Energia nucleare: il 20 percento dei reattori nel mondo si trova in zone sismiche

 Il 20% dei 440 reattori nucleari operativi nel mondo sorge in una zona sismica. Lo afferma un documento della World Nuclear Association, un’associazione di costruttori ed esperti di nucleare, secondo cui anche 62 impianti ora in costruzione sorgono vicino a faglie conosciute, cosi’ come molti dei 400 per cui sono state chieste le autorizzazioni. Secondo l’associazione praticamente tutti i reattori giapponesi sono a rischio ‘alto’ o ‘molto alto’ di essere soggetti a un forte terremoto nei prossimi 50 anni. Al massimo livello di rischio ci sono anche sei reattori a Taiwan e quattro negli Usa, di cui tre in California e uno nello stato di Washington. Hanno rischio da alto a moderato anche un reattore in Pakistan e uno in India, oltre a quelli in programma in Iran.

Emergenza radiazioni in Giappone: aumenta la fobia del nucleare in Europa

 L’Europa teme l’apocalisse nucleare giapponese, un po’ per la salute, un po’ per la psicosi, molto per i costi. Percepisce la paura dei cittadini per una catastrofe che potrebbe – come sostengono in Francia e Russia – persino essere peggiore di Chernobyl. Cosi’ Nicolas Sarkozy, che guida un paese fondato sull’energia nucleare, chiede che il G20 si riunisca per immaginare le opzioni alternative. Ma intanto i politici europei, a parte Angela Merkel (che deve fare i conti con un partito verde arrivato in Germania al 18% nei sondaggi) non riescono a pensare un futuro senza energia atomica: anche perche’ il costo della rinuncia rischia di diventare insostenibile a breve termine.

Terremoto in Giappone: energia razionata fino alla fine di aprile

 Da ieri e fino alla fine di aprile l’energia sara’ razionata con black-out programmati in vaste zone del Giappone, compresa la capitale Tokyo. L’ annuncio e’ stato dato domenica dal premier Naoto Kan in una conferenza stampa. In seguito la societa’ elettrica giapponese Tokyo Electric Power Co. (Tepco) ha precisato che il razionamento riguardera’ l’ area che comprende, oltre alla capitale, le prefetture di Chiba, Gunma, Ibaraki, Kanagawa, Tochigi, Saitama, Yamanashi e Shizuoka.

La ripresa delle attività
Le imprese e gli altri soggetti riprenderanno l’attivita’ economica…e c’e’ una grossa possibilita’ che alcune aree servite dalla Tepco si trovino in una situazione nella quale ci sara’ una forte scarsita’ di forniture”, ha dichiarato il ministro dell’ industria Barni Kaieda. La Tepco afferma che nell’ area del Giappone da lei servita, nella quale vivono 45 milioni di persone, il consumo di energia e’ di 4.100 milioni di kilowatt al giorno e che oggi non ne’ in grado di produrre piu’ di 3.100 milioni di kilowatt.

Terremoto in Giappone: è emergenza nucleare

Il governo giapponese ha parlato di possibili rischi di processo di fusione nei reattori 1 e 3 della centrale Fukushima n.1, sulla costa nordest del Giappone, colpita venerdì scorso dal terremoto e dal seguente tsunami. Ora rischia di esplodere il reattore n.3, che ha anche subito forti danni alle barre di combustibile. I tentativi di evitarlo, ha riferito il ministro dell’Economia e dell’Industria nipponico, “non hanno avuto effetti“. Fumo esce anche da un’altra centrale nucleare della prefettura di Miyagi. E l’Aiea lancia l’allarme.
E intanto continua a crescere il bilancio delle vittime: 1.600. Ma nella sola prefettura di Miyagi se ne stimano più di 10 mila. Appello del premier Kan: ‘Mai cosi’ dura dalla seconda guerra mondiale, non ci sarà un’altra Chernobyl“. E l’impatto del sisma sull’economia giapponese sarà “considerevole”. Lo ha detto il portavoce del governo.

Più calamità naturali e meno fondi: i geologi dalla Gelmini

Allarme dei geologi italiani che, a fronte di un cruciale aumento delle calamità naturali nel nostro Paese soggetto a gravi rischi geoambientali, lamentano la riduzione dei fondi per la ricerca. I geologi, attraverso il loro presidente dell’Ordine Nazionale, Gian Vito Graziano, lanciano quindi un appello al ministro dell’Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, chiedendole un incontro. “E’ necessaria una riforma della governace del territorio” sottolinea Graziano.
“I geologi vedono ridursi finanziamenti in continuo” aggiunge Eugenio Carminati del Comitato di Scienze della Terra del Consiglio Universitario Nazionale (Cun). Mentre il geologo Rodolfo Carosi del Cun aggiunge: “In un Paese la cui sicurezza geoambientale è quotidanamente minacciata da una miriade di avversità naturali, troppo spesso queste avversità si tramutano in calamità per la colpevole miopia dello Stato“.

Progetti Enea: a Marzabotto la prima scuola antisismica dell’Emilia Romagna

 Realizzata dall’Enea la prima scuola antisismica dell’Emilia-Romagna. L’istituto per alunni delle elementari è stato inaugurato a Marzabotto ed è protetto da un sistema di isolamento antisismico realizzato dagli scienziati dell’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo sostenibile. Il sistema di difesa “garantisce l’integrità assoluta dell’edificio, evitando, inoltre, situazioni di panico anche in caso di terremoti molto violenti” spiega l’Enea. Il Comune di Marzabotto ha inaugurato la nuova scuola elementare, di tre piani, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico.

Inverno 2010 rigido a causa della collisione di El Nino con la Nao

 Un evento che capita al massimo una volta ogni 100 anni: è quello che ha fatto dello scorso inverno il più duro degli ultimi 30 anni, con temperature rigide e fortissime nevicate nel Nord America e nell’Europa settentrionale. Si tratta della ‘collisione’ di due fenomeni climatici, la corrente de El Nino e l’Oscillazione Nord Atlantica (Nao), come spiega uno studio pubblicato sulle ‘Geophysical Research Letters’. El Nino è l’effetto del periodico riscaldamento dell’oceano Pacifico tropicale associato ad altri cambiamenti nell’atmosfera, provoca inondazioni, siccità e altre perturbazioni, e si verifica ogni 5 anni circa. Può essere previsto in anticipo. La Nao è invece un fenomeno climatico caratterizzato dalla fluttuazione ciclica della differenza di pressione al livello del mare tra l’Islanda e le Azzorre.

Eventi naturali: sisma di magnitudo 7 in Nuova Zelanda

 Un forte terremoto di magnitudo 7,0 ha colpito nel pomeriggio (ora italiana) la seconda citta’ della Nuova Zelanda, Christchurch, sulla costa orientale. Non si ha notizia di morti o feriti, solo di numerosi danni agli edifici e di blackout elettrici in molte zone. Non e’ stato emesso un allarme tsunami. La scossa, durata 40 secondi, e’ stata registrata intorno alle 4:35 del mattino ora locale (le 18:35 ora italiana), a 30 chilometri a ovest di Christchurch, a 16 chilometri di profondita’. La citta’ ha 342.000 abitanti e si trova sulla costa orientale dell’Isola Sud, una delle due che formano la Nuova Zelanda. Inizialmente il terremoto era stato valutato di magnitudo 7,4 dal Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS), poi la stima e’ scesa a 7,0.

Tutela dei boschi e del paesaggio: la Regione Toscana stanzia 10,5 milioni di euro

 Ammontano a 10 milioni e mezzo di euro le risorse che la Regione Toscana assegnerà ad amministrazioni provinciali, comunità montane e unioni di comuni per la realizzazione di interventi di ripristino e stabilizzazione di aree boscate dissestate, di prevenzione dei fenomeni erosivi, di riduzione del rischio di incendi e di realizzazione e manutenzione di infrastrutture per la fruizione turistica dei boschi. Si tratta di finanziamenti sulle misure 226 e 227 del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 che permetteranno di sostenere 117 progetti in aree montane e svantaggiate.