Parco Nazionale del Gargano -7-

 Lungo le coste e nelle parti antiche dei paesi dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano i cieli sono solcati dai voli di rondoni, rare rondini rossicce, balestrucci, topini, rondone pallido e rondini alpini. Alcune specie sono oggetto di specifici progetti di conservazione finanziati dall’Unione Europea come il progetto LIFE “Rapaci del Gargano” che ha tra gli obiettivi la tutela delle ultime coppie del lanario (Falco biarmicus), il più raro falcone presente sul Gargano, nonché di promuovere la costituzione di colonie di grillaio (Falco naumanni), capovaccaio (Neophron percnopterus) e gufo reale (Bubo bubo).
Tra i mammiferi dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano si trova principalmente il capriolo italico (Capreolus capreolus italicus), sottospecie subendemica del Gargano.

Parco Nazionale del Gargano -6-

 Nelle zone umide dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano nidificano circa 46 specie di uccelli legati all’ambiente acquatico, tra cui la garzetta, l’airone rosso e cinerino, il basettino, il tarabuso, sgarza ciuffetto e la nitticora, il germano reale, l’alzavola, la marzaiola, la moretta tabaccata, il mestolone, il corriere piccolo, il fratino, il cavaliere d’Italia, la gallinella d’acqua, la folaga, lo svasso maggiore ecc. La consistenza di queste specie aumenta considerevolmente raggiungendo consistenze numeriche di 15000-30000 unità con specie come le oche selvatiche, granaiole, lombardelle, cigni, fenicotteri, mignattai, avocette, volpoche, canapiglie e morette, cormorani, varie specie di gabbiani e di mignattini, gruccioni e ghiandaie marine, ecc.

Parco Nazionale del Gargano -5-

 Sulla costa dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano dominano invece le pinete di pino d’Aleppo, circa 7.000 ettari che si alternano alla macchia mediterranea, ricca di formazioni a lentisco, fillirea, erica multiflora e corbezzolo, con tutta la biodiversità tipica della pineta e della macchia mediterranea. Il Parco Nazionale del Gargano può essere considerato un’isola biologica. La parte più alta del promontorio, infatti, è stata isolata per un lunghissimo periodo preistorico, causa, questa, di fenomeni come: endemismi, tra cui: la rarissima vedovina di Dalla porta (Scabiosa dallaportae), la campanula del Gargano (Campanula garganica), la santoreggia (Satureja fruticosa italica), il citiso (Cytisus decumbens), l’enula (Inula candida), il cisto di Clusio (Cistus clusii),rara specie osservabile sulle dune di Lesina, il fiordaliso delle Tremiti (Centaurea diomedea) e l’erba ghiacciola (Mesembryanthemum nodiflorum); e il macrosomatismo, crescita abnorme delle specie vegetali, come il carrubo di 13 metri di circonferenza, nel parco di Pugnochiuso a Vieste, e il leccio, alto 17 metri, con 5 metri di diametro, presso il convento dei Cappuccini a Vico del Gargano.

Parco Nazionale del Gargano -4-

 Il sottobosco delle foreste dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano è popolato da numerose specie botaniche che ne caratterizzano la biodiversità, tra le quali ricordiamo felci, rovi, rose canine, ciclamini, funghi eduli e velenosi. Sui pendii esposti al sole crescono i perastri, i melastri, i biancospini attorniati da cespugli di lentisco, ginepro, timo, rovi, fichi d’India ed il particolare “albero dei diavolo”, il carrubo.
Nella zona pedemontana dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano la vegetazione cambia radicalmente e così la sua biodiversità, predomina la steppa, ricca di fichi d’India, asfodeli, ferule, euforbie, iris; qui cresce un fungo molto particolare il Pleurotus eryngii. Il tutto è interrotto qua e là da oliveti, mandorleti, vigneti e campi di grano.

Parco Nazionale del Gargano -3-

 Le zone umide dell’area protetta del Parco Nazionale del GarganoGargano e della Capitanata da sempre hanno suscitato un notevole interesse negli studiosi e negli appassionati, ponendosi fra le più importanti d’Italia oltre che per la biodiversità, per la varietà di ambienti anche per la posizione strategica sulle rotte migratorie degli uccelli acquatici tra l’Africa e l’Europa centro-orientale. Già nel Tredicesimo secolo l’Imperatore Federico II di Svevia rimase affascinato da questi ambienti palustri che gli ispirarono il famoso trattato “De arte venandi cum avibus”. L’area protetta del Parco Nazionale del Gargano ricopre un’estensione di circa 121.118 ettari, al cui interno ritroviamo una serie di habitat unici nel loro genere che conservano la loro specifica biodiversità.

Parco Nazionale del Gargano -2-

 La Foresta Umbra costituisce l’ambiente più rappresentativo delle aree interne dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano, è un residuo della primigenia e millenaria selva del promontorio.
A dispetto delle devastazioni e dei dissennati disboscamenti degli ultimi tre secoli che hanno reso spoglie del manto forestale le pendici collinari e montane del Gargano, la Foresta ha conservato quasi intatto il suo maestoso e imponente rigoglio vegetativo con ricca varietà di specie e forme alborie e arbustive e la sua biodiversità. Le attribuzioni del nome alla Foresta Umbra si perdono nella notte dei tempi e tutte, se pur accettabili, sono insufficientemente comprovabili e non forniscono una chiara lettura della denominazione.

Parco Nazionale del Gargano -1-

 Il promontorio del Gargano costituisce, dal punto di vista biologico, un’isola, separata dal resto della penisola dalla piana del Tavoliere delle Puglie, un luogo dove la biodiversità è varia e tutelata. Di natura calcarea, è ricco di forme carsiche, come grotte e doline. In origine ll promontorio era completamente coperto da foreste, ormai ridotte a circa il 15 per cento della superficie originaria, tra cui va segnalata la Foresta Umbra. L’area protetta del Parco Nazionale del Gargano tutela una eccezionale biodiversità, una eccezionale concentrazione di habitat diversi, che vanno dalle coste alte e rocciose, ai valloni caldi del versante meridionale, ricchi di specie rare ed endemiche di piante ed animali, alle faggete centrali situate ad una quota (300 m s.l.m.) assai più bassa del normale (circa 1000 m s.l.m.) e ricche di esemplari plurisecolari, alle pinete mediterranee di pino d’Aleppo, anch’esso presente con esemplari di oltre 500 anni di età.

Parco Nazionale del Circeo, l’isola di Zannone

 Nell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo si trova l’Isola di Zannone che fa parte dell’Arcipelago delle Isole Ponziane, con Ventotene, Ponza, Palmarola, Santo Stefano e Gavi. E’ la più settentrionale di tutte e solo la terz’ultima per estensione (103 ettari, pari a 0,9 km² circa). Zannone è l’unica, tra tutte le isole ponziane, ad essere costituita, oltre che da rocce vulcaniche, anche da rocce metamorfiche e sedimentarie risalenti a oltre 200 milioni di anni fa.
Grazie alla sua notevole rilevanza naturalistica e alla sua tipica biodiversità, nel 1979 è entrata a far parte dell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo, diventandone geograficamente l’appendice insulare. Se pure di piccola estensione Zannone presenta, infatti, interessanti endemismi floristici e faunistici, preservati nell’arco dei secoli, grazie alla scarsissima antropizzazione che ha permesso di mantenere intatta la sua biodiversità.

Parco Nazionale del Circeo, le zone umide

 A ridosso e parallelamente alla Duna Litoranea dell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo, si sviluppa un ambiente umido e lagunare costituito da quattro laghi costieri in successione, il Lago di Sabaudia o di Paola, il lago di Caprolace, il Lago dei Monaci e il Lago di Fogliano, e da Zone Umide, stagionalmente allagate ricche di una caratteristica biodiversità.
I laghi e le Zone Umide circostanti costituiscono il più importante ecosistema palustre d ‘Italia e formano un complesso territoriale dichiarato “Zona Umida di Interesse Internazionale” ai sensi della Convenzione di Ramsar (Iran 1971).
La localizzazione del Parco Nazionale del Circeo in un area geografica che coincide con le principali rotte migratorie, infatti, rende quest’area protetta particolarmente adatta alla sosta di molte specie di uccelli.

Parco Nazionale del Circeo, il promontorio

 In qualsiasi punto della Pianura Pontina vi troviate e in qualunque direzione stiate andando, sarà difficile per il vostro sguardo non imbattersi nel Promontorio del Circeo, un rilievo calcareo alto 541 mt, icona stessa del Parco Nazionale del Circeo, con un profilo che da sempre scatena la fantasia umana, facendone nel corso dei secoli, dimora di dei, maghe ed eroi.
Secondo la tradizione, Ulisse sarebbe entrato con la sua nave nell’odierna Cala dei Pescatori sul lago di Paola, per poi rimanere vittima della Maga Circe, il cui profilo sarebbe ancora oggi visibile nella sagoma della montagna.
Il Promontorio dell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo è l’elemento paesaggistico più caratterizzante di tutta l’area pontina. Il suo versante interno, chiamato “quarto freddo”, ospita una fitta foresta termofila con tutta la sua tipica biodiversità.