La discarica nel parco nazionale -parte seconda-

 Il territorio del Parco Nazionale del Vesuvio, nonstante la prepotente antropizzazione è un territorio ricco di bellezze storiche e naturalistiche, faunistiche e botaniche con un patrimonio unico di biodiversità da tutelare e conservare accanto a territori agricoli coltivati con i prodotti tipici della zona vari e ricchi di profumi e sapori, l’agricoltura e la biodiversità tipica dei luoghi.
Degne di nota nel Parco Nazionale del Vesuvio sono le numerose specie vegetali e animali concentrate in un territorio dalle dimensioni ridotte. Animali e piante che costituiscono il patrimonio unico e vario della biodiversità del territorio vesuviano.
La fauna del Parco è particolarmente ricca e interessante. Tra gli animali mammiferi spiccano il Topo quercino, ormai raro in altre parti d’Italia, il Moscardino, la Faina, la Volpe, il Coniglio selvatico e la Lepre.
Più di cento le specie di uccelli tra residenti, migratrici, svernanti e nidificanti estive. Da segnalare le nidificazioni di Poiana, Gheppio, Sparviero, Pellegrino, Upupa, Tortora Colombaccio, Picchio rosso maggiore, Codirossone, Passero solitario, Codibugnolo, Picchio muratore, Corvo imperiale, Cincia mora.

La discarica nel parco nazionale -parte prima-

 C´è il rischio che i rifiuti in faccia ai quali il Parco nazionale del Vesuvio aveva sbattuto la porta, entrino dalla finestra. La porta è la cava Vitiello data per non più utilizzabile come discarica; la finestra è costituita dalla minacciosa possibilità che la discarica SARI attualmente in funzione e in via di saturazione venga affiancata da una nuova cavità contigua all’attuale e sempre in area parco. Ciò mentre non solo la logica, ma la legge vorrebbe che, una volta chiusa quella discarica, si proceda alla sua rinaturalizzazione. Per questi motivi siamo costretti a riaprire la parcumiera con la speranza di doverla presto richiudere in contemporanea con la definitiva chiusura di tutte le discariche, comunque abusive, nel Parco”.
Dice il presidente dell’Ente Parco del Vesuvio Ugo Leone
Il Parco Nazionale del Vesuvio è stato istituito il 5 giugno 1995 per conservare i valori del territorio e dell’ambiente e la loro integrazione con l’uomo; salvaguardare le specie animali e vegetali, nonché le singolarità geologiche; promuovere attività di educazione ambientale, di formazione e di ricerca scientifica.

Riserva Naturale Regionale Monterano – parte seconda –

 Da visitare è il ponte di Seiano detto “Ponte del Diavolo”, un ponte di epoca romana situato però poco al di fuori dei confini della Riserva Naturale Regionale Monterano.
Nel territorio del comune di Canale Monterano si trovano le terme di Stigliano che esistevano già in epoca romana come terme del tempio di Apollo: “Aquae Apollinares”.
Con la decadenza dell’Impero Romano, a partire dal quarto secolo dell’Era Corrente, le città si impoverirono, le campagne furono abbandonate e i campi incolti lasciarono il passo alle sterpaglie, ai boschi e alle paludi, le strade prive di manutenzione divennero impraticabili e infestate da bande di briganti. In questo periodo gli abitanti della zona si stabilirono a Monterano che venne ampliato e fortificato e divenne il centro più importante della regione dei monti Sabatini fino al decimo secolo quando la diocesi fu assorbita dalla città di Sutri.
Nel 1400 Monterano divenne proprietà di alcune famiglie nobili fino ad essere venduta nel 1492 alla famiglia Orsini.

Riserva Naturale Regionale Monterano – parte prima –

 La Riserva Naturale Regionale Monterano è un’area protetta della Regione Lazio istituita nel 1988, su una superficie di circa 1100 ettari all’interno dell’area del territorio dei Monti della Tolfa, tra il laago di Bracciano e i Monti Sabatini.
La Riserva Naturale Regionale Monterano si trova a cinquanta chilometri a nord di Roma, vicino ai paesi di Canale Monterano e Montevirginio e a ovest del lago di Bracciano.
Nell’area protetta si trovano punti di interesse archeologico: resti di necropoli etrusche e il vecchio paese di Monterano, la chiesa barocca di S. Bonaventura e il ponte romano conosciuto come “Ponte del Diavolo”, e punti di interesse geologico, faunistico, naturalistico, botanico e di tutela della biodiversità.
La Riserva Naturale Regionale Monterano è stata istituita per valorizzare il territorio e le sue risorse naturali dovute alla biodiversità, per mantenere la biodiversità e recuperare e valorizzare i beni culturali presenti nel territorio, specialmente le rovine dell’antico paese di Monterano e la necropoli etrusca.
L’antico abitato di Monterano sorge su uno sperone di roccia tufacea a forma di testa di vipera.

Sempreverde Semprevivo: riparte la campagna di ripiantumazione degli abeti dopo il Natale

 Riparte la campagna ‘Sempreverde semprevivo‘ di Amici della terra e Obi per la ripiantumazione degli abeti natalizi dopo le festività. La campagna 2010 è condotta in collaborazione con l’azienda vivaistica Bani di Castel San Niccolò (Arezzo) ed è giunta alla sua quarta edizione. “La campagna -spiega l’associazione ambientalista- ha come obiettivo principale la sensibilizzazione delle famiglie italiane e soprattutto dei giovani al rispetto e alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente“.
Il traguardo che l’edizione 2010 della campagna si propone di realizzare quest’anno è di superare le 3.000 ripiantumazioni di abeti realizzate nel corso dell’edizione 2009. Per raggiungere questo obiettivo, Odi Italia, presso tutti i propri punti commerciali, ha messo in vendita abeti in zolla, cioè ancora forniti di radici e terra, al costo di 10,00 euro al pezzo. A tutti coloro che acquisteranno l’albero e lo riconsegneranno, assieme al relativo scontrino di acquisto, in buono stato di salute dopo le festività, e comunque entro il 10 gennaio 2011, verrà consegnato un buono acquisto dello stesso valore spendibile presso gli stessi centri commerciali entro il 28 febbraio 2011.

Dec-Albero: con il Wwf per rendere il Natale eco-sostenibile

 Dagli addobbi ai regali, dal cenone ai viaggi, anche le festività natalizie possono diventare più green. Riducendo ‘l’impronta ecologica’ che fa pesare sull’ambiente e sul clima tutte le tradizioni natalizie. A partire dall’albero di Natale che può essere ‘locale’ o artificiale e quindi riciclabile per molti anni, fino alle luci a basso consumo energetico. Ma non solo. Il Natale ecosostenibile, infatti, può essere festeggiato senza piatti e stoviglie di carta evitando così ulteriori rifiuti, oppure portando in tavola prodotti alimentari locali e di stagione e riducendo la carne, mettendo uno stop al consumo di foi gras, caviale o aragoste. Anche la scelta delle vacanze più essere fatta in sintonia con il rispetto dell’ambiente e del clima che cambia scegliendo l’Italia come meta su siti più lontani e preferendo il treno all’aereo che inquina di più. E più green può essere anche la scelta dei regali.

La Riserva Naturale di Mont Mars

 La riserva naturale di Mont Mars si trova nella Valle d’Aosta, racchiusa nel vallone del torrente Pacoulla e caratterizzata dalla presenza di conche in roccia, di morfologia glaciale, disposte a gradinate con bacini lacustri e torbiere.
Il territorio dell’area protetta della Riserva Naturale di Mont Mars è costituito da un ambiente tipicamente alpino con boschi, praterie, pietraie e pareti rocciose, laghi e zone umide dalla caratteristica biodiversità tutelata dalla costruzione della riserva.
La Riserva Naturale di Mont Mars è stata istituita in Valle d’Aosta nel 1993 e comprende circa quattrocento ettari sul versante sinistro della bassa Valle del Lys, nel territorio del comune di Fontainemore, a 1670-2600 di altitudine. All’interno della riserva si svolge un’attività didattica di educazione ambientale che prevede percorsi formativi differenziati per ciascun ordine di scuola.
L’attività didattica si svolge presso il Centro Visitatori della Riserva Naturale di Mont Mars e si prefigge di fornire un servizio alle scuole per scoprire il territorio e la sua biodiversità, instaurando un rapporto di continuità del percorso formativo dalla scuola dell’obbligo all’università.

La Riserva Naturale Lago di Vico – parte seconda –

 Nella Riserva Naturale Lago di Vico, tra i rapaci sono presenti il lanario, il nibbio bruno, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino e il falco di palude, ma anche il barbagianni, l’allocco, la civetta e il gufo comune. Nei boschi sono presenti anche picchi, ghiandaie, fringuelli, upupe e scriccioli.
Tra gli animali anfibi sono presenti rane verdi, raganelle, rospi comuni e smeraldini e tra i rettili la natrice dal collare, la biscia d’acqua, la testuggine, il colubro.
Nelle acque del lago di Vico si trovano diverse specie di pesci: lucci, coregoni, tinche e persici.
Tra gli animali mammiferi si possono incontrare nutrie, volpi, tassi, cinghiali, martore, puzzole, gatti selvatici e da un po’ di tempo è tornata la lontra una animale in via d’estinzione e molto raro in Italia.

La Riserva Naturale Lago di Vico – parte prima –

 La Riserva Naturale Lago di Vico è un’area protetta del Lazio istituita con la Legge Regionale n. 47 del 28 settembre 1982 e ampliata con la Legge Regionale n. 24 del 24 dicembre 2008 che ha incluso nella riserva naturale anche il versante sud-ovest del lago prima escluso.
La Riserva Naturale Lago di Vico è un’area protetta della Regione Lazio. Si estende su una superficie di 4.109 ettari circa e comprende i territori dei comuni di Caprarola e di Ronciglione della provincia di Viterbo.
La Riserva Naturale Lago di Vico sorge su un terreno vulcanico che conserva intatta la tipica biodiversità dei luoghi, boschi di querce (specialmente cerri), faggi, aceri, noccioli, castagni da frutto, l’area della palude e il lago e il Monte di Venere.
Il lago di Vico è uno dei laghi vulcanici più belli d’Italia, si trova nella conca del cratere di un antichissimo vulcano attivo nel Quaternario, tra ottocentomila e centomila anni fa. Ha una forma a ferro di cavallo dovuta al Monte di Venere, un piccolo cono vulcanico sorto durante l’ultima fase eruttiva che si trova sulla sua sponda settentrionale.

Riserva Naturale Selva del Lamone – parte seconda –

 Nell’area protetta della Riserva Naturale Selva del Lamone, oltre ai vari tipo di querce, si trovano anche l’acero, il carpino nero e, nei punti più umidi e poco esposti al sole, il faggio che qui si trova ad un altitudine inferiore al limite medio per questa specie. Tra muschi e licheni dell’area protetta troviamo anche molte piante spinose tipo il biancospino, il prugnolo e il rovo, e tantissimi fiori colorati che sbocciano rigogliosi in primavera. Nella Selva del Lamone è possibile trovare numerose specie di orchidee.
I fitti boschi dell’area protetta della Riserva Naturale Selva del Lamone conservano intatta la biodiversità dei luoghi sia nelle parti boschive che in quelle più aride delle distese di rocce laviche che di quelle acquitrinose.
La biodiversità dell’area protetta della Riserva Naturale Selva del Lamone mantiene intatto il fascino di un territorio poco antropizzato, tutto da esplorare solo in parte da soli perché a volte è necessario contattare una guida della forestale.