Cambiamenti climatici: in città più che altrove

In città i cambiamenti climatici sono più estesi. A sostenerlo il libro ‘I cambiamenti climatici in Italia: evidenze, vulnerabilità e impatti‘ a cura di Sergio Castellari e Vincenzo Artale. Nella parte in cui si parla di cambiamenti climatici e impatti sugli insediamenti urbani si dice che tali insediamenti sono ”driver fondamentali del climate change e nel contempo i luoghi ove gli effetti del climate change si presentano piu’ estesi per la specie umana”. E sono anche quelli dove è minore la naturalità, e dunque dove la resilienza deve essere assicurata in misura quasi esclusiva dall’uomo. La valutazione della loro vulnerabilità, la considerazione dei rischi cui sono esposte le popolazioni, le strategie di mitigazione e adattamento sono in grado di incidere sulla qualità di vita della porzione largamente maggioritaria della popolazione italiana.

Clima: Italia a rischio ondate di caldo

 Non abbiamo ancora visto arrivare la Primavera, che gli esperti ammoniscono sui rischi della calura per l’estate in arrivo: nei prossimi anni il Mediterraneo sarà infatti colpito da una serie sempre maggiore di ondate di calore, e fra i Paesi più colpiti ci sarà l’Italia. Ad affermarlo è uno studio pubblicato da Nature Geoscience, secondo cui da circa due giorni all’anno di caldo torrido degli anni ’80 si passerà a 13 nel periodo 2021-2050 per arrivare a 40 verso fine secolo.

Cambiamenti climatici: al via CoralWarm, uno studio italo-israeliano sui coralli

 Per cinque anni una ‘task force’ di ricercatori italiani ed israeliani studierà alcune specie di coralli nel Mediterraneo e nel Mar Rosso per riuscire a capire le loro possibilità di sopravvivenza nel corso del prossimo secolo e quindi la salute delle popolazioni presenti. Il progetto, chiamato ”CoralWarm”, cercherà di comprendere le reazioni delle specie ai cambiamenti di clima, elaborando un modello matematico per prevedere come varieranno le popolazioni nel prossimo secolo, individuando quelle piu’ resistenti e quelle piu’ a rischio estinzione.

Clima: maggio 2009, il più secco degli ultimi due secoli in Italia. Ma la media è nella norma

 Maggio 2009 è stato il più secco degli ultimi due secoli in Italia, e il terzo per temperature elevate. E’ il primato registrato dalla banca dati del gruppo di Climatologia storica dell’ Istituto di scienze dell’ atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr), che aveva già registrato il record di piovosità (+54%) del novembre-aprile precedente.

LA PIOGGIA
Dati alla mano – spiega Teresa Nanni dell’ Isac-Cnr – la piovosità è stata del 69% inferiore alla media dei mesi di maggio compresi tra il 1961 e il 1990, il periodo che in climatologia viene convenzionalmente assunto come riferimento“.

LE TEMPERATURE
Record anche per le temperature. “Le settimane estremamente calde che tutti ricordiamo – afferma Nanni – appena mitigate dagli ultimi giorni del mese, posizionano maggio 2009 sul terzo gradino del podio, con un’ anomalia rispetto alla media 1961-90 di +2,9°C. Il primo e secondo posto restano, a pari merito, al maggio del 1828 e del 2003“.

Antartide, rientrati gli scienziati per lo studio delle misteriose montagne Gamburtsev

 Fino o pochi anni fa era opinione diffusa che sotto i ghiacci antartici vi fosse un vasto altipiano. Poi la smentita: sotto gli spessi ghiacci dell’ Antartide v’ è, invece, una catena montuosa con picchi altissimi, paragonabile alle nostre Alpi. Si tratta delle montagne Gamburtsev, un mistero per gli scienziati ancora irrisolto. Martedì i membri del progetto internazionale AGAP (Antarctica’ s Gamburtsev Province), partiti nel novembre scorso per raggiungere il cuore dell’ Antartide e studiare le misteriose montagne subglaciali Gamburtsev sono rientrati alla base. Con una straordinaria massa di dati che permetterà di svelare la natura e l’ origine di una catena di monti, sepolta sotto quattromila metri di ghiaccio. Uno dei più grandi enigmi della Terra.