Roger Moore e PETA

 L’attore inglese Sir Roger Moore si è di nuove mobilitato assieme a PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) come narratore di un nuovo video che mette in risalto gli abusi sofferti dalle anatre e dalle oche nelle fattorie di produzione del patè di fegato d’oca (foie gras).
Il “foie gras” è un cibo prodotto costringendo gli animali ad essere sottoposti a crudeli abusi per ottenere un cibo ancora oggi considerato prelibato, nonostante sia un cibo grasso e poco indicato in una dieta sana e salutare.
Il “foie gras”, è un termine francese che sta per “fegato grasso d’oca”, è il fegato malato di un’oca o di un’anatra che è stata sovralimentata forzatamente, più volte al giorno, per mezzo di un tubo metallico, lungo 30 cm, infilato in gola e spinto con forza giù fino ad arrivare dentro allo stomaco. Per costringere il suo organismo a produrre il “foie gras”, l’animale deve ingerire un’enorme quantità di mais in pochi secondi. Questo comporta l’aumento delle dimensioni del fegato, di quasi dieci volte superiore rispetto a quelle normali e lo sviluppo di una malattia nell’animale: la steatosi epatica.

Green Hill

 A Montichiari in provincia di Brescia esiste un centro degli orrori dal nome rassicurante e bucolico: “Green Hill”.
Green Hill è un allevamento di animali da vendere ai laboratori che praticano la vivisezione. Gli animali allevati e più venduti sono cani e gatti. Tra i cani più richiesti ci sono i beagle, tipo il cane del capitano Archer dell’Enterprise di Star Trek o tipo quel cane dai superpoteri del film Underdog. I cani di Green Hill sono destinati a morire di una morte lenta, crudele, inutile e dolorosa in nome della ricerca scientifica che tanto scientifica non è.
Nel canile allevamento Green Hill di Montichiari in provincia di Brescia sono presenti oltre 2500 cani beagle destinati alla vivisezione. Questo tipo di allevamenti offrono merce viva da torturare in modo assurdo e crudele a laboratori che praticano la vivisezione e che prendono copiose sovvenzioni pubbliche per testare sostanze già testate da decenni e già annoverate come sicure o non sicure, specialmente per quanto riguarda molte sostanze usate in cosmetica e per i prodotti dell’igiene personale.

Intervista a Hans Ruesch – parte settima

 D: L’Accademia Elvetica delle Scienze Mediche non ha pubblicato un manuale d’etica al fine di proteggere gli animali di laboratorio?
R: Questo si è rivelato come ancora una nuova frode quando si è scoperto che tale organizzazione, dal titolo altisonante – camuffato da “Fondazione” – è stata fondata dall’industria chimica, che la finanzia.
D: Voi allora negate qualsiasi fine filantropico a questa industria?
R: Cosa pensate voi di una industria che scarica sulle popolazioni del terzo Mondo medicamenti che era stata costretta a ritirare dai propri mercati perché ne erano stati scoperti gli effetti letali?

Imprese chimiche
D: Le imprese chimiche non hanno minacciato di dislocarsi all’estero se la vivisezione di animali venisse abolita in Svizzera?
R: È un bluff, per spaventare i politici e la popolazione.

Intervista a Hans Ruesch – parte quinta

 D: Il vaiolo non è stato debellato mediante la vaccinazione?
R: Al contrario. L’Inghilterra, che è stato il primo paese a introdurre l’obbligo della vaccinazione contro il vaiolo nel 19° secolo, è stato anche il primo paese a scoprirne il pericolo e ad abbandonarne l’obbligo già prima della fine dello stesso secolo. Come risultato, durante tutto il 20o secolo l’Inghilterra ha conosciuto meno casi di vaiolo che tutti gli altri paesi dove la vaccinazione era obbligatoria (vedi Imperatrice Nuda, capitolo “Vaccini, confusioni ecc.”).
D: È veramente impossibile stabilire con certezza se una inoculazione ha raggiunto il suo scopo?
R: Per una risposta scientificamente valida, si dovrebbe esporre un folto gruppo d’individui non vaccinati ad un’infezione virulenta e poi confrontarlo con un gruppo equivalente d’individui vaccinati, esposti alla medesima infezione. Evidentemente, non lo si è mai fatto.

Vivisezione, intervista a Hans Ruesch – Parte 4

 D: Quali sono i metodi di ricerca senza animali?
R: Il più importante è l’osservazione clinica, che ha già risolto tanti problemi del passato da parte di medici interessati a scoprire la causa delle malattie, piuttosto che trovare nuovi modi d’infliggerle, come fanno i “ricercatori” odierni. Inoltre, per studiare reazioni a una nuova sostanza, al posto di animali vivi, che reagiscono in modo diverso da noi, si possono utilizzare culture di cellule, di tessuti e di organi umani, disponibili senza limiti da biopsie, operazioni chirurgiche, cordoni ombelicali, placente e così via, che danno risultati molto più affidabili proprio perché sono d’origine umana.

Dogmi
D: Allora perché non si utilizzano più?
R: Perché non c’è ignoranza più tenace di quella dei dotti, prigionieri dei loro dogmi. I nostri ricercatori vivono ancora nel secolo scorso.

Vivisezione, intervista a Hans Ruesch – Parte 3

 D: La situazione è così anche in Europa?
R: Certo. Soprattutto nei paesi dove con la complicità dei governi e delle autorità sanitarie, l’industria chimica è riuscita a imporre a un pubblico superstizioso la fede cieca nei poteri magici della “medicina moderna” come una sorta di nuova religione.

Inganno
D: Vorreste dire che la gente viene ingannata di proposito?
R: Proprio così. Dal potere, per favorire l’onnipossente industria petrolchimica, l’unica al mondo che è ancora più redditizia dell’industria della guerra e non meno letale, anche se i danni che produce sono meno appariscenti perché a lunga scadenza.
D: Come potete fare una simile affermazione?
R: Perché prima o poi ogni guerra finisce, mentre la guerra della medicina istituzionalizzata contro la salute non finisce mai.

Vivisezione, intervista a Hans Ruesch – Parte 2

 D: I test sugli animali non possono dirci, per esempio, se un nuovo farmaco causerà delle deformazioni al feto?
R: Possono solo disinformarci, come è accaduto con il Talidomide – che fu il primo caso, e per questo il più noto e il più clamoroso, di tutti quelli che seguirono. Dopo essere stato testato massicciamente sugli animali per tre anni (secondo la rivista americana Time del 13 febbraio 1962), il talidomide era stato raccomandato specificamente alle donne incinte come un calmante totalmente innocuo.
Dopo la famosa tragedia, i test sugli animali vennero moltiplicati, professatamente con lo scopo di evitare altre tragedie simili, ma con il risultato opposto: da allora i casi di neonati deformi si sono moltiplicati anziché diminuire. (Per ulteriori informazioni, vedi capitolo ”Il caso del Talidomide” in Imperatrice Nuda). D’altra parte, se l’Aspirina fosse stata preventivamente testata sugli animali, questo farmaco, che è il più diffuso e il meno pericoloso, non sarebbe probabilmente mai entrato in uso poiché è mortale per molte specie di animali. Dunque le prove sugli animali possono anche bloccare l’utilizzazione di prodotti utili per l’uomo.

Vivisezione, intervista a Hans Ruesch – Parte 1

 D: Preferireste che si facciano esperimenti sugli esseri umani piuttosto che sugli animali?
R: Al contrario. Vogliamo che si smetta di sperimentare sull’uomo, come viene fatto continuamente, e proprio perché gli esperimenti sugli animali non portano a conclusioni valide.
D: Allora come possiamo creare nuovi farmaci?
R: La vostra domanda presuppone che abbiamo sempre bisogno di nuovi farmaci e che le prove sugli animali ci danno informazioni esatte sui loro effetti. Entrambe le supposizioni sono sbagliate.

Nuovi farmaci
D: Volete dire che non abbiamo bisogno di nuovi farmaci?
R: Solo l’industria farmaceutica ne ha bisogno, per rimpiazzare quelli di cui l’inutilità e pericolosità non possono più essere ignorate.

Herbal Essences sperimenta su animali in gravidanza

 La Herbal Essences produce prodotti per capelli: shampoo, balsami styiling. Nonostante il nome dall’assonanza con ciò che è naturale, ecologico, sano, pulito, i prodotti di Herbal Essences sono poco naturali e molto industriali, dei prodotti di chimica di sintesi, tanto che la ditta avrebbe dovuto chiamarsi “chemical essences”!
Ma non è tutto, la Herbal Essences fa esperimenti su animali vivi e incinta e poi uccide le mamme e i cuccioli se riescono a venire al mondo.
Uno degli elementi chimici presenti nei prodotti della Herbal Essences è stato somministrato ad animali incinta per mezzo dell’alimentazione forzata.

Gabbie anguste e tubo in gola
Ogni animale è stato messo in isolamento in gabbie anguste che hanno provocato loro ulcere ai piedi e molte altre ferite. Ogni giorno per due settimane veniva loro somministrato l’elemento chimico da sperimentare, in dosi differenti, per mezzo di un tubo infilato in bocca per far scendere il prodotto direttamente in gola.