Il restauro della foresta mediterranea: il 26 maggio appuntamento con il Corpo Forestale dello Stato

Il cambiamento climatico ed il suo impatto ambientale, l’uso del territorio e gli ecosistemi forestali… temi troppo spesso legati a luoghi lontani, e per questo poco sentiti “a casa nostra”. Eppure il problema è concreto e reale proprio in Italia, soprattutto in un ecosistema unico come quello Mediterraneo. Da qui la volontà del Corpo Forestale Italiano di organizzare un convegno aperto a tutti per informare e sensibilizzare i cittadini attenti all’ambiente e alle scelte di vita che influenzano il nostro ecosistema naturale. Nasce così “Il restauro della foresta mediterranea”, un incontro che si terrà giovedì 26 maggio alle 16.00 nella sede del Corpo Forestale dello Stato (Ufficio Relazioni col Pubblico) in via Antonio Salandra, 44.

Le politiche forestali
L’incontro si inserisce nell’ambito dell’Anno Internazionale delle Foreste, che ha avviato una serie di dibattiti e confronti a livello internazionale e portato all’attenzione dei media le tematiche che riguardano soprattutto la tutela del patrimonio boschivo. In questo ambito, le politiche forestali intraprese dal Governo avranno una rilevanza fondamentale per il futuro sviluppo e valorizzazione di un territorio che è provato da abusi, incuria e dai cambiamenti climatici.

Parco del Trasimeno: Il Giardino delle Piante Acquatiche

 Il Giardino delle piante acquatiche si trova sull’Isola Polvese, nell’area protetta del Parco del Trasimeno. È stato realizzato nel1995 in seguito al recupero della piscina progettata nel 1959 dall’architetto Pietro Porcinai su commissione del conte Citterio. La piscina situata nell’area di una vecchia cava di arenaria abbandonata, è stata scavata interamente nella roccia. La vasca centrale del Giardino delle Piante Acquatiche dell’area protetta del Parco del Trasimeno è ricavato da una vecchia cava laterale detta “ninfeo” in cui cresce una grande varietà di piante acquatiche come ninfee, fior di loto e gigli d’acqua, le cui fioriture è possibile ammirare a partire dalla tarda primavera.

Parco del Trasimeno: Isola Polvese

 Punto di grande interesse dell’area protetta del Parco del Trasimeno è l’Isola Polvese, situata nella parte sud orientale del Trasimeno e con i suoi 70 ettari è la più estesa delle tre isole del lago. L’area protetta dell’Isola Polvese è di particolare interesse naturalistico per la presenza di una lecceta ad alto fusto, un oliveto secolare e un esteso canneto, ideale luogo di sosta e svernamento per un gran numero di uccelli acquatici con la sua ricca e varia biodiversità,. L’isola con le sue numerose testimonianze è anche molto interessante dal punto di vista storico e antropologico.

Parco del Trasimeno

 Il Parco del Trasimeno è il più grande dei parchi regionali umbri. Si estende per 13.200,00 ettari nella regione Umbria, in provincia di Perugia e interessa i comuni di Castiglione del Lago, Magione, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno.
Il territorio dell’area protetta del Parco del Trasimeno si estende lungo il perimetro del lago Trasimeno e comprende tre isole: l’Isola Polvese, la più estesa, di proprietà della Provincia di Perugia, che è utilizzata come centro didattico e di studio ambientale; l’Isola Maggiore, la seconda in ordine di grandezza, in cui è un grazioso borgo di pescatori risalente al ‘400; l’Isola Minore, di proprietà privata.

Parco Regionale dei Campi Flegrei -1-

 L’area protetta del Parco Regionale dei Campi Flegrei si sviluppa in una vasta area situata a Nord Ovest di Napoli, si estende per una superficie a terra di 7.350,00 ettari nella regione Campania, provincia di Napoli, comuni di Bacoli, Monte di Procida, Napoli, Pozzuoli.
L’area protetta del Parco Regionale dei Campi Flegrei protegge un’area vulcanica attiva, del territorio della Campania, in continua evoluzione. Ciò ha determinato, nel corso dei secoli e nell’interazione con gli insediamenti umani, il formarsi di una incredibile varietà di valori, materiali e immateriali, unici al mondo, compresenti, in maniera inscindibile, in una porzione di territorio di limitata estensione.

Fao, siglata ad Avignone una partnership per salvare le foreste mediterranee dai cambiamenti climatici

 Al via una nuova partnership per salvare le foreste dalle sfide poste dal cambiamento climatico nel Mediterraneo. La collaborazione, riferisce la Fao, coinvolge 12 tra istituzioni e organizzazioni (tra cui la stessa Fao) ed e’ stata annunciata nell’incontro sulla Foresta Mediterranea che si è chiusa ieri in Francia, ad Avignone. Secondo Eduardo Rojas-Briales, vicedirettore generale del dipartimento foreste della Fao, questo nuovo patto ”per le foreste nel Mediterraneo contribuira’ a sollevare l’attenzione sulla ricchezza delle funzioni vitali che esse forniscono ai loro abitanti”, tra cui ”la protezione del suolo e dell’acqua,la valorizzazione del territorio, il sequestramento dell’anidride carbonica e la conservazione della biodiversita’”. La partnership, che mira ad integrare le politiche e gli investimenti a livello nazionale in modo da adattare le foreste al cambiamento climatico, riguardera’ principalmente sei Paesi del Mediterraneo meridionale ed orientale: Marocco, Algeria, Tunisia, Siria, Libano e Turchia.

Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano -parte quarta-

 Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è una riserva di Biosfera MAB-UNESCO. Il Comitato Consultivo sulle Riserve della Biosfera del Programma MAB (Man and Biosphere) dell’UNESCO, nella riunione tenutasi a Parigi tra il 9 ed il 10 giugno del 1997, ha inserito all’unanimità nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il concetto di Riserva di Biosfera, introdotto nel 1974 dal “Gruppo di lavoro del Programma MAB sull’Uomo e la Biosfera” dell’UNESCO, fu messo in atto nel 1976 con l’attivazione della “Rete Mondiale di riserve di Biosfera” ritenuta la componente chiave per realizzare l’obiettivo del MAB: mantenere un equilibrio, duraturo nel tempo, tra l’Uomo ed il suo Ambiente attraverso la conservazione della diversità biologica, la promozione dello sviluppo economico e la salvaguardia degli annessi valori culturali, per favorire uno sviluppo ecosostenibile.

Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano -parte prima-

 Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è il secondo parco in Italia per dimensioni, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell’Appennino campano-lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonché i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella.
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è una riserva naturale molto estesa ed eterogenea dove la natura e la biodiversità sono protette e tutelate, le caratteristiche ecologiche del territorio alternano ambienti praticamente inalterati ad aree fortemente antropizzate con centri urbani e valli densamente popolate.

Cameron cambia idea: salva la foresta di Sherwood

 Stop alla vendita delle foreste: Robin Hood è salvo. Il governo di David Cameron ha fatto dietrofront sul progetto di vendere 258 mila ettari di boschi demaniali tra cui parte della celeberrima foresta di Sherwood, teatro delle avventure del brigante gentiluomo che rubava ai ricchi per dare i poveri. Il voltafaccia di Cameron è il più clamoroso da quando in maggio la coalizione a guida Tory si è insediata a Downing Stret. Lo ha annunciato alla Camera dei Comuni il ministro dell’ambiente Caroline Spelman: “E’ chiaro che il pubblico e gli esperti non sono d’accordo“, ha detto assumendosi “la piena responsabilità” del progetto fallito.

Oasi Zegna

 L’Oasi Zegna si estende per circa 100 Km2 in Piemonte, nella provincia di Biella, sulla parte orientale delle Alpi biellesi tra Trivero e la Valle Cervo. E’ attraversata dalla strada Panoramica Zegna, oggi statale, che l’imprenditore Ermenegildo Zegna, profondamente legato alla sua terra, realizzò per portare sviluppo economico alla montagna e alla sua gente.
Egli, che amava la bellezza e la natura, ripopolò la montagna brulla con oltre mezzo milione di conifere, molte centinaia di rododendri e ortensie, creando un meraviglioso paesaggio alpino e favorendo il rifiorire della flora e della fauna d’alta montagna, tutelando di fatto la biodiversità dei luoghi.