa che ha colpito l’ Aquila, l’ allarme sale in tutta Italia per la conta delle aree a rischio idrogeologico e nelle zone sismiche. Sono infatti circa 80.000 gli edifici pubblici in Italia considerati ‘vulnerabili’ – tra scuole, ospedali e uffici – in quanto costruiti in zone ad alto rischio sismico. Tutti edifici che andrebbero adeguati e che in molti casi non sono stati pianificati secondo criteri antisismici. Ma la stima delle strutture vulnerabili è in realtà, secondo gli esperti, ben più ampia dal momento che andrebbero considerate anche le abitazioni civili, sulle quali un monitoraggio generale sul territorio è al momento parziale.