Domenica 20 marzo 2011, un cigno nero è stato trovato dai carabinbieri del Nucleo radio mobile di Roma sulla carreggiata esterna del Grande Raccordo Anulare, quasi all’altezza della Cassia. I militari hanno visto l’animale, probabilmente ferito alle ali, mentre stava attraversando la carreggiata.
I carabinieri, dopo aver salvato il cigno nero, lo hanno portato alla Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU).
Il Cigno nero (Cygnus atratus Latham, 1790), è un uccello acquatico, della famiglia delle Anatidae.
Questo animale è originario dell’Australia, dove nidifica in consistenti colonie. Vive nei pressi dei grandi laghi in acque poco profonde e nelle paludi d’acqua dolce e salmastra, spingendosi fino agli estuari dei fiumi.
animali selvatici
La donna che salva i cavalli
In paese, a Montereale Valcellina, provincia di Pordenone, la chiamano “la pazza Signora dei Cavalli”. Lei confessa di essere orgogliosa del soprannome, e lascia dire.
Evelyne Zedan, 55 anni, è una donna con accento tedesco che accoglie questi nobili animali quando non hanno più un posto dove andare a finire tranne che il macello. Evelyne è qui dall’87, sa di essere considerata quanto meno stravagante, perché accoglie i cavalli scartati, destinati al macello, feriti, malati, “inutili”. Il suo motto è “diamo loro una seconda possibilità”. E qualche volta ce l’hanno davvero. Molti di questi nobili animali riescono a guarire. Vivono nell’isola felice del Zedan Ranch, un’Associazione Onlus dal 2007, dove arrivano per vie non convenzionali, passaparola, segnalazioni pietose.
Gli animali e l’arrivo dei terremoti
Gli animali possono prevedere le catastrofi ambientali? La domanda ce la siamo posta tutti prima o poi ed il terribile terremoto in Giappone rende attualissimo l’interrogativo. Già nel più lontano passato storici e filosofi attribuivano agli animali la capacità di prevedere con ore o giorni di anticipo terremoti, inondazioni e altri eventi naturali.
Anche in tempi più recenti molti serissimi scienziati si sono occupati del problema ed in alcuni casi pare ci siano prove concrete di questo dono. Pare, ad esempio, che sia dimostrata la inspiegabile scomparsa dei rospi in amore nella zona de L’Aquila pochi giorni prima che si verificasse il disastroso terremoto che l’avrebbe devastata.
Corso di primo soccorso fauna selvatica e fauna domestica “non convenzionale”
Presso l’ARF, Associazione Recupero Fauna, torna il corso di primo soccorso fauna selvatica e fauna domestica “non convenzionale”. Questo corso è rivolto a tutti coloro che vogliono apprendere le tecniche di primo soccorso su animali selvatici e animali domestici “non convenzionali”, animali come uccelli, mammiferi e rettili selvatici e come intervenire in caso di soccorso di tutti quegli animali da compagnia meno comuni, definiti animali domestici “non convenzionali” come cani della prateria, degu, ghiri africani, petauri, cincillà, iguane.
Il corso si terrà sei lezioni: la prima e la seconda lezione si terranno il 16 e il 17 aprile 2011; la terza e quarta lezione si terranno il 7 e l’8 maggio 2011; la quinta e sesta lezione si terranno il 21 e il 22 maggio.
Vietnam, mobilitazione di massa per salvare una tartaruga gigante
Luci puntate sul salvataggio di una tartaruga gigante malata nel lago Hoan Kiem di Hanoi, in Vietnam. Si tratta di uno dei 4 esemplari della specie “Rafetus Swinhoe” nel mondo. Ma per capire il perché così tanta gente, tra cui naturalisti e agenti delle forze di sicurezza, è così impegnata in questo salvataggio si deve tener conto del credo della popolazione, convinta che questo animale selvatico rappresenti lo spirito sacro della nazione.
La leggenda vuole che una tartaruga gigante come quella in pericolo nel lago vietnamita abbia salvato il re Le Loi regalandogli una spada magica con la quale egli fu in grado di sconfiggere l’invasione cinese nel 1427 e così fondare la sua dinastia. La tartaruga veterana simboleggia questo capitolo della storia vietnamita che si impara già da bambini a scuola.
Moria di insetti impollinatori: sotto accusa pesticidi e agrofarmaci
Non un allarme estemporaneo ma un fenomeno che non si arresta quello della moria di insetti impollinatori, a partire dalle api e dalle farfalle, queste ultime di sono addirittura dimezzate negli ultimi 5-6 anni. Sotto accusa “la contaminazione dell’ambiente da parte di agrofarmaci e pesticidi soprattutto quelli di ultima generazione che hanno un impatto più subdolo rispetto a quelli più ‘vecchi’, perché danno una mortalità non immediata ma di tipo cronico“, spiega all’ADNKRONOS Marco Lodesani, direttore del Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (Cra).
Un problema dunque che, nonostante le diverse misure ‘preventive’ – il nostro ministero dell’Agricoltura ha deciso di vietare l’uso di insetticidi neonicotinoidi nella concia dei semi di mais – “esiste, e non riguarda solo le api, ma molti altri insetti di cui però non si parla“, spiega l’esperto.
Allocco -3-
I giovani dell’allocco non volano se non quando sono sicuri e solo su brevi distanze, ma, in autunno, quando sono in cerca di un proprio territorio, vagano in parecchie direzioni, allontanandosi fino a oltre 200 km dal luogo d’origine. Questo uccello rapace notturno ha bisogno in media di 60 g di cibo al giorno, pur riuscendo a consumarne fino a 170 g. La dieta di questo animale selvatico comprende 45 specie di mammiferi e un centinaio di uccelli.
Ciascuna delle due borre, della dimensione di 48 mm di lunghezza e 24 di larghezza, che questo uccello rapace notturno rigetta ogni giorno, mentre caccia, contiene ciò che rimane dei suoi pasti: da 2 fino a 5 prede e talora fino a 8 o 9. In quarantott’ore un allocco particolarmente ingordo può produrre quattro borre con i resti di 20 arvicole e 3 topi selvatici.
Allocco -2-
Il periodo riproduttivo di questo uccello rapace notturno va da marzo a giugno. Durante la cova la femmina di questo uccello rapace resta nel nidi e il maschio va a procurarsi il cibo. L’allocco è un uccello che depone mediamente da due a quattro uova, ad intervalli non regolari e fa solo una covata. L’incubazione dura un mese, i piccoli di allocco iniziano a volare dopo 5 settimane dalla schiusa. Per raggiungere l’autosufficienza questo animale selvatico ha bisogno di 4 mesi.
Se la stagione è brutta e il cibo scarseggia, il maschio di questo uccello rapace non può tornare molto spesso al nido e anche la femmina può essere costretta ad abbandonarlo. Se la femmina di allocco è costretta ad abbandonare il nido e non può tornare in tempo per la cova, le uova si possono raffreddare e non arriveranno mai alla schiusa. In condizioni normali le uova di questo animale selvatico si schiudono a intervalli di pochi giorni, in modo che il primo nato sarà il più grosso, mentre l’ultimo il più piccolo.
Allocco -1-
L’allocco, Strix aluco L. 1758, è un uccello rapace della famiglia degli Strigidi, un gufo. L’allocco è il più comune e ampiamente diffuso degli Strigidi europei; in Italia si trova ovunque, tranne che in Sardegna. Questo rapace notturno si distingue dal barbagianni per le dimensioni maggiori e il colore complessivamente molto più scuro. E’ un uccello è stanziale e strettamente notturno, vive in zone boschive miste di conifere e di caducifoglie. L’allocco non costruisce alcun nido ma utilizza cavità di ogni genere negli alberi e nelle rovine, spesso occupa anche tane di tasso e di coniglio. Questo animale selvatico è un rapace notturno dalla testa grossa e tondeggiante, presenta dischi facciali bruno-grigiastri. Gli occhi di questo uccello sono neri, a differenza degli altri Strigidi, e non possiede i ciuffi auricolari, quei “cornetti” che caratterizzano molti altri gufi, il piumaggio è bruno fulvo o marrone-grigio nella parte superiore, macchiettato e striato, e bianco con strisce e macchie marroni nella parte inferiore.
E’ nato prima l’uovo o la gallina?
In occasione delle vacanze di Pasqua 2011, il Bioparco di Roma organizza cinque giornate tematiche rivolte alle famiglie. Bambini, ragazzi, e le loro famiglie potranno dedicarsi alla pratica e alla scoperta di attività e laboratori alla scoperta dei segreti della natura, degli animali domestici e selvatici e delle loro uova.
Il 21, 22, 23, 26 e 27 aprile 2011 dalle ore 11.00 alle ore 17.00 presso la Sala degli Elefanti si svolgeranno laboratori interattivi per scoprire ogni più piccolo segreto sulle uova degli animali domestici e selvatici dedicati a bambini e ragazzi ma anche alle loro famiglie.
Nel prendere parte alle attività, le famiglie rimarranno sorprese nello scoprire che esistono tanti tipi di uova, grandi, piccole, lisce o rugose; possono essere bianche, colorate o a macchie; con il guscio o senza guscio; le fanno gli uccelli ma anche i rettili, gli anfibi, i pesci e i mammiferi!