Proteggere le tartarughe marine controllandone le rotte con i satelliti: oggi è possibile grazie allo studio perfezionato da alcuni ricercatori dell’Università di Pisa che hanno dato vita al Progetto Caresat, finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del programma Go Green Mare 2014. E la cavia è stata Go Go Luce, una tartaruga minuscola di soli 38 centimetri i cui movimenti sono stati a lungo studiati via satellite.
tartarughe marine
Tartarughe in pericolo nell’Adriatico, un nuovo dispositivo contro la strage
Purtroppo la pesca, di qualsiasi genere, sta divenendo sempre più selvaggia. L’eccessivo uso scorretto di pratiche non idonee alla pesca, sta causando seri pericoli alla specie di tartaruga chiamata Caretta
Primo Soccorso Tartarughe Marine
L’ARF, Associazione Recupero Fauna, il 2 e 3 aprile 2011, organizza il corso di “Primo Soccorso Tartarughe Marine”.
Le tartarughe marine sono animali marini, sono rettili che nel corso della loro evoluzione si sono adattati a vivere in mare. Esistono sette specie di tartarughe marine che popolano i mari della Terra: la Tartaruga comune, Caretta caretta; la Tartaruga verde, Chelonia mydas; la Tartaruga liuto, Dermochelys coriacea; la Tartaruga embricata, Eretmochelys imbricata e la Tartaruga bastarda, Lepidochelys kempii.
Il corso ARF “Primo Soccorso Tartarughe Marine” fornirà cenni di biologia delle specie presenti nel mediterraneo e cenni di anatomia. Verranno insegnate le tecniche di recupero, lo spiaggiamento e il ritrovamento in mare aperto e l’alloggiamento temporaneo in primo soccorso.
SOS tartarughe marine. Nei porti italiani sempre più Caretta caretta ritrovate morte
La scorsa settimana una tartaruga marina è stata ritrovata morta dai carabinieri di Napoli, incastrata tra gli scogli del lungomare Caracciolo. L’ intervento dell’unità dei sommozzatori ha consentito il recupero dell’ animale, che è stato poi portato alla vicina Stazione zoologica “Anton Dohrn“. La tartaruga, una femmina del tipo Caretta caretta, era un esemplare adulto di grandi dimensioni e, da un primo esame effettuato dai ricercatori, potrebbe essere morto per annegamento dopo essersi impigliato in una rete da pesca. “Le buone condizioni della tartaruga – hanno spiegato alla stazione zoologica – non fanno pensare ad una morte dovuta a malattie o all’inquinamento marino“. Del resto, sottolineano alla stazione zoologica, sono tante le tartarughe vittime di errati comportamenti dell’ uomo. “E’ probabile che la tartaruga sia stata buttata in mare dai pescatori – spiegano i ricercatori – mentre altri ci avvisano consentendoci di tentare il recupero dell’animale“.