Il sottobosco delle foreste dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano è popolato da numerose specie botaniche che ne caratterizzano la biodiversità, tra le quali ricordiamo felci, rovi, rose canine, ciclamini, funghi eduli e velenosi. Sui pendii esposti al sole crescono i perastri, i melastri, i biancospini attorniati da cespugli di lentisco, ginepro, timo, rovi, fichi d’India ed il particolare “albero dei diavolo”, il carrubo.
Nella zona pedemontana dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano la vegetazione cambia radicalmente e così la sua biodiversità, predomina la steppa, ricca di fichi d’India, asfodeli, ferule, euforbie, iris; qui cresce un fungo molto particolare il Pleurotus eryngii. Il tutto è interrotto qua e là da oliveti, mandorleti, vigneti e campi di grano.
Aree Protette e Parchi
Parco Nazionale del Gargano -3-
Le zone umide dell’area protetta del Parco Nazionale del GarganoGargano e della Capitanata da sempre hanno suscitato un notevole interesse negli studiosi e negli appassionati, ponendosi fra le più importanti d’Italia oltre che per la biodiversità, per la varietà di ambienti anche per la posizione strategica sulle rotte migratorie degli uccelli acquatici tra l’Africa e l’Europa centro-orientale. Già nel Tredicesimo secolo l’Imperatore Federico II di Svevia rimase affascinato da questi ambienti palustri che gli ispirarono il famoso trattato “De arte venandi cum avibus”. L’area protetta del Parco Nazionale del Gargano ricopre un’estensione di circa 121.118 ettari, al cui interno ritroviamo una serie di habitat unici nel loro genere che conservano la loro specifica biodiversità.
Parco Nazionale del Gargano -2-
La Foresta Umbra costituisce l’ambiente più rappresentativo delle aree interne dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano, è un residuo della primigenia e millenaria selva del promontorio.
A dispetto delle devastazioni e dei dissennati disboscamenti degli ultimi tre secoli che hanno reso spoglie del manto forestale le pendici collinari e montane del Gargano, la Foresta ha conservato quasi intatto il suo maestoso e imponente rigoglio vegetativo con ricca varietà di specie e forme alborie e arbustive e la sua biodiversità. Le attribuzioni del nome alla Foresta Umbra si perdono nella notte dei tempi e tutte, se pur accettabili, sono insufficientemente comprovabili e non forniscono una chiara lettura della denominazione.
Parco Nazionale del Gargano -1-
Il promontorio del Gargano costituisce, dal punto di vista biologico, un’isola, separata dal resto della penisola dalla piana del Tavoliere delle Puglie, un luogo dove la biodiversità è varia e tutelata. Di natura calcarea, è ricco di forme carsiche, come grotte e doline. In origine ll promontorio era completamente coperto da foreste, ormai ridotte a circa il 15 per cento della superficie originaria, tra cui va segnalata la Foresta Umbra. L’area protetta del Parco Nazionale del Gargano tutela una eccezionale biodiversità, una eccezionale concentrazione di habitat diversi, che vanno dalle coste alte e rocciose, ai valloni caldi del versante meridionale, ricchi di specie rare ed endemiche di piante ed animali, alle faggete centrali situate ad una quota (300 m s.l.m.) assai più bassa del normale (circa 1000 m s.l.m.) e ricche di esemplari plurisecolari, alle pinete mediterranee di pino d’Aleppo, anch’esso presente con esemplari di oltre 500 anni di età.
Parco Nazionale del Circeo, l’isola di Zannone
Nell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo si trova l’Isola di Zannone che fa parte dell’Arcipelago delle Isole Ponziane, con Ventotene, Ponza, Palmarola, Santo Stefano e Gavi. E’ la più settentrionale di tutte e solo la terz’ultima per estensione (103 ettari, pari a 0,9 km² circa). Zannone è l’unica, tra tutte le isole ponziane, ad essere costituita, oltre che da rocce vulcaniche, anche da rocce metamorfiche e sedimentarie risalenti a oltre 200 milioni di anni fa.
Grazie alla sua notevole rilevanza naturalistica e alla sua tipica biodiversità, nel 1979 è entrata a far parte dell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo, diventandone geograficamente l’appendice insulare. Se pure di piccola estensione Zannone presenta, infatti, interessanti endemismi floristici e faunistici, preservati nell’arco dei secoli, grazie alla scarsissima antropizzazione che ha permesso di mantenere intatta la sua biodiversità.
Parco Nazionale del Circeo, le zone umide
A ridosso e parallelamente alla Duna Litoranea dell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo, si sviluppa un ambiente umido e lagunare costituito da quattro laghi costieri in successione, il Lago di Sabaudia o di Paola, il lago di Caprolace, il Lago dei Monaci e il Lago di Fogliano, e da Zone Umide, stagionalmente allagate ricche di una caratteristica biodiversità.
I laghi e le Zone Umide circostanti costituiscono il più importante ecosistema palustre d ‘Italia e formano un complesso territoriale dichiarato “Zona Umida di Interesse Internazionale” ai sensi della Convenzione di Ramsar (Iran 1971).
La localizzazione del Parco Nazionale del Circeo in un area geografica che coincide con le principali rotte migratorie, infatti, rende quest’area protetta particolarmente adatta alla sosta di molte specie di uccelli.
Parco Nazionale del Circeo, il promontorio
In qualsiasi punto della Pianura Pontina vi troviate e in qualunque direzione stiate andando, sarà difficile per il vostro sguardo non imbattersi nel Promontorio del Circeo, un rilievo calcareo alto 541 mt, icona stessa del Parco Nazionale del Circeo, con un profilo che da sempre scatena la fantasia umana, facendone nel corso dei secoli, dimora di dei, maghe ed eroi.
Secondo la tradizione, Ulisse sarebbe entrato con la sua nave nell’odierna Cala dei Pescatori sul lago di Paola, per poi rimanere vittima della Maga Circe, il cui profilo sarebbe ancora oggi visibile nella sagoma della montagna.
Il Promontorio dell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo è l’elemento paesaggistico più caratterizzante di tutta l’area pontina. Il suo versante interno, chiamato “quarto freddo”, ospita una fitta foresta termofila con tutta la sua tipica biodiversità.
Parco Nazionale del Circeo, la foresta
Quella che oggi, nell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo, è conosciuta come Selva di Circe, è uno dei pochi esempi meglio conservati e più estesi di foresta planiziaria, ossia di pianura, esistente in Italia. La foresta dell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo si estende per circa 3.300 ettari e mantiene molte peculiarità della Selva di Terracina, l’antica foresta costiera che, prima della scellerata bonifica degli Anni Trenta, occupava oltre 11.000 ettari.
Nella Foresta del Parco Nazionale del Circeo troviamo diversi tipi di vegetazione che ospitano una biodiversità rigogliosa, a seconda delle condizioni microambientali del territorio.
Parco Nazionale del Circeo, la costa
Lungo la costa facente parte dell’area protetta, dalle falde calcaree del Promontorio e per 25 Km verso nord, fino a Capo Portiere, si sviluppa la Duna Litoranea del Parco Nazionale del Circeo, con la sua caratteristica forma a mezzaluna. La Duna costiera del Parco è uno ambiente unico, con la sua biodiversità unica, in Italia e per questo è tutelato dall’Unione Europea. La spiaggia è formata da sabbie sottili e alle sue spalle si innalza il cordone delle dune, che raggiunge altezze anche di 27 metri.
La porzione di duna che si affaccia direttamente sul mare è detta battigia, questa parte dell’area protetta del Parco Nazionale del Circeo è battuta dalle onde sino al raggiungimento di uno scalino che viene chiamato berna di tempesta.
La porzione di duna che non viene di solito raggiunta dalle onde è chiamata avanduna, anch’essa è fortemente esposta alla forza del vento carico di saldine.
Parco Nazionale del Circeo
Il Parco Nazionale del Circeo si trova lungo la costa tirrenica dei Lazio meridionale, circa 100 km a sud di Roma, nel tratto di litorale compreso tra Anzio e Terracina, il Parco Nazionale del Circeo si estende per circa 8.500 ettari interamente in provincia di Latina nell’ambito dei territori comunali di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e, per la parte insulare dell’Isola di Zannone, Ponza.
Grazie alla sua istituzione, avvenuta quando l’intera area pontina era sottoposta ai radicali interventi di prosciugamento ed appoderamento della Bonifica Integrale, venne evitato il totale disboscamento dell’antica “Selva di Terracina” di cui una piccola porzione risparmiata dal taglio costituì, insieme al Lago di Sabaudia, alla Duna Litoranea ed al Promontorio del Circeo, la prima configurazione territoriale del Parco Nazionale del Circeo che, con vari successivi provvedimenti ha via via modificato la quantità, con variazioni territoriali, e la qualità, con l’istituzione di Riserve Naturali e con dei riconoscimenti internazionali di valore ambientale, della base territoriale dell’intera area protetta del parco.