A Varese 4 Panda berlina e 4 “Teener” Movitron da oggi si aggireranno silenziose e a impatto zero per le vie della citta’. Sono i nuovi mezzi del servizio di car sharing elettrico “e-vai” presentato dall’assessore alle Infrastrutture e mobilita’ della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo insieme all’Ad di Tln Giuseppe Biesuz e al sindaco di Varese Attilio Fontana. “Dopo l’inaugurazione presso la stazione di Milano Cadorna, introduciamo oggi questo servizio anche a Varese -ha detto l’assessore Cattaneo- un servizio emblematico dell’idea di mobilita’ che ha Regione Lombardia: una mobilita’ moderna, compatibile con l’ambiente che integra al meglio la mobilita’ pubblica e privata. Alla vigilia di un blocco del traffico che coinvolgera’ tutta la citta’ di Milano e non solo -ha osservato- con queste auto elettriche ci sara’ la possibilita’ di circolare anche nei giorni di blocco totale del traffico e di accedere alle zone a traffico limitato e alle corsie preferenziali“.
riduzione emissioni CO2
Usa green policies: a Philadelphia il primo stadio a impatto zero
Progettato negli Usa il primo ecostadio del mondo a impatto zero. Ristrutturato con pannelli solari e turbine eoliche, l’eco-stadio è quello di Filadelfia reso completamente eco-compatibile. Ma non solo. Grazie alla ristrutturazione, lo stadio di Filadelfia venderà anche energia pulita alla città. Con questo progetto, entro settembre prossimo, i tifosi dei Philadelphia Eagles avranno così un motivo in più per seguire le partite dei loro beniamini. Lo stadio della squadra di football americano, il Lincoln Financial Field, sta dunque per cambiare pelle, diventando, spiega il periodico scientifico ‘Focus’, il primo al mondo a funzionare con energia rinnovabile autoprodotta. Il progetto è realizzato in collaborazione con la società energetica Usa Solar-Blue.
Open Planet Ideas: Sony e Wwf realizzano l’idea vincitrice di crowd-sourcing
Dopo tre mesi di progettazione, collaborazione e valutazione, Sony e WWF hanno annunciato l’idea che verrà realizzata nell’ambito dell’innovativa community Open Planet Ideas: si tratta del concept “GreenBook” di Paul Frigout.
GreenBook
“GreenBook” è un’applicazione trasversale a più piattaforme, che si prefigge l’obiettivo di fare presa sulla generazione di Facebook, reinventando il modo di fare attivismo. Sfruttando le utility di geolocation e i social game, amici e conoscenti provenienti dalla stessa area geografica potranno aggregarsi dando vita a mobilitazioni su base volontaria (flash mob) per compiere attività di breve durata. Questo strumento consentirà di pubblicare le proprie esigenze o proporre i propri servizi, effettuare donazioni, firmare petizioni on line, ricevere informazioni o ricompense per la partecipazione, nonché condividere le proprie esperienze.
Mobilità elettrica: a Parma 300 colonnine di ricarica entro il 2015
Muove i primi passi a Parma il progetto sulla mobilità elettrica che, nell’arco di cinque anni, dal 2011 al 2015, porterà a 300 il numero di colonnine destinate alla ricarica delle batterie. La città ha alzato il sipario sul progetto ‘Zero Emission City‘, nel corso del convegno ‘Politica Europea per la mobilita’ elettrica’.
All’incontro, introdotto dal sindaco di Parma Pietro Vignali e dal direttore generale di EnergyLab, Silvio Borsetti, hanno partecipato tra gli altri il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, e il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Federica Guidi.
Metropoli verdi, un sogno possibile
Anche una grande metropoli può essere ‘verde’, con le politiche giuste e le infrastrutture necessarie. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dalla rivista Environment and Urbanization, secondo cui ad esempio gli abitanti di Denver, una città di poco più di mezzo milione di abitanti ai piedi delle ridenti Montagne Rocciose, in termini di produzione di CO2 pro capite sono molto peggio degli otto milioni di New York, dotata di un sistema di trasporti pubblici che ‘invoglia’ a non prendere l’auto.
Lo studio sull’inquinamento urbano
Nel complesso, spiegano gli autori della ricerca, se è vero che dalle aree urbane viene il 71% dei gas serra immessi in atmosfera, non si può fare di tutta l’erba un fascio. La ricerca dell’International Institute for Environment and Development, un’organizzazione londinese con sede a Londra, ha esaminato i dati di 100 aree urbane di 33 paesi del mondo, valutando la quantità di CO2 pro-capite degli abitanti, e scoprendo diversi cattivi ‘insospettabili’: i cittadini canadesi, ad esempio, risultano 5 volte più inquinanti che i giapponesi, con Tokyo che ha i valori tra i più bassi dei paesi industrializzati.
Risorse: sfamare nove miliardi di abitanti in modo sostenibile
Nutrire in modo sostenibile e riducendo le disparità tra i 9 miliardi di abitanti del pianeta nel 2050 è possibile ma per questo serve ”non generalizzare il modello alimentare dei paesi industrializzati”, ”fare la scelta di un’agricoltura produttiva ed ecologica” e ”riequilibrare gli scambi commerciali internazionali di prodotti agricoli e agroalimentari”. Altrimenti il rischio è quello di dover aumentare a dismisura la produzione di cibo per ‘sfamare’ i 3 miliardi di abitanti supplementari con il rischio di nuove crisi alimentare, di un esaurimento delle risorse naturali e di un incremento delle disparità. E’ quanto emerge dal rapporto ‘Agrimonde’ pubblicato nei giorni scorsi dall’Inra, l’Istituto nazionale di ricerca agronomica francese, e dal Cirad, il Centro di cooperazione internazionale in ricerca agronomica per lo sviluppo.
Riduzione degli sprechi energetici: l’Emilia verso il divieto ai negozi di porte spalancate a riscaldamento acceso
I sindaci delle città dell’Emilia Romagna vietino ai negozi di tenere le porte spalancate con il riscaldamento acceso all’interno. La richiesta giunge da Legambiente Emilia Romagna che ha pubblicato sul suo sito un dossier fotografico con le immagini degli esercizi pubblici ‘spreconi’.
“Tenere le porte spalancate con il riscaldamento acceso sarà anche una strategia di marketing per invitare i clienti ad entrare – scrive Legambiente – ma significa sprecare enormi quantitativi di energia nel produrre un calore che verrà inevitabilmente disperso“. L’associazione chiede, pertanto, ai sindaci di attivarsi “con ordinanze e regolamenti che impongano a tutti gli esercizi commerciali la chiusura delle porte“.
Ultima chiamata per Empower: scade a fine mese l’adesione la raccolta firme per le petizioni
Si avvia verso la fase conclusiva EmPower, il progetto pilota cofinanziato e promosso dalla Commissione europea che mira a motivare e coinvolgere associazioni e cittadini sui temi ambientali piu’ importanti attraverso una serie di petizioni. L’iniziativa, che ha preso il via a gennaio 2009, ha visto fino ad oggi la partecipazione di quasi 7.000 utenti europei, che hanno firmato online le petizioni sui cambiamenti climatici, la biodiversita’, l’obbligo di etichettatura per gli ogm, la gestione sostenibile delle risorse idriche. C’e’ tempo ancora fino a fine mese per firmare, e per farlo basta poco: e’ sufficiente collegarsi al sito di Empower http://www.ep-empower.eu/epetitions/it/Home.aspx e registrandosi si potra’ fare un’azione concreta in difesa dell’ambiente.
Stop ai finti eco-shopper: quelli contenti ECM non sono a norma
Gli shopper di plastica ‘tradizionale’ con l’aggiunta dell’additivo chimico ECM non posso essere pubblicizzati e venduti come biodegradabili e compostabili perché non rispettano le condizioni e i tempi previsti dalla normativa comunitaria e nazionale di settore. E’ quanto afferma l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dando ragione a Legambiente. Il 4 febbraio 2010 Legambiente aveva segnalato all’Autorità che si stavano diffondendo sacchetti in plastica che, grazie all’aggiunta dell’ECM Masterbatch Pellet, venivano presentati dall’azienda Italcom come biodegradabili e compostabili in modo del tutto ingannevole, inducendo in errore i Comuni italiani, gli esercizi commerciali e le catene della Grande distribuzione che si stavano adeguando all’entrata in vigore, il 1 gennaio 2011, del bando delle buste.
Le auto elettriche di San Francisco
L’esigenza di mobilità sostenibile si fa sempre più pressante e dopo anni spesi solo a parlarne, il momento dell’auto elettrica sembra essere finalmente arrivato. Ma per mettere in moto nuove abitudini di consumo ci vuole anche un’offerta ben strutturata che tenga conto delle batterie, i costi e la localizzazione delle stazioni di ricarica. In questo contesto di cambiamenti il 2011 potrebbe essere l’anno in cui cominceremo a vedere le prime automobili elettriche anche in Italia. Un altro passo in avanti è stato fatto dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) che ha deliberato una nuova tariffa per la ricarica elettrica delle auto e l’avvio di alcuni progetti pilota per favorire la diffusione di questi veicoli.