Porto Torres: sottoscritto il protocollo d’intesa per la “chimica verde”

Un protocollo d’intesa per il recupero dello stabilimento di Porto Torres è stato concluso tra il Governo, gli enti locali della regione Sardegna, l’Eni e i sindacati. Il polo petrolchimico del comune sardo verrà riconvertito a impianto per la “chimica verde”, ovvero un polo per la produzione di monomeri bio, bio plastiche, bio lubrificanti, additivi per gomme, elastomeri e cogenerazione di biomasse. L’impianto, in poche parole, servirà per diffondere uno sviluppo capillare di fonte energetiche eco compatibili.

Gli investimenti nei nuovi impianti
L’investimento per la riconversione degli stabilimenti di Porto Torres saranno di 730milioni di euro, ripartiti tra Eni e Novamont. 50milioni di euro saranno impiegati per le infrastrutture e la realizzazione di un centro di ricerca universitario, ed Enipower aggiongerà altri 230milioni di euro per una nuova centrale a biomasse. I lavori di riconversione cominceranno quest’anno stesso e saranno completati nel 2016.

Biomasse, grande potenziale poco sfruttato in Europa

 Le biomasse forestali rappresentano fonti di bioenergia ampiamente sottoutilizzate. Il potenziale di sviluppo delle biomasse è notevole, di almeno il 50% come media europea, offrendo così un contributo significativo al raggiungimento degli obiettivi di uno sviluppo sostenibile in campo energetico. È questa, in sintesi, la principale conclusione che si ricava dal progetto “Eubionet III”, varato nell’ambito del programma Intelligent Energy Europe e durato complessivamente 12 anni tenendo conto delle precedenti edizioni. Coordinato dal finlandese VTT Technical Reserach Centre, il progetto ha stimato il potenziale di biomasse solide in 23 Stati dell’Unione Europea e della Norvegia, quantificandolo in circa 157 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio).

In Emilia Romagna nasce Verde Energia, la prima organizzazione di produttori del settore energetico

 La Regione Emilia Romagna ha riconosciuto la prima Organizzazione di produttori del settore agroenergetico: ‘Verde Energia’, che tratta prevalentemente cereali e oleaginose destinati a utilizzo agroenergetico, rappresenta uno strumento anche sul fronte organizzativo per lo sviluppo del settore. ‘Verde energia’ è riconosciuta per l’operatività in Emilia Romagna e conta 91 aziende in regione, ma è previsto un ampliamento anche in altre regioni. “La produzione di energia in agricoltura è una attività imprenditoriale a tutto tondo che può conciliare l’attività agricola tradizionale e l’opportunità di integrazione del reddito aziendale. Questa prima Organizzazione di Produttori del settore agroenergetico – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – vede l’Emilia Romagna pronta e attenta a questa nuova frontiera“.

Australia, biocarburante dall’ agave tequila

 Ha alimentato innumerevoli notti di festa e di follie e ora la tequila, o almeno l’ Agave tequilana da cui è prodotta, potrà alimentare i motori di auto con biocarburante a basso costo, senza impoverire la produzione alimentare e spingere al rialzo i prezzi degli alimenti.
Ricercatori della University of Central Queensland, nel nordest tropicale dell’ Australia, in collaborazione con agricoltori locali, hanno avviato sperimentazioni sul campo per confermare il potenziale della pianta per impianti di produzione di etanolo, situati presso le piantagioni di canna da zucchero.

Istanbul, un impianto a biogas per produrre energia elettrica “verde”

 E’ appena stato inaugurato a Istanbul un primo impianto capace di produrre energia partendo dal biogas prodotto dalle discariche. L’ impianto è stato sviluppato nell’ ambito di un’ iniziativa nazionale destinata a ridurre l’ impatto ambientale di numerose discariche di rifiuti e produrre, nel contempo, energia elettrica.
L’ impianto che abbiamo realizzato – ha commentato in una nota l’ azienda turca che l’ ha prodotto – è uno dei più grandi impianti mondiali di generazione di energia da gas da discarica con un alto livello di contributo locale. Inoltre, siamo stati in grado di convertire i gas discarica in elettricità con un’ efficienza superiore del 5% circa rispetto alla maggior parte dei progetti simili“.

Energie rinnovabili: a Foggia il primo impianto a biogas agricolo da 1MW

 Nascerà a Foggia il primo impianto a biogas agricolo da 1 MW e sarà alimentato da circa 6.000 tonnellate l’ anno di sottoprodotti orticoli (scarti di broccoli e finocchi, tipici della zona) e con biomasse agricole provenienti da circa 300 ettari.
L’ impianto a fonti rinnovabili produrrà energia elettrica pari al fabbisogno di più di 300 famiglie e circa 7 milioni di chilowattore termiche, che verranno recuperate ed utilizzate per il post-trattamento del digestato, un concime ad alto contenuto organico.