La coppia Obama, recentemente in visita nel Regno Unito, è stata ospite della Regina d’Inghilterra e, nonostante le differenze di etichetta e di filosofia politica, una cosa certamente unisce la prima coppia d’America alla più “vintage” della corona inglese: la passione per l’ecologia. Famosissimo l’orto di Michelle alla Casa Bianca, più discreto l’impegno del Principe Carlo con i suoi eventi ecologici, ma pur sempre di amore per l’ambiente di tratta… così Barack e Michelle hanno omaggiato Carlo e Camilla una selezione di piante e sementi del rinomato orto della Casa Bianca (per la precisione, dal “prato sud”), dei giardini di Mount Vernon (dove si è ritirato George Bush padre) e Monticello (dove si ritirò invece Thomas Jefferson), entrambi affetti da pollice verde e illustri precursori delle tendenze più green del pianeta.
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Eco-fashion: le collezioni Beyond Skin, veg e cruelty free
Cento per cento vegan, cento per cento fashion. Sono le calzature eco-friendly Beyond Skin, realizzate in microfibra ecologica Dinamica by Miko e dedicate a tutte le donne per le quali essere alla moda non significa rinunciare alla propria coscienza etica. Totalmente “cruelty-free”, le collezioni Beyond Skin rispettano l’ambiente, l’uomo e gli animali, contribuendo ad uno stile di vita quanto più possibile improntato alla sostenibilità. Per questo Beyond Skin ha scelto per i suoi modelli Dinamica by Miko, la microfibra ecologica derivata da bottiglie di Pet riciclate: in un metro di Dinamica, infatti, ci sono ben 300 grammi di poliestere recuperato, che corrispondono a quelli utilizzati per produrre 20 bottiglie di plastica.
Plastica ecologica: utopia possibile?
Plastica ecologica: utopia o realtà? Qualcuno dice che ci siamo vicini. La corrente elettrica, infatti, puo’ sostituire almeno in parte i catalizzatori nelle reazioni che producono le materie plastiche, rendendole piu’ sopportabili per l’ambiente. Lo ha scoperto uno studio pubblicato dalla rivista Science a cui ha partecipato anche un ricercatore italiano.
La polimerizzazione radicalica
La reazione studiata dalla Carnegie Mellon university e’ la polimerizzazione radicalica con trasferimento di atomi (Atrp), largamente usata dall’industria per cosmetici, adesivi e materiali ‘intelligenti’, capaci di variare la propria struttura a seconda delle condizioni esterne, come temperatura e pH. Nella sua versione ‘classica’ questa reazione ha bisogno di grandi quantita’ di catalizzatori, soprattutto a base di rame, tossici e difficili da rimuovere dall’ambiente.
Stop alle scorte delle buste di plastica: a che punto sono i supermercati italiani
Missione quasi compiuta per l’addio definitivo ai sacchetti di plastica. A circa un mese dall’entrata in vigore della loro messa al bando, le principali catene della grande distribuzione organizzata prevedono che le scorte saranno esaurite entro febbraio. Anzi: per alcune l’obiettivo potra’ essere raggiunto gia’ alla fine di gennaio. E c’e’ addirittura la francese Auchan che la scelta ecologista l’ha gia’ fatta due anni fa con un accordo con il Wwf e quindi ora non ha piu’ nemmeno le scorte da smaltire. Pioniere dello stop ai vecchi shopper anche la Coop che conta di eliminarle dappertutto entro meta’ febbraio.
Hotel valdostani sempre più green: il decalogo degli albergatori per aiutare la natura
Gli albergatori valdostani diventano più sensibili all’ambiente. Nel corso dell’assemblea dell’Adava (associazione degli albergatori valdostani) sono state presentate alcune iniziative nate in collaborazione con l’Assessorato regionale all’Ambiente. Innanzitutto è stato redatto un decalogo. ”Lo invieremo via mail ai nostri associati – ha sottolineato la Presidente Adava Silvana Perucca –, non mandiamo lettere per risparmiare carta”. Altra iniziativa riguarda la creazione di una brocca con i loghi di Adava e Regione, che può ospitare anche i simboli dei vari alberghi, ”lo scopo è ridurre l’uso dell’acqua in bottiglia”. Il decalogo vuole anche incentivare l’uso dei mezzi collettivi, quello di carta igienica fatta con carta riciclata, una oculata scelta dei detergenti e dei detersivi e così via.
Natale, la festa più inquinante dell’anno. Ecco come aiutare l’ambiente durante le feste
Il Natale è ormai dietro l’angolo. Tutti pronti, dunque, alla corsa ai regali. Ma la festività più attesa dell’anno è anche la più inquinante per il pianeta. LifeGate ha stimato che la quantità di CO2 prodotta durante le feste di Natale è pari a 386 Kg per una famiglia italiana composta da 3 persone. Totale: oltre 7,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica emessi. Tra i tanti buoni propositi il Natale può essere un’occasione anche per impegnarsi concretamente a mantenere l’aria pulita. E se Ikea propone l’albero che tutela l’ambiente e gli animali dando la possibilità di riconsegnarlo fra il 5 e il 12 Gennaio impegnandosi a donare al WWF 3 euro per ogni albero che verrà restituito, a Milano nasce il progetto BioChristmas: l’imponente albero di Natale che dal 5 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011 vestirà a festa il Largo Cairoli, illuminandolo con la sola energia prodotta dalle pedalate dei cittadini mentre, silenziosamente, provvederà a purificare l’aria.
Agriturismo a chilometri zero, una proposta di Coldiretti
“Non solo cibo locale prodotto in azienda, nelle campagne arriva l’agriturismo ristrutturato a chilometri zero dove sono banditi l’utilizzo materiale, di arredi e la progettazione di particolari architettonici del tutto estranei al territorio”. A lanciare l’idea è Simone Ferri Graziani, presidente di Coldiretti Livorno ed esponente nazionale dell’associazione Terranostra ad Agri@tour, il salone dell’agriturismo, dove ha raccontato la propria esperienza innovativa. Sono ben 19.019 gli agriturismi italiani che segnano il paesaggio delle campagne e continuano ad aumentare (+2,9% secondo Istat), per questo ”negli interventi di recupero dei nostri casali e delle nostre fattorie -sostiene Ferri Graziani- dobbiamo mettere al bando l’utilizzo di materiali che non siano espressione del territorio. Non è corretto ricostruire antichi solai con legni o con elementi che non hanno niente a che vedere con la realtà locale”.
Ecoguida ai prodotti elettronici di Greenpeace: bene Philips, Nokia e Sony Ericsson
Bene Philips, HP, Nokia e Sony Ericsson nella sedicesima edizione dell’Eco-guida ai prodotti elettronici pubblicata da Greenpeace. L’associazione premia Philips per l’iniziativa Econova TV, il primo televisore senza PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo messo in commercio dall’azienda. In linea con l’impegno di eliminare le sostanze pericolose entro l’anno, Philips raggiunge la vetta dei leader nella produzione di TV.
“Negli anni è cresciuto il divario fra le aziende impegnate con profitto nell’innovazione verde e chi continua a fare solo promesse – commenta Vittoria Polidori, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace – Philips ha superato i problemi tecnici riscontrati nella rimozione di PVC e ritardanti di fiamma dai suoi articoli. Ora gli altri produttori di TV non hanno più scuse“.
Materiali riciclati e bio per i cellulari del futuro
Biovernici e bioplastiche per le scocche, ma anche materiali riciclati per ridurre l’impatto ambientale di milioni di nuovi cellulari: e’ l’ “approccio Green a 360 gradi” annunciato da Nokia per i nuovi modelli in arrivo. Si tratta, ricorda la casa finlandese, di un programma gia’ avviato nel 2006 e in continua evoluzione. Il primo cellulare a usare bio-vernici sara’ il C7 mentre le parti strutturali in plastica del Nokia E7 (di prossimo arrivo) e del Nokia N8 (appena commercializzato in Italia sono realizzate fino al 49% con bio plastiche, a base di oli vegetali anziche’ di petrolio greggio e per questo hanno un impatto ambientale molto piu’ basso.
Eco-fashion: le grandi marche fanno “un viaggio in discarica”
Un workshop di ricerca e studio che si svolgerà sia in Africa che in Italia per il possibile riciclo di materiali. Un nuovo progetto che nasce dalla collaborazione tra Itc, International Trade Centre (agenzia del Wto e delle Nazioni Unite per la crescita commerciale di paesi in via di sviluppo) e Carmina Campus, marchio di moda nato da un’idea di Ilaria Venturini Fendi, che realizza borse, accessori, mobili utilizzando materiali di riuso e di riciclo. E’ “Un viaggio in discarica“, e sarà sicuramente destinato a far parlare di sé.
UN VIAGGIO IN DISCARICA
Il riciclo e il riuso sono una pratica comune in tante realta’ africane, portata quasi agli estremi per sopravvivere in un ambiente difficilissimo. Carmina Campus dunque ha accolto l’invito di Itc a pensare ad un progetto per i molti che vivono in queste realtà.
Itc già opera in diverse comunità marginalizzate, sia negli slum che in aree rurali di Kenya e Uganda, favorendo la creazione di piccole cooperative e la produzione di prodotti che entrano nel circuito di un commercio equo e solidale. L’idea è quella di portare in questi contesti lo specifico know-how in materia di riuso già sviluppato da Carmina Campus nella sua ricerca, per dar vita a prodotti nuovi, creativi e funzionali, sviluppati insieme alla popolazione locale.