Come è noto la Foresta Amazzonica rappresenta una riserva di foreste pluviali fondamentale per il pianeta e ospita circa un terzo delle specie viventi che lo abitano. Purtroppo, come è altrettanto noto, poche zone sono soggette a deforestazione come l’Amazzonia. Un recente studio sottolinea i pericoli della perdita di biodiversità nell’area a livello batterico: tale perdita potrebbe influire sulla capacità di adattamento dell’ecosistema.
ricerche biodiversità
Un quarto mammiferi a rischio estinzione secondo una ricerca della Royal Society
La maggior parte dell’opinione pubblica sa che certe specie animali come l’orso polare, il panda o ancora la tigre sono sulla via dell’estinzione e per questo oggi protetti. Molti meno però sono al corrente delle minacce che pesano su diverse altre specie cacciate dai bracconieri, o che rischiano di perdere il loro habitat naturale.
Un bello tra le bestie selvagge: il viaggio di Nat Geo Adventure tra le specie rare del Pianeta
Giovane, bello, muscoloso. E biologo. Il suo nome è Pat Spain. Va a caccia di animali leggendari che spaventano alcune delle tribù sparse ai quattro angoli del pianeta. Creature mitiche che in pochi possono dire di aver visto, ma che sono protagoniste di racconti vecchi di secoli, tramandati di generazione in generazione. Esistono veramente oppure sono il frutto dell’immaginazione dell’uomo? A queste domande cerca di rispondere Spain nella nuova serie di documentari ‘Il bello e la bestia‘, in onda ogni lunedì alle 21 a partire dal 4 aprile 2011 su Nat Geo Adventure (canale 410 di Sky).
Alla ricerca delle specie rare
Dalla Foresta Amazzonica alle giungla indonesiana al deserto del Gobi: il giovane scienziato viaggia nei posti più remoti del Terra alla ricerca di quelle specie animali che sono diventate l’incubo delle popolazioni locali. Per conoscere il proprio ambiente di indagine Spain si immerge totalmente nelle culture locali, adottandone usi e costume.
2050: il pianeta ha bisogno di te
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da Codice Idee per la Cultura e Civita, in collaborazione con Focus, arriva finalmente in Italia, nell’ambito di un tour internazionale, la mostra “2050: Il pianeta ha bisogno di te”, in programma a Milano, alla Rotonda della Besana, dal 9 novembre 2010 al 30 gennaio 2011.
Realizzata in partnership con il Science Museum di Londra, la mostra sviluppa, grazie al supporto delle più moderne tecnologie, un tema di assoluta attualità nell’Anno Mondiale della Biodiversità delle Nazioni Unite: la sostenibilità della vita sul nostro pianeta. E lo affronta con una sfida, una proiezione al futuro, ad un ipotetico ma raggiungibile 2050, dove la sostenibilità è frutto dei grandi progetti ma anche dei comportamenti quotidiani di ciascun individuo.
Nell’Anno Mondiale della Biodiversità, in uno scenario generale caratterizzato dai fenomeni legati alle dinamiche demografiche, all’incertezza sulle riserve petrolifere, alla limitata disponibilità di cibo e di acqua, al riscaldamento globale, il concetto di “sostenibilità” è infatti diventato imprescindibile e obbligato, in tutti i campi, per garantire uno sviluppo finalizzato al bene delle persone.
Amazzonia: il prodotto di un enorme riscaldamento globale
All’origine dell’ecosistema più ricco di biodiversità della Terra, quello della foresta Amazzonica vi sarebbe uno dei più bruschi eventi di riscaldamento del Pianeta e il sollevamento delle Ande. E’ quanto sostengono due studi pubblicati su Science da due gruppi di ricerca coordinati rispettivamente dallo Smithsonian Tropical Research Institute a Balboa, nella Repubblica di Panama e dall’università di Amsterdam. Nel primo studio i ricercatori hanno esaminato fossili di pollini, semi e altri resti vegetali raccolti in tre siti della foresta Amazzonica, dalla Colombia al Venezuela, relativi a un periodo che comprende il prima, durante e dopo di uno degli eventi di riscaldamento del Pianeta più bruschi degli ultimi 65 milioni di anni. L’evento si chiama Paleocene-Eocene Thermal Maximum durò circa 200.000 anni e iniziò 56,3 milioni di anni fa: il Pianeta si riscaldò di 3-5 gradi e i livelli di anidride carbonica in atmosfera raddoppiarono in 10.000 anni.
Ciclo del carbonio: la Nasa presenta la mappa dell’altezza delle foreste
Potrebbe aiutare a scovare ben 2 miliardi di tonnellate di carbonio che ‘mancano all’appello’ ogni anno la prima mappa dell’altezza degli alberi del mondo realizzata grazie a tre satelliti Nasa. Le indicazioni, oltre a dare stime precise della distribuzione e della salute delle foreste, potrebbe infatti far capire meglio il ciclo di questo elemento. “Ogni anno l’uomo produce 7 miliardi di tonnellate di carbonio, soprattutto sotto forma di CO2 – spiega Michael Lefsky, della Colorado State University, sulla rivista Geophysical Research Letters – 3 miliardi restano in atmosfera, mentre 2 sono assorbiti dagli oceani. Il resto potrebbe essere ‘sequestrato’ proprio dalle foreste, ma per capirlo dobbiamo avere un’idea esatta di quanta biomassa esiste sul pianeta, e la mappa può essere molto utile in questo“.
La biodiversità nell’ agricoltura biologica
Una delle battaglie combattute dall’ agricoltura naturale e condivisa da tutto il mondo del consumo critico è quella che ecologisti e agronomi chiamano “biodiversità”. Qualcuno l’ ha definita una specie
A Catanzaro una foresta di corallo nero e nuove scoperte sulla biodiversità
E’ una scoperta eccezionale: la più grande foresta di corallo nero si trova in Italia, nelle acque dei mari calabri. Trentamila colonie adagiate tra i 50 e i 110 metri di profondità sui fondali rocciosi del mare di Calabria sono stati scoperti dagli studiosi marini dell’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale Ispra (ex Icram), impegnati in un progetto di monitoraggio della biodiversità marina in Calabria.