Il procuratore di Taranto Franco Sebastio e i custodi dell’Ilva si incontreranno domani per stabilire quali interventi compiere e in quali tempi – e soprattutto se durante la messa a norma verrà chiusa l’acciaieria.
Il procuratore di Taranto Franco Sebastio e i custodi dell’Ilva si incontreranno domani per stabilire quali interventi compiere e in quali tempi – e soprattutto se durante la messa a norma verrà chiusa l’acciaieria.
Si parla dell’Ilva da diversi giorni, senza spiegare come si è arrivati a questo punto. L’acciaieria tarantina – i dati li ho presi da una conferenza fatta alla Camera dei Deputati nell’aprile di quest’anno – ha emesso nel 2010 oltre 4.000 tonnellate di polveri, 11.000 tonnellate di diossido di azoto, 11.300 tonnellate di anidride solforosa, 7 tonnellate di acido cloridrico, 1 tonnellata e 300 chili di benzene,
338,5 chili di Idrocarburi Policiclici Aromatici, 52,5 grammi di benzo(a)pirene, 14,9 grammi di composti organici di benzo-p-diossine e policlorodibenzofurani (PCDD/F).
Oggi inizia la settimana più calda della storia dell’Ilva di Taranto, venerdì dovrebbe arrivare la pronuncia del tribunale del Riesame sullo spegnimento della fabbrica.
La storia dell’inquinamento della città di Taranto è in gran parte la storia dell’Ilva – l’acciaieria più grande d’Europa -, che io credo caso unico in Europa, produce praticamente dall’interno