Buone per proteggere la pelle e buone per proteggere l’ambiente: trovare la crema solare ecologica non è semplice tra i numerosi prodotti chimici propinati dai mercati dei grandi numeri e dalle multinazionali, ma i prodotti solari sostenibili ci sono, basta sapere dove cercarli. Molti dei prodotti in commercio, infatti, sono buoni per la protezione dal sole, ma quando finiscono in acqua (stando sulla nostra pelle) danneggiano coralli e pesci, lasciando macchie oleose nell’acqua ed andando ad inquinare un sistema ecologico già fragile. In più, barattoli, tubetti e contenitori sono difficilmente recuperabili. Come fare?
prodotti naturali
Apoteca Natura: In 500 farmacie test gratuiti sulla qualità del Sonno
L’insonnia è un problema sempre più diffuso, sono 12 milioni gli italiani che soffrono di insonnia o di disturbi correlati. Non si tratta di un problema passeggero ma di un fenomeno con caratteristiche di cronicità: il 67% degli insonni ne soffre da più di un anno e l’80% ne avverte le ripercussioni durante il giorno con varie manifestazioni: tensione nervosa, irritabilità, segni di depressione, fino a difficoltà di concentrazione o di memoria. Le conseguenze possono riflettersi anche sullo stato di salute. Ad essere colpite maggiormente da questi disturbi sono le donne. Oltre il 25% dichiara infatti di avere difficoltà a dormire (Ricerca ad hoc Interactive 2010). Un rimedio per risolvere il problema dell’insonnia è fornito dall’uso di piante medicinali (fitoterapia) e da una dieta ben bilanciata.
Wores: la lana per la bonifica delle aree inquinate da petrolio
Le idee rivoluzionarie non nascono solo nella Silicon Valley. Il progetto per bonificare le acque inquinate dal petrolio usando un prodotto ecologico come la lana ha preso vita in un box di Biella dove, su suggerimento del presidente della locale Unione industriali Luciano Donatelli, e’ stata riscoperta la capacita’ della lana grezza di assorbire olii in quantita’ 10 volte superiore al proprio peso.
Il progetto Wores
Il progetto ‘Wores‘, brevettato dalla societa’ Gruppo Creativi Associati, prevede un kit da allestire ‘su misura’ su qualsiasi imbarcazione che sparge i fiocchi di lana sulla macchia di petrolio. Una volta inzuppata, viene poi recuperata da un nastro trasportatore e strizzata. Il procedimento consentirebbe cosi’ di raccogliere e recuperare gli idrocarburi (da stivare in un serbatoio) e la stessa lana, pronta a una nuova operazione. Le fibre possono essere riusate fino a piu’ di dieci volte, per poi essere smaltite in un termovalorizzatore.
Quibio, il nuovo portale per l’acquisto di prodotti ecologici, anche per chi di computer non ne sa
Quibio.it, portale leader nella vendita online di prodotti ecologici, inaugura oggi un innovativo sistema di affiliazione per abbattere il digital divide e far arrivare i prodotti compostabili e biodegradabili anche a chi non ha confidenza con il mezzo Internet. Quibio.it da dieci anni pioniere nel campo dell’usa e getta biodegradabile, apre così una strada di collegamento tra il commercio elettronico e quello tradizionale.
Eco-lifestyle: addio assorbente, arriva la coppetta mestruale
Pensata da donne per le donne, con un occhio di riguardo all’ambiente. Tra gli scaffali della sezione parafarmacia degli ipermercati e supermercati di Unicoop Firenze è ora possibile acquistare e provare la ”coppetta mestruale”, un’innovativa alternativa ai tradizionali assorbenti igienici e tamponi. La coppetta è stata progettata con l’obiettivo di sperimentare idee nuove e soprattutto per compiere un gesto ecologico e a impatto zero. E in due mesi, nonostante si sia fatta poca pubblicità, precisa un comunicato di Unicoop Firenze, sono state vendute oltre 500 coppette.
Bio-ecocosmesi in crescita: la bellezza si fa sempre più green a Cosmoprof
Crescono i fatturati della bio-ecocosmesi e anche le case cosmetiche certificate. Il settore dei prodotti di bellezza naturali garantiti da Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale), il principale organismo italiano di controllo del biologico, infatti, registra impennate di crescita: +23% per i prodotti, +20% per le aziende, +5% per il fatturato. I cosmetici al naturale, senza nessun ingrediente o additivo né profumi, se non quelli naturali che caratterizzano le piante, sono protagonisti di ‘Cosmoprof‘, il salone internazionale della bellezza in programma a Bologna fino a oggi, 19 aprile.
Agricoltura: arriva anche in Italia il marchio Ogm-free
Un marchio etico Ogm-free che garantisca i consumatori e i produttori contrari ai prodotti geneticamente modificati. E’ la proposta lanciata dal ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che autorizza le coltivazioni di mais geneticamente modicato. ”Un marchio – dichiara il ministro- che garantirebbe alla stragrande maggioranza dei produttori di continuare a fare agricoltura di qualita’ e certamente piu’ vicina alla conformazione culturale, produttiva e persino commerciale dei nostri territori. E’ pur vero -spiega – che oggi, anche se in misura contenuta, esistono e circolano liberamente semi Ogm. Il problema -aggiunge- è contenere il fenomeno, non svilupparlo: e questo per venire incontro alla struttura economica e identitaria che meglio ci rappresenta nel mondo”.
La filiera corta è “Qui da noi”
La cooperativa produce, il consumatore acquista. E’ la formula di vendita diretta che ogni giorno coinvolge oltre 2.000 negozi e spacci aziendali delle cooperative agroalimentari aderenti a Fedagri che da oggi sono riunite e rese riconoscibili da un nuovo marchio: ”Qui da noi”. Il ”noi” sta ad indicare gli oltre 500.000 soci agricoli che lavorano e trasformano prodotto italiano, di assoluta qualità, garantito da rigorose certificazioni di filiera: formaggi, olio, vino, frutta e verdura, miele, carni e salumi che vengono poi commercializzati dalle cooperative, che vantano una lunga tradizione di vendita diretta nei loro negozi e spacci aziendali: vera e propria filiera corta, senza alcun passaggio intermedio dal produttore al consumatore.
Cibo a chilometri zero: è boom per gli eco-chef
Preparano pietanze e inventano sapori per deliziare il palato. Ma utilizzando il più possibile i prodotti cosiddetti a chilometri zero, quelli raccolti dal contadino della campagna a due passi da casa. E facendo anche raccolta differenziata in cucina. Sono gli ‘eco-chef‘, i cuochi italiani con un occhio attento all’ambiente, e che sempre più affollano le cucine dei ristoranti su e giù per lo Stivale. Secondo Bio Bank, la banca dati sul bio, infatti, nel 2008 erano 360 i ristoranti bio, con un crescita del 20% rispetto al 2007, 1.178 gli agriturismo che presentavano menù biologici (+18%) e quasi un milione (+6%) i pasti biologici serviti nelle mense scolastiche.
ECO-CHEF
E, tra i primi a seguire la strada della cucina ‘eco’ nel nostro Paese, Igles Corelli, chef pluripremiato anche all’estero e proprietario della Locanda di Tamerice, in provincia di Ferrara. “Ho 54 anni – racconta a LABITALIA Corelli, premiato nel 2006 da Comieco come eco-chef dell’anno – e da quando ne avevo 16 ‘vivo’ in cucina. Un ristorante produce una quantità enorme di schifezze, dagli olii esausti ai tantissimi cartoni, dalle bucce a tanti altri tipi di rifiuti. Io credo che sia necessario riciclare tutto quello che si può. Anche perché io personalmente ho 4 figli, sembra che il mondo finisca con noi, ma in realtà non è così“.
Un logo bio per l’Europa: votate quello che preferite
C’è tempo fino al 31 gennaio per votare il logo che garantirà sulle confezioni di tutta Europa la provenienza da agricoltura biologica degli ingredienti dei prodotti alimentari in commercio.
Degli oltre 3400 studenti di design provenienti da tutti i 27 paesi membri dell’Unione Europea che hanno partecipato al concorso, la giuria composta da esperti di design, comunicazione e agricoltura biologica ha selezionato tre concorrenti che ora si contendono la finale, ma a decidere quale sarà il vincitore saranno proprio i cittadini europei.