Le balene tornano a New York City

 Balene, delfini e foche sono tornati in prossimità dei porti di alcune grandi città degli Stati Uniti, specialmente al porto di New York City.
Il ritorno delle balene dei delfini e delle foche a New York City ha ispirato la creazione di itinerari turistici dedicati proprio all’osservazione di questi fantastici animali marini. Una delle imbarcazioni che organizzano questi tour di avvistamento di balene, foche e delfini è l’American Princess del Capitano Tom Palladino. “Si potevano avvistare dieci balene l’anno, ora se ne vedono almeno cento. E si avvistano i delfini tutti i giorni tra giugno e settembre.” dice il Capitano Palladino.

Sea Shepherds approda a Times Square

 Sea Shepherd approda a Times Square, NY, con la sua prima campagna pubblicitaria all’aperto.
La prossima volta che vi trovata a passare al centro di Times Square, sulla 42esima Strada, guardate al grande schermo, il “CBS Spectacular” che ora ospita la prima campagna all’aperto di Sea Shepherd Conservation Society. Il tabellone digitale full motion all’avanguardia evidenzia la campagna contro la caccia alle balene dell’organizzazione di salvaguardia della natura, campagna per la quale sono più conosciuti, grazie anche al successo della popolare serie televisiva di Animal Planet, “Whale Wars”, che debutterà più tardi quest’anno con la quarta stagione. Whale Wars trasmette le attività di Sea Shepherd per porre fine alla caccia alle balene nei Mari Antartici.

Sea Shepherd trova la Nisshin Maru

 Dopo 26 giorni di inseguimento per oltre 4.000 miglia, la Steve Irwin ha trovato la Nisshin Maru alle ore 18.00 del 25 gennaio 2011.
Finalmente abbiamo portato dove volevamo questa nave serial killer, foriera di morte e da ora in poi abbiamo intenzione di starle alle calcagna fino alla fine della stagione di caccia alle balene” ha detto Capitan Paul Watson dalla Steve Irwin.
Le navi della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, la Bob Barker e la Gojira hanno trovato la flotta di baleniere il 31 dicembre del 2010 impedendo l’uccisione delle balene.
Sfortunatamente però due delle baleniere hanno impedito alla flotta di Sea Shepherd di avvicinarsi alla Nisshin Maru, la nave fattoria è riuscita così a fuggire lasciando le baleniere più veloci a fronteggiare le navi più grandi e lente di Sea Shepherd. La Gojira non è riuscita ad inseguire subito la Nisshin Maru a causa del ghiaccio.

Sea Shepherd chiede il sostegno di una nave di Greenpeace -parte due-

 Greenpeace ha raccolto numerosi fondi con la “campagna” in difesa delle balene dei Mari Antartici ma non hanno mandato nessuna nave per fermare la flotta di baleniere giapponesi in questi mari dal 2006. Sea Shepherd pensa che Greenpeace abbia l’obbligo morale di usare questi fondi per fermare la caccia alle balene nei Mari Antartici nel modo più efficace ed efficiente possibile.
Sea Shepherd chiede ufficialmente l’assistenza di Greenpeace a collaborare per ottenere la completa cessazione della caccia illegale alle balene attuata dalla flotta di baleniere giapponesi. Anche solo la presenza di una nave di Greenpeace farebbe una grande differenza nel Santuario dei Cetacei dei Mari Antartici. Sea Shepherd è pronto a fornire a Greenpeace le coordinate della flotta delle baleniere e la nave di Greenpeace potrebbe essere sul posto in meno di due settimane.

Sea Shepherd chiede il sostegno di una nave di Greenpeace -parte uno-

 Le navi di Sea Shepherd conservation Society, la Stewve Irwin, la Bob Baker e la Gojira hanno fatto scappare la flotta di baleniere giapponesi dall’inizio della stagione di caccia alle balene. Sea Shepherd può affermare con assoluta certezza che due delle tre baleniere impegnate nella loro caccia illegale alle balene non hanno potuto uccidere nemmeno una balena questa stagione. Le baleniere sono state intercettate prima che potessero iniziare la caccia, re sono state tenute sotto osservazione continua per gli ultimi 13 giorni.
La Nisshin Maru e una baleniera sono dovute fuggire senza nessuna tregua dalla flotta di Sea Shepherd. Sea Shepherd spera che non sia stata presa nessuna balena, comunque resta la possibilità che le baleniere possano aver catturato già una balena o possano farlo anche se in fuga.

Godzilla contro le baleniere giapponesi -parte seconda-

 Le unità della flotta della Sea Shepherd Conservation Society hanno scoperto nell’ultimo giorno del 2010, alle ore 15 circa australiane, le baleniere giapponesi che si trovavano a 1700 miglia dalle coste sud orientali della Nuova Zelanda. Il capitano Paul Watson ha ordinato al Gojira (Godzilla) di proseguire il pattugliamento nella speranza di arrivare alla Nisshin Maru. In zona continuano ad operare anche la Steve Irwin e la Bob Barker, per intercettare e sabotare le baleniere. Gli attivisti della Sea Shepherd Conservation Society agiscono con grande cautela per evitare di essere colpiti e uccisi dal personale armato della Guardia Costiera giapponese che si trova a bordo delle baleniere o di essere speronati dalle navi che cacciano illegalmente le balene, dato che lo scorso anno la flotta della Sea Shepherd Conservation Society ha perso il catamarano Ady Gil, speronato dalla Shonan Maru 2.
Stiamo cercando la nave-fattoria perché se la troviamo possiamo bloccare la caccia alle balene” ha detto Jeff Hansen, il portavoce di Sea Shepherd, ai giornalisti in Australia. “Possiamo salvare da 10 a 12 balene al giorno se riusciamo a bloccare lo scivolo della nave-fattoria, questa nuova imbarcazione (il Godzilla) potrà avere un ruolo determinante nel fermare la flotta di baleniere giapponesi per tutta l’estate”.

Godzilla contro le baleniere giapponesi -parte prima-

 La Sea Shepherd Conservation Society ha scatenato Godzilla contro la flotta di baleniere giapponesi nel tentativo di intercettare le baleniere giapponesi e impedire l’uccisione delle balene.
Il nome dell’imbarcazione veloce e dall’aspetto aggressivo della Sea Shepherd Society è Gojira, il nome del famoso mostro marino risvegliato da un’esplosione atomica del film giapponese degli anni cinquanta, che in inglese è stato tradotto come Godzilla.
L’imbarcazione di 35 metri circa, Gojira (Godzilla), è stata varata a Fremantle in Australia e si è unita alla Steve Irwin e alla Bob Barker a Hobart dove tutte e tre le imbarcazioni hanno iniziato il loro viaggio per le acque dell’Antartide per aspettare l’arrivo della flotta di baleniere giapponesi.
Per fronteggiare il sabotaggio della flotta della Sea Shepherd Conservation Society il Giappone ha dotato ogni singola imbarcazione della flotta delle baleniere di membri armati della Guardia Costiera giapponese.
La Sea Shepherd Conservation Society ha anche un elicottero oltre alla flotta per sabotare la caccia illegale alle balene in acque internazionali della flotta di baleniere giapponesi e nel 2010 è riuscita ad intercettare e bloccare la flotta di baleniere giapponesi prima che uccidessero delle balene, ma non ha raggiunto al nave-fattoria della flotta giapponese, la Nisshin Maru.

In Giappone riparte la caccia alle balene per scopi scientifici

 Sta per partire con l’estate australe la caccia ‘scientifica’ delle baleniere giapponesi nell’Oceano meridionale, con una quota di 1000 grandi cetacei di tre specie. E in Australia e Nuova Zelanda, come in altri paesi, la scorsa settimana si è commemorata la Giornata mondiale contro la caccia alle balene, per protestare contro la caccia in un santuario marino di 50 milioni di kmq attorno all’Antartide.
In Australia gli attivisti del Fondo internazionale per il benessere degli animali (Ifaw) hanno inscenato una macabra protesta nella baia di Sydney: usando tecnologia di luci e suoni hanno fatto comparire sulle acque una balena, poco dopo colpita a morte e dissanguata da un arpione.