Class action: un anno di aspettative deluse

 La class action all’italiana e’ stata una delusione. A poco piu’ di un anno dal suo debutto, il bilancio presenta molte piu’ ombre che luci. Almeno cosi’ la pensano le associazioni dei consumatori che chiedono modifiche della normativa. Pena l’inefficacia di questo strumento a disposizione dei consumatori contro pratiche commerciali scorrette e danni subiti dalle aziende. Dunque, il rischio che diventi un’arma spuntata. Insomma, siamo distanti anni luce dall’esperienza americana, la patria della class action, dove sono stati ottenuti maxi risarcimenti, mettendo in ginocchio le piu’ grandi multinazionali. Basti ricordare l’azione promossa da Erina Brockovich, l’eroina portata sul grande schermo da Julia Roberts in un film di qualche anno fa, contro la Pacific Gas and Electric Company, riuscendo ad ottenere 330 milioni di dollari per 260 cittadini danneggiati. Un’altra grande class action negli Usa fu quella, alla fine degli anni novanta, contro le grandi multinazioni del tabacco conclusasi con la soddisfazione dei proponenti.

Ambiente: in Italia una violazione ogni 43 minuti

 In Italia delitti contro l’ambiente “non stop”: una violazione ogni 43 minuti. Questo l’allarme lanciato dal Wwf in un rapporto realizzato in occasione dell’apertura dell’Anno Giudiziario. A svelare una eco-illegalità costante e diffusa dal nord al sud del paese è la rete Wwf dei 300 eco-avvocati,uno al giorno in Tribunale, oltre 1.000 ore l’anno al servizio della società civile, 250 udienze nel 2010 per difendere salute e ambiente.

I reati ambientali in Italia
L’attività degli eco-avvocati – afferma il Wwf nel rapporto – conferma una realtà drammatica: il numero delle violazioni in materia di tutela ambientale, salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini è altissimo (uno ogni 43 minuti – dato del Ministero dell’Ambiente nel 2010) e, pur consapevoli che i processi seguiti direttamente dal Wwf siano solamente una goccia nell’oceano“.

Lotta all’eco-mafia: 14 insigniti dal Premio Ambiente e Legalità

Dal magistrato al libero cittadino. E poi giornalisti, consorzi e tanti rappresentanti delle forze dell’ordine. Sono i quattordici paladini dell’ambiente che si sono distinti per l’impegno nella lotta all’ecomafia premiati oggi da Legambiente e Libera nel corso della VII edizione del Premio Ambiente e Legalità. Nell’ambito di Festambiente, il festival internazionale di Legambiente in corso a Rispescia (Gr), si celebra oggi la giornata della Legalità di Libera alla presenza di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e di Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente. I quattordici premiati riceveranno il riconoscimento dalle due associazioni per aver combattuto, ognuno nel proprio ambito, con professionalità, coraggio e passione il crimine ambientale, una delle piaghe che deturpa il territorio italiano e mette a rischio la salute dei cittadini.