La scelta di un menu “a chilometri zero” degli sposi William e Kate, che privilegia prodotti locali e di stagione, trova concordi il 53 per cento degli italiani che secondo un sondaggio Coldiretti/Swg preferiscono portare in tavola prodotti alimentari locali e artigianali rispetto a quelli globalizzati. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la notizia divulgata dal magazine ecologico ‘Business green’ che ha per primo annunciato la notizia che sul tavolo delle nozze di William e Kate ci sarebbe stato cibo coltivato localmente in modo sostenibile con anche i fiori che saranno di stagione e la torta preparata con ingredienti biologici.
controllo filiera produttiva
Controllo della filiera, in Italia è boom di aziende dotate di certificazione Sa 8000
Se per le aziende la sfida futura è rappresentata dalla sostenibilità e trasparenza della filiera, allora il Bel paese è sulla buona strada. L’Italia, infatti, è il paese al mondo con il numero più alto di imprese provviste della certificazione etica Sa 8000. Lo rivelano i dati del Social accountability accreditation services (Saas), l’ente che presiede al rilascio delle certificazioni nel mondo.
In particolare, la norma Sa (Social Accountability) 8000, standard internazionale elaborato dall’ente americano Sai, contiene nove requisiti sociali orientati all’incremento della capacità competitiva di quelle organizzazioni che volontariamente forniscono garanzia di eticità della propria filiera produttiva e del proprio ciclo produttivo.
Menù di Pasqua: come risparmiare comprando a km 0
Pasqua più cara e, per giunta, nell’ultima settimana del mese, quando gli italiani in genere sono costretti a tirare la cinghia. L’aumento medio dei costi rispetto al 2010 è, secondo Federconsumatori, del 7-8%. Le uova di cioccolata, le vere protagoniste della Pasqua, registrano aumenti dal +4% al +12%. Volano in alto anche i prezzi delle colombe dal +5% al +7%, nonchè quello della carne (dal +4% al +13%). Anche quest’anno ad aumentare di più sono i prodotti che, proprio perché hanno prezzi più accessibili, sono quelli maggiormente consumati da gran parte delle famiglie: il pollo (+10%), il tacchino (+13%) e le uova fresche (+13%).
Ma, avverte l’associazione dei consumatori, “attenzione, è necessario non lasciarsi prendere dall’entusiasmo: carte colorate e confezioni accattivanti sono studiate appositamente per attirare l’attenzione, ma non sempre sono all’altezza del prezzo e del contenuto“.
Nutrire il pianeta: agricoltura sostenibile per sconfiggere la fame nel mondo
Oggi si produce più cibo che mai, ma ancora oltre 900 milioni di esseri umani soffrono la fame. Allo stesso tempo, l’attuale produzione agricola comporta impatti sempre più gravi nei termini di perdita e trasformazione del suolo, impoverimento delle risorse idriche, aumento del riscaldamento globale per l’ampio utilizzo dei combustibili fossili. La soluzione è un’agricoltura meno intensiva, legata alle tradizioni locali e svincolata dai combustibili fossili, in grado di migliorare la lavorazione e lo stoccaggio dei cibi, tutelando l’ambiente e le comunità del posto. Lo dimostra lo State of the World 2011 ‘Nutrire il pianeta‘, il rapporto annuale realizzato dal Worldwatch Institute, presentato a Roma, presso la Luiss Guido Carli, dal Wwf Italia in collaborazione con il Barilla Center for Food and Nutrition. L’edizione italiana del volume è stata curata dal Wwf Italia per Edizioni Ambiente.
Farmer’s market e abusivismo sono due cose diverse
“Il fenomeno e lo sviluppo dei Farmer’s Market nel Lazio non può e non deve essere frenato“. Così Massimo Gargano, presidente regionale della Coldiretti del Lazio. “La parola abusivismo – aggiunge – non può e non deve essere accostata ai nostri Farmer’s Market e rischiare così di stordire i cittadini – consumatori che hanno dimostrato, con i fatti, di essere dalla nostra parte“.
Atteggiamenti denigratori
“Dispiace – prosegue Gargano – registrare atteggiamenti poco costruttivi e denigratori che rispediamo ai mittenti insieme alla consapevolezza di essere nel giusto e alla promessa di continuare a lavorare contro le speculazioni e le sofisticazioni che sono davvero le uniche cose da bloccare“.
Diario Slow Food 2011: la Toscana punta su filiera corta e biodiversità alimentare
”Tra Regione Toscana e Slow Food Toscana intercorre da anni un rapporto di collaborazione fondato sulla condivisione di valori, ideali ed obiettivi comuni per ripondere in maniera attiva alle grandi sfide dell’agricoltura e dell’alimentazione”. Così l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori, sintetizza la pluriennale esperienza di collaborazione fra la Regione stessa e Slow Food Toscana nell’introdurre la 4a edizione del Diario 2011 di Slow Food Toscana.
”Un patrimonio unico – sottolinea l’assessore Salvadori- sul quale la Regione Toscana ha investito molto e sul quale continuerà a investire risorse e impegno politico”. L’assessore regionale rivolge a Slow Food l’augurio di continuare la collaborazione ”in maniera attiva anche nel prossimo futuro”. Il diario, che è stato presentato in Regione, alla presenza della presidente regionale di Slow Food, Raffaella Grana, è stato l’occasione per fare il punto su temi quali la biodiversità, la filiera corta, l’educazione all’alimentazione e del gusto, la rete di Terra madre.
Frutta esotica e fuori stagione in tavola: quanto costa all’ambiente
La frutta esotica conquista le tavole degli italiani. Il consumo di ananas, per esempio, è raddoppiato mentre si è quasi dimezzato quello delle pesche negli ultimi dieci anni, con le banane che sono addirittura diventate il terzo frutto più consumato dagli italiani dopo mele e arance. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della globalizzazione a tavola dalla quale si evidenzia che la frutta straniera rappresenta oggi ben il 15% di quella consumata nonostante l’Italia sia il primo produttore di frutta e verdura in Europa.
Ismea: arriva la newsletter per gli appassionati di biologico
Ismea annuncia l’uscita del primo numero della News Mercati sui prodotti biologici. Il nuovo prodotto editoriale, realizzato per conto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell’ambito del Programma di Azione nazionale per l’agricoltura biologica ed i prodotti biologici, verrà pubblicato ogni mese sul sito www.ismea.it ed inviato via e-mail a tutti coloro che ne faranno richiesta iscrivendosi al ‘Servizio Newsletter’.
Etichette prodotti agroalimentari in dirittura d’arrivo
Il ddl per l’etichettatura obbligatoria dell’origine dei prodotti alimentari approda giovedì prossimo all’Aula della Camera. E’ ormai per così dire “in dirittura d’arrivo” per il ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan anche se dovrà fare un altro passaggio al Senato. Si tratta di un testo molto atteso per tutti gli operatori del settore che hanno a cuore la difesa del made in Italy sui mercati nazionali ed esteri.
Il provvedimento 2260, già approvato dall’Assemblea di Montecitorio a febbraio e poi rimandato in commissione Agricoltura, è stato licenziato venerdì scorso dalla medesima commissione, stralciato dal ddl che conteneva varie misure, dalla competitività delle imprese, alle agevolazioni per le zone svantaggiate, così come l’aveva presentato l’allora ministro Luca Zaia. Oggi viaggia alleggerito, con soli 7 articoli e comprende essenzialmente le parti sulla tracciabilità e l’etichetta d’origine.
Filiera corta e riduzione degli sprechi: il 40 percento del cibo negli ospedali viene sprecato
Il 50% dei pazienti e’ a rischio malnutrizione, benche’ sia stato provato che un’alimentazione sbagliata allunga le degenze dal 15 al 40%. E il 40% del cibo distribuito alle aziende ospedaliere viene sprecato. Questi i numeri diffusi al workshop su ‘Il gusto della salute: l’alimentazione in ambito ospedaliero’, che si e’ tenuto a Viareggio in occasione del Festival della Salute.
Gli appalti alle aziende esterne
A illustrare i dati sull’alimentazione nelle aziende ospedaliere e’ stato Stefano Cencetti, direttore Generale Aou Policlinico di Modena. L’esperto ha sottolineato la necessita’ di considerare le implicazioni sociali, economiche, ambientali e territoriali del consumo dei pasti in ospedale, oltre a quelle legate al benessere dei pazienti.
Ad oggi, il 94% delle aziende sanitarie italiane si affida a ditte esterne per il servizio di refezione.