Heidi l’opossum strabico debutta in TV

 Dopo la grande popolarità sul Web e il ruolo di indovino per la notte degli Oscar, l’opossum strabico Heidi si prepara a debuttare sul piccolo schermo. Il simpatico animaletto dello zoo di Lipsia, infatti, sarà protagonista della nuova stagione della serie tv tedesca “Veterinario Dr. Mertens”, trasmessa sulla tv pubblica ARD. In base a quanto rivelano i tabloid tedeschi, Heidi interpreterà se stessa e le sue scene saranno girate direttamente nella sua tana dello zoo. Questo animale marsupiale, che vanta centinaia di migliaia di fan su Facebook, è la nuova star del regno animale tedesco, che già aveva visto sugli scudi l’orso Knut e il polpo indovino Paul.

Corso di primo soccorso fauna selvatica e fauna domestica “non convenzionale”

 Presso l’ARF, Associazione Recupero Fauna, torna il corso di primo soccorso fauna selvatica e fauna domestica “non convenzionale”. Questo corso è rivolto a tutti coloro che vogliono apprendere le tecniche di primo soccorso su animali selvatici e animali domestici “non convenzionali”, animali come uccelli, mammiferi e rettili selvatici e come intervenire in caso di soccorso di tutti quegli animali da compagnia meno comuni, definiti animali domestici “non convenzionali” come cani della prateria, degu, ghiri africani, petauri, cincillà, iguane.
Il corso si terrà sei lezioni: la prima e la seconda lezione si terranno il 16 e il 17 aprile 2011; la terza e quarta lezione si terranno il 7 e l’8 maggio 2011; la quinta e sesta lezione si terranno il 21 e il 22 maggio.

Rinomurena

 La rinomurena, Rhinomuraena quaesita, è un pesce d’acqua salata appartenente alla famiglia Muraenidae, sottofamiglia Muraeninae, dell’ordine delle Anguilliformi.
La rinomurena abita le barriere coralline e le lagune degli atolli dell’Indo-Pacifico. E’ un animale marino particolarmente diffuso in Polinesia francese, Nuova Caledonia, Filippine, Indonesia, Giappone e Africa Orientale.
Il corpo della rinomurena è tipicamente anguilliforme, è tubolare e molto allungato. La testa di questo animale marino è appuntita, la bocca ampia. Il mento della rinomurena è fornito di 3 piccoli barbigli. Le narici sono tubolari e terminano formando una curiosa escrescenza di forma fogliare.

Celacanto

 Il celacanto (dal greco coilia (κοιλιά), “vuoto”, e acanthos (ἄκανθος), “spina”) è un pesce appartenente alla famiglia dei Latimeriidi. Il celacanto è un rappresentante della più antica linea evolutiva di pesci che si conosca.
Il celacanto è, tra gli animali marini, un pesce di grosse dimensioni e può arrivare fino ai due metri di lunghezza e gli 80 Kg. di peso. Vive in media 60 anni, preferisce nuotare in profondità e predilige andare a caccia durante la notte. Si nutre di anguille, razze, piccoli squali e calamari. Questo pesce, tra tutti gli animali marini, nuota in modo particolare, in quanto muove le pinne a coppia, o le due anteriori, le pettorali o le due posteriori le pelviche. Le femmine hanno un periodo di gestazione di tre anni.

Possum

 I possum sono dei Falangeriformi (Phalangeriformes), un sottordine dei Diprotodonti (Diprotodontia). Il sottordine comprende 64 specie di marsupiali nativi dell’Australia, Nuova Guinea e Sulawesi, sono oggi state introdotte in Nuova Zelanda e in Cina.
I possum sono dei quadrupedi diprodonti marsupiali dalle lunghe code.
Il nome comune deriva dalla loro somiglianza con l’opossum americano e, al contrario di altri nomi dati a specie australiane, questa somiglianza è confermata dai fatti: infatti le due famiglie hanno ascendenti comuni. Il possum è dotato di grosse ghiandole dietro le orecchie che sono responsabili del suo sgradevole odore.
Il più piccolo possum, o meglio il più piccolo diprodonte marsupiale è il Possum Pigmeo (Cercartetus lepidus) , un adulto misura in totale, testa più corpo, 70mm e pesa 10g che vive nella Tasmania. Il possum più grande è l’Orso Cuscus (Ailurops ursinus) che può pesare più di 7kg che vive nel Sulawesi.

Scoperto un nuovo tipo di coccodrillo preistorico -parte seconda-

 Il nuovo animale preistorico scoperto, il Neptunidraco ammoniticus, è il più antico rappresentante della famiglia dei metriorinchidi ( Metriorhynchidae), una specie di antichi coccodrilli marini che hanno abitato gli oceani per circa trenta milioni di anni prima di estinguersi. Questi rettili arcosauri simili a coccodrilli sono vissuti tra il Giurassico inferiore e il Cretaceo inferiore (190-120 milioni di anni fa). I loro resti sono stati rinvenuti in Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Russia, Cuba, Messico, Argentina e Cile.
Questi animali furono l’unico gruppo di arcosauri ad adattarsi completamente all’ambiente acquatico. Il corpo dei metriorinchidi divenne particolarmente allungato e del tutto sprovvisto dell’armatura dermica tipica dei crocodilomorfi; un adattamento, questo, per garantire una migliore idrodinamicità. Il muso era allungato e sottile, dotato di mascelle con denti acuminati, ma la caratteristica più distintiva dei metriorinchidi erano le zampe trasformate in vere e proprie pagaie; queste venivano utilizzate dall’animale per direzionarsi durante il nuoto. Il paio posteriore era relativamente allungato e strutturalmente simile a quello degli odierni coccodrilli.

Scoperto un nuovo tipo di coccodrillo preistorico -parte prima-

 Uno studio recente afferma che i fossili trovati in alcune lastre di calcare destinate a diventare dei piano da lavoro per le cucine italiane, sono quelli di una nuova specie di coccodrillo preistorico. I fossili erano stati trovati in un blocco di pietra calcarea della ditta della famiglia Pasini a Portomaggiore in provincia di Ferrara in Italia nel 1955 dopo che gli operai hanno tagliato un grande blocco di pietra in quattro lastre e hanno trovato le ossa intrappolate nella pietra. Il blocco di pietra calcarea proviene dalle cave di Sant’Ambrogio di Valpolicella, vicino a Verona. Nelle lastre si notano molto bene i denti e le robuste mandibole dell’antico animale preistorico e alle estremità delle lastre si notano alcuni frammenti più squadrati: le vertebre del collo del Neptunidraco ammoniticus. Un primo sopralluogo permette di identificare quei resti frammentari fossili come parte del cranio di un antico coccodrillo marino vissuto nel Giurassico, il Neptunidraco ammoniticus.
Quando il proprietario ha visto le ossa ha deciso di mettere da parte le lastre”, ha detto il co-autore dello studio Federico Fanti, un geologo del Museo Geologico Giovanni Capellini in Italia.

Il Baiji, il delfino dello Yangtze -parte seconda-

 Il lipote ha un corpo delle dimensioni di un essere umano, ha occhi piccoli e un rostro lungo e stretto. Il colore del manto del baiji sembra bianco o grigio se visto da una certa distanza, ma da vicino è grigio-bluastro scuro sul dorso e sfuma verso un bianco grigiastro sul ventre. La pinna dorsale del lipote è di forma triangolare e bassa, mentre le pinne pettorali sono larghe e piuttosto arrotondate.
Si pensa che i baiji si accoppino nella prima parte dell’anno dato che la stagione dove era avvistato il maggior numero di piccoli di lipote era da febbraio ad aprile. E’ stato determinato un tasso di natalità del 30%, la gestazione della femmina di lipote è di dieci, undici mesi e partoriscono un piccolo alla volta. L’intervallo fra una nascita e l’altra è di due anni.
I piccoli di lipote alla nascita misurano 80-90 cm circa e vengono accuditi dai genitori dagli otto ai venti mesi. I maschi raggiungono la maturità sessuale all’età di quattro anni e le femmine all’età di sei anni. I maschi maturi misurano circa 2,3 metri e le femmine 2,5 metri. Il più lungo esemplare di lipote misurava 2,7 metri. Il baiji pesa dai 135 ai 230 chili e vive in media 24 anni allo stato selvatico.

Il Baiji, il delfino dello Yangtze -parte prima-

 Il lipote (Lipotes vexillifer Miller, 1918), in cinese baiji, è un delfino di acqua dolce che popolava le acque del fiume Yangtze in Cina. Il lipote è stato dichiarato estinto nel 2006 a causa dell’industrializzazione selvaggia della Cina e dell’uso intensivo del fiume come via di trasporto, fonte per le centrali idroelettriche e per le tecniche invasive di pesca. Il lipote è stato la prima specie di mammifero acquatico ad essere dichiarata estinta dopo il Leone di Mare giapponese e la foca monaca del Mare dei Caraibi negli anni 1950. Il baiji è stata la prima specie di cetaceo ad essere dichiarata estinta a causa dell’influenza dell’essere umano. Il danno irreparabile è stato causato dalla costruzione dell’immensa Diga delle Tre Gole, che ha isolato i lipoti condannandoli a fine certa. Ad agosto del 2007 le riprese effettuate da Zeng Yujiang mostrano un grande animale acquatico bianco che nuota nel fiume Yangtze. Anche se Wang Kexiong dell’istituto di Idrobiologia dell’Accademia Cinese delle Scienze ha confermato che l’animale ripreso nel video è molto probabilmente un baiji, la presenza di un solo animale, inoltre di età avanzata, non è abbastanza per dichiarare una specie salva dall’estinzione. L’ultimo esemplare vivente in acquario di lipote è stato Qi Qi, morto nel 2002.

Il Pipistrello dalla coda corta della Nuova Zelanda

 Il Pipistrello dalla coda corta della Nuova Zelanda (Mystacina tuberculata Gray, 1843) è un chirottero della famiglia dei Mystacinidae. In Maori si chiama Pekapeka-tou-poto ed è uno delle due specie di pipistrelli dalla coda corta della famiglia dei Mystacinidae endemica della Nuova Zelanda. L’altra specie di Pipistrello dalla coda corta il Mystacina robusta pare sia stato avvistato l’ultima volta nel 1965.
Si divide in tre sottospecie: il Pipistrello dalla coda corta di Kauri Forest, trovato solo in due siti della regione del Northland e uno su Little Barrier Island; il Pipistrello dalla coda corta dell’Altopiano Vulcanico, conosciuto a Northland, nella parte centrale dell’Isola del Nord e a Taranaki; e il Pipistrello dalla coda corta del sud, Mystacina tuberculata tuberculata, trovato sull’Isola di Codfish e nel nordovest delle aree di Nelson e di Fiordland.
Le ali del Pipistrello dalla coda corta possono essere ripiegate in tasche laterali. Le orecchie sono grandi e appuntite, le zampe corte e muscolose e le dita terminano con artigli arcuati e appuntiti, usati per aggrapparsi alla corteccia degli alberi. La lunghezza è tra 5 e 6 cm, il peso tra 12 e 15 g.