Cambiamenti climatici, solo il 10% prodotti dai paesi poveri

Si parla tanto di pericolo legato ai cambiamenti climatici ed ecco che a mettere benzina sul fuoco è il nuovo rapporto di Oxfam, Disuguaglianza climatica, che rende pubblici nuovi dati legati alle emissioni di gas nocivi da parte dei paesi poveri e di quelli invece molto avanzati. E i dati evidenziano un aspetto: solo il 10% dei cambiamenti climatici sono provocati dai paesi cosiddetti poveri, che sono anche però i primi a risentire degli effetti negativi di tale fenomeno.

Cambiamenti climatici, Italia in prima linea

Nella Conferenza delle Parti degli Stati Membri della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico COP 21, in programma il prossimo dicembre a Parigi, l’Italia svolgerà un ruolo da protagonista proponendo un progetto che miri a ridurre entro il 2030 del 50%, invece che solo del 40% (come sarebbe stato concordato per tutti i Paesi di Europa) le emissioni di gas responsabili del tanto dannoso effetto serra.

In Australia ad inquinare sono i cammelli

 

La notizia è curiosa quanto reale: in Australia ultimamente c’è una forma di inquinamento che è difficile da combattere ma che causa grandi problemi. Se pensate che si tratti di smog da traffico vi sbagliate, parliamo semplicemente dei cammelli. Cosa ci fa questo animale in tale tratto di mondo e, soprattutto come fa ad essere cos’ pericoloso per l’ambiente? La specie è stata importata nell’Ottocento dall’Africa e sin da subito è servita per trasportare  le merci pesanti nel deserto. Oggi se ne trovano almeno un milione e se si calcola che ognuno di essi rilascia scariche di metano pari a una tonnellata di biossido di carbonio all’anno capiamo bene la portata del danno.Meglio ancorse specifichiamo che si tratta di un quarto dell’inquinamento prodotto da un’auto che ogni anno percorre 20 mila chilometri.