Ogni anno vip e celebrities si riuniscono durante la Berlinale per un gala d’eccezione nella sede della prestigiosa Konzerthaus. L’occasione è la consegna, nella cornice del gala “Cinema for Peace”, dell’International Green Film Award, il premio per l’impegno ambientalista nel cinema. Una serata di grandi progetti, ottime intenzioni, e molto denaro in ballo. Quest’anno a consegnare il Premio nelle mani del regista Joe Berlinger per il suo bel lungometraggio ”Crude”, sono stati nientemeno che Michail Gorbatschow e Leonardo DiCaprio. Quel che si dice una strana coppia. “Crude” mostra come mai l’abbiamo visto prima, la sofferenza umana provocata dalle devastazioni che ancora si perpetuano in certe regioni dell’Amazzonia ecuadoregna. Quella di Michail&Leo è stata una quasi requisitoria.
protezione animali
Allarme del Wwf: sono rimaste solo 3200 tigri
A pochi giorni dall’avvio dell’Anno della Tigre del calendario cinese, il prossimo 14 febbraio, il Wwf lancia l’allarme per la sopravvivenza di questo grande felino di cui, nel mondo, restano ormai appena 3.200 esemplari ed il cui habitat si è ridotto del 40% dal ’98.
Molte le minacce rilevate dal Wwf che mettono a rischio in natura le tigri. Così l’associazione ambientalista ha tracciato una mappa dei 10 maggiori punti critici con l’obiettivo di arginare il rischio della scomparsa delle tigri sul nostro pianeta. Riduzione habitat in India, cambiamento climatico in Bangladesh, deforestazione in Russia e Mekong, commercio di ossa, pelli e carne di tigre in Cina, Vietnam e Nepal le maggiori cause del rischi di estinzione di questa specie individuati dal gruppo del Panda. “Nell’Anno della Biodiversità – spiega il Wwf – la tigre è stata scelta da noi come simbolo della natura che scompare e che dobbiamo difendere, che porta con sé problemi pressanti di assedio del territorio e delle risorse naturali, con inevitabili ripercussioni anche sul benessere dell’uomo, che di quelle risorse non può fare a meno“.
Allarme Ispra sulla qualità del suolo Italiano: l’80% è povero di carbonio organico
Allarme dell’Ispra sullo stato del suolo in Italia dove, secondo l’Istituto di Ricerca per la Sicurezza e la Protezione Ambientale, “l’80% è di scarsa qualità“. Il degrado secondo l’Ispra, che ha diffuso i dati oggi a Roma nel corso di un seminario nell’Auditorium dell’Ispra, è causato dal cemento, dalle specie invasive ed dall’inquinamento. “Pur essendo tra i Paesi più ricchi di biodiversità in Europa, l’Italia è tra gli ultimi nella protezione della vita del suolo. Le scarse conoscenze sulla risorsa e le tante pressioni a cui è sottoposto, fanno oggi del suolo la ‘cenerentola’ della biodiversità” spiega l’Istituto di ricerca ambientale che nell’Anno Internazionale della Biodiversità vuole “offrire una panoramica completa delle criticità e formulare nuove proposte per la tutela“.
Mondo elefante, una mostra etica per salvare gli habitat naturali
Presso il Museo Etnografico “C’era una volta”, in Piazza della Gambarina, ad Alessandria, EticoEtica presenta “MONDO ELEFANTE“, una mostra di elefanti in miniatura realizzati nei più svariati materiali con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sulla preoccupante situazione che sta vivendo la grande fauna selvatica in tutto il mondo. Durante la sua permanenza la mostra ospiterà “Gli incontri dell’etica”, conferenze ed eventi culturali con la presenza di prestigiosi ospiti. Ecco il programma.
PROGRAMMA
Domenica 14 febbraio, ore 16.30
Un gesto che tutti possiamo fare: salvaguardare gli habitat con le nostre scelte alimentari.
Conferenza: Dieta vegetariana/vegana: aspetti salutistici nell’adulto e nel bambino.
Relatrice: Dott.ssa Michela De Petris, medico chirurgo, dietologa specialista in Scienza dell’Alimentazione, ricercatrice presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, medico specialista all’Ospedale San Raffaele di Milano, membro del comitato medico scientifico dell’Associazione Vegetariana Italiana e dell’Istituto per la Certificazione Etica e Ambiente.
Al pubblico presente Michela De Petris presenterà il suo nuovo libro, Ricette da favola (Edizioni Novalis).
Introduce: Bianca Ferrigni, giornalista de “Il Piccolo” di Alessandria.
Caccia, 30 morti e 87 feriti in cinque mesi. Ecco il bollettino di guerra
In totale ”le vittime per armi da caccia della stagione venatoria” appena conclusasi – nei 5 mesi che vanno dal primo settembre al 31 gennaio – sono ”117: 30 i morti e 87 i feriti”. A riferirlo il presidente dell’Associazione vittime della caccia Daniela Casprini, nel corso della presentazione di un dossier a Palazzo Madama. Il dossier, dice Casprini, conta il numero delle vittime, feriti e morti, da ”armi da caccia sulla base dei dati raccolti dalle rassegne stampa, che sono dati per difetto dal momento che non tutto arriva in questura e non tutto ai giornali”.
Caccia: sulla deregulation dei calendari venatori interviene la Prestigiacomo
No alla ”deregulation”, bisogna ”rimediare al ‘colpo di mano”‘: ad affermarlo è il ministro dell’ Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha presentato un emendamento all’indomani delle deroghe al calendario venatorio che hanno avuto il sì dal Senato. L’emendamento del ministero dell’Ambiente – spiega una nota – punta a ripristinare l’intesa che era stata raggiunta e che e’ poi stata disattesa dalla votazione del Senato.
Caccia no-limits: è allarme del Wwf per la diffusione dei fucili
Con l’approvazione dell’art.43 (ex art. 38) della legge comunitaria aumenta la libera circolazione di armi oltre i 5 mesi ora consentiti. L’allarme è del Wwf secondo il quale in base all’attuale legge si può detenere un numero illimitato di fucili da caccia e fino a 1000 cartucce. ”Una diffusione di armi – afferma il Wwf – che genera preoccupazioni tanto più in regioni ad alta intensità mafiosa, camorristica o di ‘ndrangheta”. ”Lungi dal dire che i cacciatori siano criminali – dice Gaetano Benedetto, condirettore del Wwf Italia – è certamente indubbio che ben al di là della loro volontà, le norme sulla licenza di caccia hanno consentito la diffusione di veri e propri piccoli arsenali, anche in ambiti territoriali dove la detenzione ed il trasporto delle armi dovrebbero essere fortemente contrastati, non fosse che per motivi precauzionali. I fatti di cronaca sono pieni di regolamenti di conti, eseguiti con armi da caccia”.
Sos animali: gatti rapiti per trasfusioni di sangue veterinarie
Gatti rapiti per effettuare trasfusioni di sangue in ambito veterinario. La denuncia è dell’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa), ed il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha risposto con un’azione immediata: ”Ho disposto verifiche su tutto il territorio nazionale – ha annunciato – per stroncare eventuali illeciti e tutelare gatti ed altri animali da ogni possibile abuso” a fronte di ”un’ipotesi agghiacciante e un reato eticamente inaccettabile”. L’ipotesi, sostenuta dall’Aidaa, è infatti quella di un canale di commercio, allevamento o rapimento di gatti al fine di alimentare un traffico illegale di sangue destinato a strutture veterinarie dislocate su tutto il territorio nazionale. ”Ci troviamo di fronte ad una gravissima ipotesi di reato, si tratterebbe – ha rilevato Martini in una nota – di una tratta comparabile alla vivisezione; ho pertanto immediatamente disposto una verifica con i Nas”.
Apicoltura e agrofarmaci: coesistenza possibile per un ritorno delle api in Italia?
Un confronto su dati scientifici per monitorare il ritorno delle api in Italia. A chiederlo è Agrofarma, l’Associazione nazionale di imprese agrofarmaci di Federchimica, in merito a “quanto dichiarato dalle associazioni di apicoltori, in occasione del Congresso nazionale dell’apicoltura italiana, riguardo alla presunta relazione tra il ritorno delle api in Italia e la sospensione dei neonicotinoidi anche per l’anno 2010“.
“Anziché lasciarsi andare a dichiarazioni ideologiche e attacchi incondizionati all’industria, – afferma Agrofarma – sarebbe più utile per tutti, apicoltori compresi, sedersi ad un tavolo e discutere dei risultati di test scientifici e delle misure pratiche di precauzione come accaduto in Francia, Svizzera e Slovenia“.
Lipu: l’Italia la peggiore in Europa per la cura delle piante in città
Producono ossigeno, filtrano l’inquinamento, ci proteggono dal rumore, migliorano il microclima locale. Eppure gli alberi vengono tagliati in modo spesso ingiustificato. “E’ il loro destino nelle città italiane: specie in questa stagione, le potature ne sradicano rami e chiome, riducendoli a scheletri antiestetici“. A denunciarlo è la Lipu, che ha pubblicato sul sito www.lipu.it un dossier completo con cui fa un confronto tra quanto succede all’estero, in città come Londra, Friburgo, Berna e la gestione del verde nei nostri centri cittadini.