Organ(y)c il benessere della donna e il rispetto dell’ambiente

 Organ(y)c offre una linea completa di prodotti per l’igiene intima femminile in cotone biologico100% dentro e fuori certificato da ICEA, in Italia e da Soil Association, nel Regno Unito. Una produzione di prodotti da agricoltura biologica per uno sviluppo sostenibile.
Per cotone biologico o organico s’intende che la fibra è stata coltivata secondo rigidi principi di agricoltura biologica, ovvero significa che in tutte le fasi di coltivazione, raccolta e trasformazione non sono stati usati prodotti chimici di sintesi, ma solo prodotti naturali. Questo per contribuira alla salvaguardia dell’ambiente e ad uno sviluppo sostenibile.
La maggior parte degli assorbenti in commercio sono di materiale sintetico e contengono delle sostanze chiamata SAP, Super Absorbent Powders (Polveri Super Assorbenti).

WIP Spa per un concreto sviluppo ecosostenibile

 WIP Spa è un’azienda che realizza prodotti monouso con l’utilizzo di materiali biologici e compostabili per uno sviluppo ecosostenibile. Nessuna delle sostanze usate per realizzare i prodotti WIP Spa è testata su animali. Secondo WIP Spa, un progetto industriale può essere valido e risultare vincente non solo per l’approccio tecnologico innovativo che reca con sé ma anche per il rispetto nei riguardi della società e per la sostenibilità verso l’ambiente in quanto portatore di una nuova cultura d’impresa.
Il progetto industriale di WIP Spa è all’avanguardia sotto tutti i punti di vista in quanto fa costante riferimento ai valori; valori su cui è risultato possibile costruire e sviluppare in pochi anni un’importante relazione diretta con i consumatori organizzati ed una forte capacità di aggregazione che ha saputo dare vita ad una vera e propria rete di aziende accomunate dall’interesse a diventare parte attiva di un progetto economico sostenibile apportatore di crescita e sviluppo nel rispetto dell’ambiente.

Diario Slow Food 2011: la Toscana punta su filiera corta e biodiversità alimentare

Tra Regione Toscana e Slow Food Toscana intercorre da anni un rapporto di collaborazione fondato sulla condivisione di valori, ideali ed obiettivi comuni per ripondere in maniera attiva alle grandi sfide dell’agricoltura e dell’alimentazione”. Così l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori, sintetizza la pluriennale esperienza di collaborazione fra la Regione stessa e Slow Food Toscana nell’introdurre la 4a edizione del Diario 2011 di Slow Food Toscana.
Un patrimonio unico – sottolinea l’assessore Salvadori- sul quale la Regione Toscana ha investito molto e sul quale continuerà a investire risorse e impegno politico”. L’assessore regionale rivolge a Slow Food l’augurio di continuare la collaborazione ”in maniera attiva anche nel prossimo futuro”. Il diario, che è stato presentato in Regione, alla presenza della presidente regionale di Slow Food, Raffaella Grana, è stato l’occasione per fare il punto su temi quali la biodiversità, la filiera corta, l’educazione all’alimentazione e del gusto, la rete di Terra madre.

Risorse: sfamare nove miliardi di abitanti in modo sostenibile

 Nutrire in modo sostenibile e riducendo le disparità tra i 9 miliardi di abitanti del pianeta nel 2050 è possibile ma per questo serve ”non generalizzare il modello alimentare dei paesi industrializzati”, ”fare la scelta di un’agricoltura produttiva ed ecologica” e ”riequilibrare gli scambi commerciali internazionali di prodotti agricoli e agroalimentari”. Altrimenti il rischio è quello di dover aumentare a dismisura la produzione di cibo per ‘sfamare’ i 3 miliardi di abitanti supplementari con il rischio di nuove crisi alimentare, di un esaurimento delle risorse naturali e di un incremento delle disparità. E’ quanto emerge dal rapporto ‘Agrimonde’ pubblicato nei giorni scorsi dall’Inra, l’Istituto nazionale di ricerca agronomica francese, e dal Cirad, il Centro di cooperazione internazionale in ricerca agronomica per lo sviluppo.

Farmaci biologici: nel 2016 saranno 48 su 100

 Nel 2016 su 100 farmaci in commercio, 48 saranno biologici. Nel 2002 erano 15 su 100. E, sempre fra cinque anni, la metà degli attuali 87 biofarmaci sul mercato vedrà il proprio brevetto scadere. Un quadro cruciale per la sanità del futuro: la sfida sarà capire come dare impulso all’innovazione e alla competitività e, allo stesso tempo, mantenere la sostenibilità del sistema“. A parlarne è stato Antonio Tomassini, presidente della commissione Igiene e sanità del Senato, partecipando a Roma al convegno ‘Biologici e biosimilari: la nuova frontiera dei farmaci’, organizzato dall’Osservatorio sanità e salute e dall’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione.

Etichette alimentari: cresce la voglia di sapere cosa si mangia

 La Cia sottolinea che le emergenze alimentari hanno accresciuto l’attenzione dei nostri connazionali sulla provenienza del prodotto. L’83 per cento sceglie il ”made in Italy” perché è più sicuro e perché c’è fiducia negli agricoltori e negli allevatori del nostro Paese. La nuova emergenza diossina rafforza la ”voglia” da parte degli italiani di un’etichetta chiara con l’indicazione d’origine in etichetta. Nove su dieci la ritengono quanto mai essenziale, poichè permette di conoscere subito la provenienza del prodotto alimentare. Mentre l’83 per cento dei nostri connazionali preferisce il prodotto ”made in Italy”, soprattutto se tipico, tradizionale e biologico, in quanto lo ritiene più sicuro, l’82 per cento dice ”no” agli Ogm.

Uova alla diossina: dopo Olanda e Germania ora anche la Gran Bretagna

 Continua ad allargarsi in Germania lo scandalo delle uova alla diossina, mentre aumenta la paura tra i consumatori dopo l’allarme lanciato dalla stampa di una possibile contaminazione anche del latte venduto nel Paese. Finora, le autorita’ sanitarie tedesche hanno chiuso temporaneamente 4.709 allevamenti in attesa di accertamenti, tracce di diossina sono state rilevate in altre due regioni e la societa’ al centro dello scandalo – la Harles und Jentzch – non solo sapeva della contaminazione dal marzo 2010, ma probabilmente non e’ neanche registrata. Non sorprende, quindi, che il governo abbia parlato di ”comportamento criminale” da parte della Harles und Jentzch, che produce grassi animali destinati ai mangimi.

Il brindisi equo-solidale: festeggiare il 2011 con il vino biologico

 Un Ultimo dell’Anno all’insegna della solidarietà con i prodotti del Commercio Equo e Solidale che quest’anno si arricchisce di alcune novità a cominciare dai vini del Sudafrica, commercializzati da Commercio Alternativo, centrale ferrarese di importazione di prodotti equosolidali, che arrivano sulle tavole italiane attraverso il circuito delle Botteghe del mondo. Sono firmati da Stellar organic winery, il più importante produttore di vini biologici del Sudafrica. L’azienda, di proprietà dei fratelli Rossouw e degli stessi lavoratori che detengono il 26% delle azioni della Cantina e il 50% di Stellar Agri, la parte produttiva, ha istituito un comitato per la gestione delle rendite derivate dalle vendite Fairtrade, che identifica i bisogni dei lavoratori, ed un Joint Body che ne è il braccio esecutivo.

Come fare una spesa eco-oriented: prodotti sfusi e a chilometri zero

 Non c’è dubbio che la società dei consumi ha permesso a molte persone e a molte famiglie di disporre di un numero crescente di beni e servizi. Il mercato globalizzato offre soluzioni invitanti per tutti ma non sempre sostenibili. In questo contesto, dunque, i nostri gesti quotidiani non sono così innocenti. E dalla spensieratezza degli acquisti bisogna necessariamente passare alla responsabilità. Il primo consiglio è sicuramente: leggere le etichette. Perché oltre ad acquistare un prodotto ‘green’ è necessario utilizzarlo anche in maniera eco-attenta, altrimenti si vanificano gli sforzi della filiera.

Ecoguida ai prodotti elettronici di Greenpeace: bene Philips, Nokia e Sony Ericsson

 Bene Philips, HP, Nokia e Sony Ericsson nella sedicesima edizione dell’Eco-guida ai prodotti elettronici pubblicata da Greenpeace. L’associazione premia Philips per l’iniziativa Econova TV, il primo televisore senza PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo messo in commercio dall’azienda. In linea con l’impegno di eliminare le sostanze pericolose entro l’anno, Philips raggiunge la vetta dei leader nella produzione di TV.
Negli anni è cresciuto il divario fra le aziende impegnate con profitto nell’innovazione verde e chi continua a fare solo promesse – commenta Vittoria Polidori, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace – Philips ha superato i problemi tecnici riscontrati nella rimozione di PVC e ritardanti di fiamma dai suoi articoli. Ora gli altri produttori di TV non hanno più scuse“.