Il coguaro orientale è stato dichiarato ufficialmente estinto

 Mercoledì 2 marzo 2011 il Fish and Wildlife Service (Servizio della Pesca e della Fauna Selvatica) degli Stati Uniti ha annunciato che il coguaro orientale, il Puma concolor couguar, è ufficialmente estinto. Un altro splendido animale selvatico che entra nella ormai troppo lunga lista degli animali selvatici estinti principalmente a causa dell’eccessiva antropizzazione e dello scarso rispetto per l’ambiente.
Il coguaro orientale o Puma concolor couguar, è una sottospecie della vasta famiglia dei coguari ed è una specie minacciata di estinzione sin dal 1973. Dopo un’indagine formale il Fish and Wildlife Service ha concluso che il coguaro orientale è molto probabilmente estinto sin dal 1930.

Scoperto un nuovo tipo di coccodrillo preistorico -parte terza-

 Le forme più note, come Metriorhynchus, sono vissute tra il Giurassico medio e superiore e raggiungevano una lunghezza di tre metri. Tra le altre forme ben note, da ricordare Geosaurus, i cui resti fossili includono esemplari perfettamente conservati, e Dakosaurus, stranamente dotato di un muso corto e dai denti robustissimi. L’ultima forma ben nota, Enaliosuchus, risale al Cretaceo inferiore, circa 120 milioni di anni fa. Il Neptunidraco ammoniticus era diverso dai coccodrilli di oggi: era un animale marino, e non semi-acquatico, e probabilmente saliva sulla terraferma ben di rado. Era lungo circa 4 metri, con un corpo di forma idrodinamica e una coda più simile alla pinna di uno squalo che alla coda di un coccodrillo.
Si sospetta inoltre che il Neptunidraco ammoniticus fosse dotato di pinne. “Era così ben adattato alla vita marina che gli era impossibile sopravvivere fuori dall’acqua” spiega Andrea Cau, co-autore della ricerca e paleontologo dell’Università di Bologna. “Per certi versi, era più simile ad un delfino che ad un coccodrillo“.

Scoperto un nuovo tipo di coccodrillo preistorico -parte seconda-

 Il nuovo animale preistorico scoperto, il Neptunidraco ammoniticus, è il più antico rappresentante della famiglia dei metriorinchidi ( Metriorhynchidae), una specie di antichi coccodrilli marini che hanno abitato gli oceani per circa trenta milioni di anni prima di estinguersi. Questi rettili arcosauri simili a coccodrilli sono vissuti tra il Giurassico inferiore e il Cretaceo inferiore (190-120 milioni di anni fa). I loro resti sono stati rinvenuti in Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Russia, Cuba, Messico, Argentina e Cile.
Questi animali furono l’unico gruppo di arcosauri ad adattarsi completamente all’ambiente acquatico. Il corpo dei metriorinchidi divenne particolarmente allungato e del tutto sprovvisto dell’armatura dermica tipica dei crocodilomorfi; un adattamento, questo, per garantire una migliore idrodinamicità. Il muso era allungato e sottile, dotato di mascelle con denti acuminati, ma la caratteristica più distintiva dei metriorinchidi erano le zampe trasformate in vere e proprie pagaie; queste venivano utilizzate dall’animale per direzionarsi durante il nuoto. Il paio posteriore era relativamente allungato e strutturalmente simile a quello degli odierni coccodrilli.

Scoperto un nuovo tipo di coccodrillo preistorico -parte prima-

 Uno studio recente afferma che i fossili trovati in alcune lastre di calcare destinate a diventare dei piano da lavoro per le cucine italiane, sono quelli di una nuova specie di coccodrillo preistorico. I fossili erano stati trovati in un blocco di pietra calcarea della ditta della famiglia Pasini a Portomaggiore in provincia di Ferrara in Italia nel 1955 dopo che gli operai hanno tagliato un grande blocco di pietra in quattro lastre e hanno trovato le ossa intrappolate nella pietra. Il blocco di pietra calcarea proviene dalle cave di Sant’Ambrogio di Valpolicella, vicino a Verona. Nelle lastre si notano molto bene i denti e le robuste mandibole dell’antico animale preistorico e alle estremità delle lastre si notano alcuni frammenti più squadrati: le vertebre del collo del Neptunidraco ammoniticus. Un primo sopralluogo permette di identificare quei resti frammentari fossili come parte del cranio di un antico coccodrillo marino vissuto nel Giurassico, il Neptunidraco ammoniticus.
Quando il proprietario ha visto le ossa ha deciso di mettere da parte le lastre”, ha detto il co-autore dello studio Federico Fanti, un geologo del Museo Geologico Giovanni Capellini in Italia.

Il Baiji, il delfino dello Yangtze -parte seconda-

 Il lipote ha un corpo delle dimensioni di un essere umano, ha occhi piccoli e un rostro lungo e stretto. Il colore del manto del baiji sembra bianco o grigio se visto da una certa distanza, ma da vicino è grigio-bluastro scuro sul dorso e sfuma verso un bianco grigiastro sul ventre. La pinna dorsale del lipote è di forma triangolare e bassa, mentre le pinne pettorali sono larghe e piuttosto arrotondate.
Si pensa che i baiji si accoppino nella prima parte dell’anno dato che la stagione dove era avvistato il maggior numero di piccoli di lipote era da febbraio ad aprile. E’ stato determinato un tasso di natalità del 30%, la gestazione della femmina di lipote è di dieci, undici mesi e partoriscono un piccolo alla volta. L’intervallo fra una nascita e l’altra è di due anni.
I piccoli di lipote alla nascita misurano 80-90 cm circa e vengono accuditi dai genitori dagli otto ai venti mesi. I maschi raggiungono la maturità sessuale all’età di quattro anni e le femmine all’età di sei anni. I maschi maturi misurano circa 2,3 metri e le femmine 2,5 metri. Il più lungo esemplare di lipote misurava 2,7 metri. Il baiji pesa dai 135 ai 230 chili e vive in media 24 anni allo stato selvatico.

Il Baiji, il delfino dello Yangtze -parte prima-

 Il lipote (Lipotes vexillifer Miller, 1918), in cinese baiji, è un delfino di acqua dolce che popolava le acque del fiume Yangtze in Cina. Il lipote è stato dichiarato estinto nel 2006 a causa dell’industrializzazione selvaggia della Cina e dell’uso intensivo del fiume come via di trasporto, fonte per le centrali idroelettriche e per le tecniche invasive di pesca. Il lipote è stato la prima specie di mammifero acquatico ad essere dichiarata estinta dopo il Leone di Mare giapponese e la foca monaca del Mare dei Caraibi negli anni 1950. Il baiji è stata la prima specie di cetaceo ad essere dichiarata estinta a causa dell’influenza dell’essere umano. Il danno irreparabile è stato causato dalla costruzione dell’immensa Diga delle Tre Gole, che ha isolato i lipoti condannandoli a fine certa. Ad agosto del 2007 le riprese effettuate da Zeng Yujiang mostrano un grande animale acquatico bianco che nuota nel fiume Yangtze. Anche se Wang Kexiong dell’istituto di Idrobiologia dell’Accademia Cinese delle Scienze ha confermato che l’animale ripreso nel video è molto probabilmente un baiji, la presenza di un solo animale, inoltre di età avanzata, non è abbastanza per dichiarare una specie salva dall’estinzione. L’ultimo esemplare vivente in acquario di lipote è stato Qi Qi, morto nel 2002.

Megafauna australiana

 Con il nome “megafauna australiana” si intende indicare un numero di specie animali vissute in Australia del peso superiore ai quaranta chili. Molte specie animali appartenenti alla megafauna australiana si sono estinte nel Pleistocene. Le cause dell’estinzione di questi animali sono attribuite dagli studiosi al perfezionarsi delle tecniche di caccia degli esseri umani e alla loro scoperta ed uso del fuoco, oltre che ai cambiamenti climatici dovuto ad un incremento delle zone aride. Gli studiosi hanno osservato anche che le specie animali appartenenti alla megafauna australiana sono sopravvissute a due milioni di anni di oscillazioni climatiche comprensivi di molti periodi aridi seguiti alle glaciazioni prima di arrivare ad estinguersi.