L’ agricoltura biologica

 E’ il metodo di agricoltura naturale più diffuso, nel mondo ma soprattutto in Italia. Siamo tra i primi Paesi per superficie agricola coltivata secondo il “bio”: oltre un milione di ettari certificati, un sesto del totale europeo. Tra le coltivazioni più diffuse ci sono riso, mais, grano tenero, orzo, segale e farro, e poi verdure, viti, alberi da frutto e olivi.
Anche i consumatori sono in crescita: nel 2006 il commercio di prodotti biologici confezionati ha superato i 310 milioni di euro di fatturato, di cui circa 200 relativi al Nord Italia.

IL BIO IN LOMBARDIA
In Lombardia, dove la superficie bio coltivata è di circa 23 mila ettari, nel 2008 risultavano registrati 1268 operatori biologici. In testa fra le province con più aziende biologiche Pavia, che ne ha oltre 200, e poi a seguire Brescia, Milano, Como, Bergamo e Mantova.

Gli allevamenti biologici

Anche per quanto riguarda gli allevamenti si parla di metodo biologico: bovini, suini, animali da cortile, polli, conigli devono essere nutriti secondo il proprio bisogno e non mangimi biologici (provenienti

GAS, più di 1000 per 100mila consumatori: al nord piace il consumo sostenibile

 I Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) sono sempre più diffusi. In particolar modo al Nord, che continua a detenere lo scettro per il consumo sostenibile. Da una stima di una della Rete Nazionale di collegamento dei GAS sono 500 i gruppi di acquisto solidale registrati in rete, ma altrettanti sarebbero quelli non registrati, che operano a livello locale e indipendente. Il numero di famiglie che partecipa ad un GAS può variare da 10 ad alcune centinaia per i gruppi più grossi, ma una stima media consente di indicare 25 famiglie a gruppo (pari a circa 100 consumatori). Il totale? 25mila famiglie, ovvero 100mila persone. Con un consumo di circa 2000 euro l’ anno a famiglia, il volume d’affari dei GAS inizia a farsi sentire anche a livello economico, con i suoi 50milioni di euro l’ anno.