L’ industria europea dell’ energia elettrica è pronta a fare la sua parte nella sfida per produrre il 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Tutto ciò però avrà un costo. Per incentivare la produzione di RES si dovrà ricorrere a sussidi superiori ai prezzi di mercato e, di conseguenza, è possibile prevedere un aumento delle bollette. Lo ha detto David Porter, responsabile del Comitato per la politica energetica di Eurelectric, l’ Unione che rappresenta l’ industria elettrica europea,nel corso di un Convegno organizzato a Bruxelles su ” Energie rinnovabili nel 2020: sfide ed opportunita”’.
IL GIOCO VALE LA CANDELA
Porter ha poi sottolineato che “comunque sarà vitale ottimizzare la cooperazione tra i paesi ed i vari attori e adottare le politiche adeguate per assicurarsi che lo sviluppo delle RES diventi un elemento di spinta più che di ostacolo, per l’ integrazione regionale dei mercati elettici. I dati Eurelectric, forniti da Porter, mostrano infatti la necessità non solo di utilizzare i meccanismi di ccooperazione tra paesi, così come previsto dalla direttiva Ue, ma di farlo nel modo più flessibile possibile. Così, con il commercio di energia rinnovabile attraverso le frontiere si potranno raggiungere gli obiettivi previsti per il 2020 con un risparmio annuo di 17 miliardi di euro l’ anno, rispetto a quanto si spenderebbe utilizzando solo le rinnovabili prodotte a livello nazionale“, ha sottolineato Porter.
Legambiente: nel 2017 in Italia 40 comuni sono 100% rinnovabili
Le rinnovabili in Italia crescono e sono in salute, anche se mancano gli incentivi. E’ quanto emerge dal recente rapporto di Legambiente, l’edizione 2017 di Comuni rinnovabili, secondo cui nel