Fukushima, le foto più toccanti del disastro nucleare nel quinto anniversario

Ricorre oggi il quinto anniversario del disastro di Fukushima, causato da una onda anomala che l’11 marzo del 2011 entrò per chilometri nelle aree costiere delle regioni nord-orientale dell’isola giapponese di Honshu, a 250 chilometri dalla capitale Tokyo. Un disastro di proporzioni immense che causò la morte di sedicimila persone. Ma oltre centocinquantamila furono gli evacuati, più di duemila i dispersi, oltre seimila i feriti. Di seguito una gallery della foto più toccanti del disastro giapponese a cinque anni di distanza da quel giorno

Disastro di Fukushima, il pesce del Pacifico non è rischioso per gli uomini

Il pesce pescato nelle acque del Pacifico è sicuro. Le radiazioni generate dal disastro di Fukushima al momento non hanno contaminato il pesce che viene pescato sulle coste del Canada e degli Stati Uniti, o meglio, i livelli di radiazioni registrati non sono pericolosi per la salute dell’uomo.

A dirlo è David Takayoshi Suzuki, ambientalista, attivista e divulgatore scientifico canadese che ha rilasciato una lunga intervista sull’argomento all’Huffington Post.

Disastro di Fukushima, rischio contaminazione per tutto il mondo

11 marzo 2011. Un terremoto in Giappone provoca uno tsunami e provoca quello che ad oggi può essere considerato il più grandi disastro nucleare mai accaduto. I reattori della centrale della Tepco non hanno resistito alla forza dell’acqua e hanno riversato una quantità ancora non ben precisata di sostanze radioattive.

Fukushima, arriva Fukushame, il documentario italiano sul disastro

 Fukushame: The lost Japan è il titolo del film documentario italiano sul disastro di Fukushima realizzato dal fotoreporter Alessandro Tesei e dal film maker Matteo Gargliardi. Video della “zona proibita” nei pressi della centrale, interviste, rilevazioni: sono già stata spese ottime parole per il coraggioso documentario dei due autori italiani.

Fukushima 8 mesi dopo

La centrale nucleare giapponese di Fukushima danneggiata dallo tsunami e dal terremoto dell’11 marzo ha aperto per la prima volta le sue porte alla stampa – ovviamente dotata delle dovute