Dal 2018 solo edifici autonomi energeticamente. Approvata la direttiva europea

 Da Bruxelles arriva la notizia in materia di direttive sulla costruzione edilizia: tutti gli immobili costruiti dopo il 31 dicembre 2018 dovranno essere autonomi per il consumo energetico. Dovranno cioe’ produrre tanta energia quanta ne consumano sul posto. L’ orientamento è stato votato dal Comitato Industria, Ricerca, Energia (ITRE) del Parlamento europeo, impegnato a rivedere la direttiva comunitaria del 2002 sul rendimento energetico degli immobili.
Gli europarlamentari hanno anche sollecitato un maggior investimento pubblico per promuovere l’ efficienza energetica degli edifici.

Riciclo rifiuti: a Treviso un edificio costruito interamente di materiali riciclati

 Un edificio realizzato interamente riciclando rifiuti è stato costruito dalla Savno, azienda di Conegliano (Treviso) specializzata nello smaltimento. La costruzione – che è la sede della Savno stessa – ha vinto l’ Energy globe award che le sarà consegnato il 13 aprile prossimo a Praga.
Quando abbiamo costruito la nostra eco-sede con materiali provenienti da raccolta differenziata – dice il presidente di Savno, Riccardo Szumskiabbiamo voluto fare una scommessa; se invitiamo i cittadini a riciclare dobbiamo dimostrare che la raccolta differenziata non è una cosa vana, e dare loro il buon esempio. E con i rifiuti raccolti siamo riusciti a creare non solo un palazzo, ma anche il simbolo della sostenibilità

Energia pulita dalle alghe: a Venezia un progetto con le diatomee

 Produrre energia dalle alghe non è un’idea del tutto nuova, tanto che numerosi progetti sono stati avviati in Francia e, più recentemente, dall’ Unione Europea. Un campo promettente, che ultimamente è stato adottato anche dal progetto di una centrale bioelettrica basata sulla fotosintesi della Diatomea, un’ alga autoctona della laguna di Venezia. Il progetto è stato presentato dall’ Autorità Portuale di Venezia. Secondo i sostenitori, potrebbe fornire 40 megawatt di energia a impatto zero, capaci di coprire metà del fabbisogno dell’ intero centro storico di Venezia, che oggi consuma dagli 80 ai 100 megawatt.

Risparmiare sulla bolletta con le caldaie intelligenti

 L’ Unione Europea si attrezza contro gli sprechi energetici ed arriva una proposta per vietare le tecnologie per il riscaldamento domestico che inquinano di più. Come? Con l’ uso di caldaie e pompe per far circolare l’ acqua calda “intelligenti”, in grado di far risparmiare a tutta l’ Unione Europea un consumo elettrico annuo pari a quello attuale dell’ Irlanda. E’ quanto promette la Commissione europea con una proposta, che ha ricevuto il sostegno dei Paesi membri, per vietare da qui al 2013 la vendita degli attuali strumenti autorizzando, a partire dal 2015, esclusivamente quelli che faranno consumare di meno.

Emergenza clima e Co2: Intesa Usa-Ue per la lotta all’ inquinamento

L’ Unione europea e l’ amministrazione Obama sono d’ accordo sul fatto che la lotta ai cambiamenti climatici non debba essere rimandata dalla crisi economica. Invece, entrambi possiamo, come stiamo facendo, sconfiggere la crisi economica e quella climatica simultaneamente rendendo operative misure per rendere le nostre economie verdi“. Così Stavros Dimas, commissario europeo per l’ Ambiente, in un intervento ad un seminario organizzato da Brookings Institution e Heinrich Boll Foundation a Washington.
Insomma, non c’è crisi che tenga: la lotta all’ inquinamento è più importante…

Dagli Indios la terra che ci salverà dall’ effetto serra

 Si chiama la terra preta de los indios (la terra nera degli indios) ed è studiata dagli scienziati di tutto il mondo per salvare il pianeta dall’ effetto serra. Inclusi anche i nostri scienziati dell’ Istituto di biometeorologia del CNR di Firenze (Ibimet), con l’ équipe del dottor Franco Miglietta. La scoperta non è nuova: in Brasile esistono dei terreni ad alto contenuto di carbonio, nella misura del 70% in più rispetto ai suoli limitrofi. E’ una terra fatta di scaglie friabili molto scure, simile alla carbonella per barbecue.
Sembra che questo carbone sia stato prodotto dalla combustione incompleta di parti vegetali introdotte volontariamente nel terreno dalle popolazioni locali, nel corso di migliaia di anni. Insomma, in alternativa al “taglia e brucia”, si praticava il “taglia e carbonifica” a scopo di fertilizzazione“, spiega Miglietta. E sin qui, niente di strano…