Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama durante il discorso all’Università di Georgetown ha parlato dei problemi del cambiamento climatico e dei provvedimenti che bisogna prendere per tutelare la Terra e l’ambiente.
surriscaldamento globale
Scienziati e Ong lanciano l’allarme per lo scioglimento della banchisa polare
La banchisa si scioglie tutta l’estate, ma quest’anno, prima della fine del periodo estivo, la banchisa polare artica si estende solo su 4,1 milioni di chilometri quadrati. Un nuovo record negativo – il precedente era stato toccato il 18 settembre 2007, ed è stato battuto di 70.000 km2.
Cambiamento climatico 2012: un video sugli effetti negli USA
Interessante video che è stato realizzato da Peter Sinclair, un esperto sul clima che viene dall’università di Yale che si è specializzato nel rispondere a chi non crede nel riscaldamento climatico provocato dalle eccessive emissioni di anidride carbonica.
Minimo storico per il ghiaccio Artico: mai così poco
Nuovo minimo storico per il ghiaccio dell’Artico: secondo i dati del National Snow and Ice Data Center americano la calotta ha cominciato a restringersi lo scorso 7 marzo, e l’area massima registrata e’ la stessa del 2006, l’anno del record precedente. Secondo i dati riportati il massimo raggiunto quest’anno e’ stato di 14,64 milioni di chilometri quadrati, piu’ di 1,2 milioni di chilometri quadrati piu’ bassa della media degli ultimi 30 anni e all’incirca pari al record negativo di cinque anni fa: “Per tutto il mese di marzo il ghiaccio ha continuato ad espandersi e restringersi attorno a questi valori – spiega il comunicato del centro ricerche – e’ un comportamento normale perche’ il ghiaccio vicino alle estremita’ della calotta e’ sottile e distende a disperdersi“.
Uccelli migratori in pericolo a causa dei cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie di uccelli migratori a causa del crescente anticipo della primavera nell’Europa settentrionale. A rilevarlo è uno studio internazionale pubblicato in questi giorni sui “Proceedings of Royal Society” e condotto da un’equipe di scienziati tedeschi, russi e finlandesi, coordinati dall’italiano Nicola Saino, del Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Milano.
Colpa dell’arrivo precoce della primavera
Basandosi su una grande mole di dati riguardanti 117 specie di uccelli che migrano dall’Africa o dall’Europa meridionale verso l’Europa del nord, lo studio dimostra infatti che l’arrivo precoce della primavera mette in crisi molte specie rendendo più difficile l’accoppiamento e il reperimento del cibo. Ed a essere a rischio sono molte specie di uccelli canori e di uccelli acquatici.
Riscaldamento del clima: un ghiacciaio si stacca dai fondali dell’Alaska e viaggia libero sull’oceano
Un ghiacciaio in Alaska si è staccato dai fondali marini e sta ora galleggiando libero sull’Oceano. E’ quanto rivela uno studio realizzato dai ricercatori del Geological Survey degli Stati Uniti sul Columbia Glacier. Il ghiacciaio in questione appartiene a quelli che dalle montagne scorrono direttamente verso il mare, dove poi formano degli iceberg. “E’ come un gigantesco nastro trasportatore – ha detto l’esperto di ghiacciai Shad O’Neel – che spinge il ghiaccio nel mare“. Finora si riteneva che questo tipo di ghiacciai fossero sempre ancorati al fondale marino risultando così non in grado di galleggiare liberamente senza disintegrarsi.
Cambiamenti climatici e sviluppo: a pagare saranno i più poveri
Surriscaldamento del pianeta e cambiamenti climatici costeranno ai paesi in via di sviluppo 475 miliardi di dollari all’ anno entro il 2030, contro i 10 miliardi di oggi. L’ allarme è stato lanciato dalla Banca Mondiale nel rapporto “Development and climate change“, presentato a Istanbul nel corso dei lavori per l’ assemblea annuale. Secondo le stime degli economisti di Washington, anche solo 2 gradi centigradi di surriscaldamento della terra potrebbero tradursi in una riduzione permanente del Pil tra il 4 e il 5% in Africa e Asia del Sud. Secondo le stime la Banca Mondiale, entro il 2030 i paesi in via di sviluppo dovranno così spendere 75 miliardi all’ anno per adattarsi ai cambiamenti climatici e altri 400 miliardi per mitigarne l’ impatto.
Storia dell’ ecologia: l’ ipotesi Gaia di James Lovelock
L’ ipotesi Gaia è una teoria formulata per la prima volta dallo scienziato inglese James Lovelock nel 1979 in “Gaia. A New Look at Life on Earth“.
GAIA, IL PIANETA VIVENTE
Nella sua prima formulazione l’ ipotesi Gaia, che altro non è che il nome del pianeta vivente (derivato da quello dell’ omonima divinità femminile greca, nota anche col nome di Gea), si basa sull’ assunto che gli oceani, i mari, l’ atmosfera, la crosta terrestre e tutte le altre componenti geofisiche del pianeta terra si mantengano in condizioni idonee alla presenza della vita proprio grazie al comportamento degli organismi viventi.
Ad esempio la temperatura, lo stato d’ossidazione, l’ acidità, la salinità e altri parametri chimicofisici fondamentali per la presenza della vita sulla terra presentano valori costanti. Questa omeostasi è l ‘effetto dei processi di feedback attivo svolto in maniera autonoma e inconsapevole dal biota. Inoltre tutte queste variabili non mantengono un equilibrio costante nel tempo ma evolvono in sincronia con il biota. Quindi i fenomeni evoluzionistici non riguardano solo gli organismi o l’ ambiente naturale, ma l’ intera Gaia.