Bruxelles da due di picche all’Italia: i tetti delle quote di Co2 non sono rinegoziabili.

 I tetti sulla assegnazione di quote di Co2 all’Italia “non sono rinegoziabili”: lo ha detto la portavoce della commissione Ue, Barbara Hellfrich, interpellata sulle notizie stampa a proposito di una lettera del premier Silvio Berlusconi al presidente dell’esecutivo europeo Barroso, per chiedere di rivedere i tetti di Co2.
I tetti sono stati definiti e adottati dalla commissione attraverso un processo basato sulla legislazione europea”, ha detto la portavoce “e non sono rinegoziabili“. Il piano nazionale italiano sulle emissioni di Co2 è stato approvato nel 2007. La legislazione europea fissa in un periodo di due mesi i tempi per un eventuale ricorso.

LE QUOTE DI CO2 NON SI TOCCANO
La portavoce ha detto di essere a conoscenza – attraverso la stampa – della lettera del premier con la quale l’Italia segnala l’intenzione di modificare i vincoli impostagli dalla Ue. Il piano nazionale di assegnazione delle emissioni dianidride carbonica dell’Italia per il periodo 2008-2012 è stato approvato da Bruxelles il 15 maggio del 2007.

G8 l’Aquila: le promesse dei grandi per tagliare le emissioni di Co2

 L’ AQUILA – I paesi sviluppati del G8 hanno concordato sull’ obiettivo di impegnarsi per una riduzione delle emissioni di C02 dell’ 80% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990. E’ quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del G8, che l’ Ansa ha potuto consultare. Nella dichiarazione, i leader degli otto grandi riconoscono la necessità sostenuta dal mondo scientifico sul fatto che la temperatura media del mondo non può aumentare piu’ di due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali e mantengono l’ ambizione degli obiettivi proposti nella bozza originaria.

UNA RISPOSTA GLOBALE PER IL CLIMA
Considerato che questa sfida globale può essere raggiunta solo con una risposta globale, noi confermiamo la nostra volontà di condividere con gli altri paesi l’ obiettivo di raggiungere una riduzione di almeno il 50% delle emissioni globali entro il 2050“, afferma la dichiarazione.

Risparmiare sulla bolletta con le caldaie intelligenti

 L’ Unione Europea si attrezza contro gli sprechi energetici ed arriva una proposta per vietare le tecnologie per il riscaldamento domestico che inquinano di più. Come? Con l’ uso di caldaie e pompe per far circolare l’ acqua calda “intelligenti”, in grado di far risparmiare a tutta l’ Unione Europea un consumo elettrico annuo pari a quello attuale dell’ Irlanda. E’ quanto promette la Commissione europea con una proposta, che ha ricevuto il sostegno dei Paesi membri, per vietare da qui al 2013 la vendita degli attuali strumenti autorizzando, a partire dal 2015, esclusivamente quelli che faranno consumare di meno.

Riduzione delle emissioni inquinanti: 400 città europee siglano il patto ambientale

 La notizia è arrivata il 10 febbraio scorso da Bruxelles: 400 città europee si sono impegnate formalmente con la firma di un Patto a raggiungere una riduzione delle emissioni inquinanti di C02 superiore a quella del 20% entro il 2020.
L’ ambizioso e non facile obiettivo per la lotta al cambiamento climatico è stato sancito il 10 febbraio nell’ emiciclo del Parlamento europeo da tanti rappresentanti di grandi e piccole città, con il presidente della Commissione José Manuel Barroso. Anche diversi comuni italiani hanno già approvato in consiglio comunale il cosidetto Patto dei sindaci, altri sono in procinto di farlo. Nella lista, resa nota dal sito internet della Commissione europea ed aggiornata costantemente, ne figurano al momento trenta, tra cui Milano, Torino, Verona, Modena, Padova, Bolzano, Rimini, Alessandria, Ancona e Foggia.