Referendum del 12 e 13 giugno: è che non ho le idee chiare…

Andare a votare… fa caldo, c’è voglia di mare. E poi a che serve? In quanti trovano delle scuse con se stessi e con gli latri per evitare “il dovere” dell’urna? Eppure – oggi come non mai – i temi affrontati dai referendum sono cruciali per il futuro di tutto, per stabilire un indirizzo più etico di sviluppo, per garantire la salute di tutti.
E allora ecco una carrellata di video pillole da parte di artisti noti e meno noti, alle prese con i dubbi sul voto. In questo video vediamo Elisabetta Crescentini, che sul voto non ha le idee tanto chiare…

Referendum del 12 e 13 giugno: il voto per i residenti all’estero

Anche i cittadini residenti all’estero possono votare per il referendum del 12 e del 13 giugno 2011. Di solito l’opzione di voto viene esercitata per corrispondenza, a meno che non si sia data comunicazione diversa all’ambasciata italiana del Paese in cui ci si trova, e si potrà allora votare in Italia. Per questo referendum, se non si è provveduto a dare avviso all’ambasciata di voler esercitare il proprio voto in Italia entro il 14 aprile 2011, non è più possibile votare entro i confini nazionali.

L’ambasciata provvederà dunque a recapitare una busta al recapito di residenza estera del cittadino residente all’estero, busta che conterrà le quattro schede referendarie, un certificato elettorale, una busta bianca, una busta preaffrancata (Business Reply Envelope) con l’indirizzo del consolato ed un libretto contenente il testo della Legge sulle “Norme sul diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”.

Referendum del 12 e 13 giugno: quesito n. 2 – Acqua pubblica – Scheda gialla

Il secondo quesito del Referendum del 12 e 13 giugno 2011 chiama i cittadini ad esprimere il proprio voto per l’abrogazione della norma che prevede il calcolo della tariffa della distribuzione dell’acqua pubblica secondo logiche di mercato. Questo significa che l’operatore privato che si occuperà della distribuzione dell’acqua pubblica potrà applicare delle tariffe per il servizio prestato volte non solo al recupero dei costi, ma anche all’ottenimento di un profitto per la distribuzione dell’acqua potabile.
Per abrogare la norma bisogna esprimersi con il SI. Per consentire l’applicazione di queste tariffe di mercato sulla distribuzione dell’acqua pubblica, bisogna votare NO.

Quesito n. 2: REFERENDUM ACQUA PUBBLICA – ABROGAZIONE CALCOLO TARIFFA SECONDO LOGICHE DI “MERCATO”
La scheda del quesito numero 2 è contraddistinta dal colore giallo. Si tratta di una abrogazione parziale della norma, che riguarda esclusivamente la determinazione della tariffa del servizio in base alla remunerazione del capitale investito dai distributori dell’acqua pubblica.

Referendum del 12 e 13 giugno: quesito n. 1 – Acqua pubblica – Scheda rossa

Ed entriamo allora nel merito dei quesiti del referendum abrogativo del 12 e il 13 giugno 2011. Ricordiamo che si voterà domenica dalle 8.00 alle 22.00 e lunedì dalle 7.00 alle 15.00. Votando SI ci si esprime a favore dell’abrogazione della norma (ovvero si esprime la propria contrarietà alle leggi approvate). Se invece si vuole che le cose restino come indicate nelle norme, si deve votare NO.

Quesito n. 1: REFERENDUM ACQUA PUBBLICA – ABROGAZIONE AFFIDAMENTO SERVIZIO AD OPERATORI PRIVATI
La scheda numero 1 riguarda l’acqua pubblica ed è contraddistinta dal colore rosso. Si decide in merito all’abrogazione della norma che decide di affidare a gestori privati il servizio di distribuzione dell’acqua pubblica.

Referendum del 12 e 13 giugno: la lettera di Adriano Celentano al Fatto

Nei giorni scorsi Adriano Celentano si è mobilitato per sensibilizzare i cittadini a favore del voto referendario del 12 e 13 giugno 2011 inviando una lettera al Direttore de “Il Fatto Quotidiano” (poi ripresa e pubblicata integralmente dal sito dell’Idv, qui). Una lettera che si rivolge a tutti, che si appella al buon senso dei cittadini per un voto che non è politico, ma a favore della vita, contro chi la vuole avvelenare. E Adriano esordisce così:

“Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA”. 

Referendum del 12 e 13 giugno: come e quando si vota

Il 12 e il 13 giugno 2011 i cittadini italiani sono chiamati alle urne per esprimere il proprio parere in merito a quattro quesiti referendari di primaria importanza. Le quattro materie che saranno sottoposte ai cittadini riguarderanno il legittimo impedimento, la privatizzazione dell’acqua prevista dal decreto Ronchi (due quesiti) ed il ritorno dell’Italia all’energia nucleare.

Vediamo di capirci qualcosa in più…

Il referendum: cos’è e a cosa serve
Il referendum è, al pari del voto, uno dei pochi strumenti che il cittadino ha a disposizione per esercitare la propria democrazia diretta, ovvero di far sentire la propria voce senza intermediari ed esprimere il proprio parere favorevole o contrario in merito ai quesiti presentati. Il referendum è infatti sancito dall’articolo 1 della Costituzione come uno dei diritti inviolabili dei cittadini della Repubblica Italiana, come esercizio della sovranità popolare. Il risultato del referendum, infatti, ha l’effetto di vincolare i legislatori al rispetto della volontà del popolo.

Aspettando i referendum: tutti in barca con Marevivo


Il silenzio sui Referendum elettorali continua a suscitare sconcerto: dopo le polemiche relative al divieto di affissione di bandiere dalle proprie abitazioni da parte di chi vuole sensibilizzare l’opinione pubblica, l’associazione Marevivo prende la parola e invita tutti a bordo della propria sede galleggiante, sul Lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma, allo scalo de Pinedo. L’appuntamento è per il 26 maggio alle ore 18.30.

Perché “Aspettando i referendum
L’obiettivo è rompere il silenzio e informare quanti più cittadini possibile sui tempi proposti dai referendum. Ecco perché Marevivo ha organizzato a bordo della propria sede galleggiante degli incontri con degli esperti in campo di energia nucleare e di risorse naturali.

Gluglù: la fontana pubblica che eroga acqua liscia, gasata o lievemente gasata

Liscia, gasata e lievemente gasata, comunque sfusa ed ecologica. È questa l’offerta di Gluglù, la nuova fontana pubblica che eroga acqua di qualità alla spina. Creata per promuovere un consumo responsabile e consapevole dell’acqua di rete, Gluglù è un progetto patrocinato da Banca popolare Etica e firmato da tre realtà che si occupano da anni di questioni socio-ambientali: la cooperativa onlus “Piero & Gianni”, legata all’associazione Gruppo Abele, il Centro Studi Ambientali di Torino, già papà della campagna T.V.B. Ti Voglio Bere, e AQsystem, ditta specializzata nel trattamento dell’acqua.

Terra Futura
Hanno scelto la Firenze di Terra Futura per il suo battesimo nazionale: Gluglù verrà presentata dal 20 al 22 maggio proprio durante la mostra-convegno sulle buone pratiche di sostenibilità, dedicata quest’anno alla cura dei beni comuni.

Mediterraneo: esaurito lo stock di pesce per il 2011

 Reti sempre più povere nelle acque del Mar Mediterraneo, e gli italiani, pur consumando la stessa quantità di pesce del 1999, hanno bisogno di importare il 37% di pesce in più, poiché le catture sono molto diminuite e i mari sovrasfruttati. Secondo il dossier Fish Dependence Day, presentato da Nef (New Economics Foundation) e Ocean2012, il 30 aprile abbiamo mangiato l’ultimo pesce italiano, esaurita tutta la quota 2011, e da allora l’Italia dipende dal pescato proveniente da altri mari.
Ciò non significa che da domani non troveremo pesce italiano sui banchi dei mercati, ma il calcolo statistico permette di misurare quanto il patrimonio ittico sia a rischio.

Risorse marine, l’Italia è il Paese mediterraneo che ne ha di più

L’Italia non è prima solo nella lista dei beni culturali dell’umanità. Le Nazioni Unite ci riconoscono un nuovo primato assoluto, quello di paese mediterraneo con la maggiore quantità di servizi ambientali offerti dal mare. Praterie marine e ricchezza di biodiversità ma anche qualità del paesaggio, depurazione naturale dell’acqua e mantenimento delle coste: gli ecosistemi del mare hanno anche un valore economico. Il nostro paese vanta oltre un terzo della ricchezza prodotta dai servizi ambientali forniti dal mare, il 35% del totale, più del doppio della Grecia o della Spagna. In termini economici, 9 miliardi di euro contro i complessivi 26 miliardi di beni ecologici prodotti ogni anno dal Mediterraneo.