Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano–Val d’Agri-Lagonegrese è un’estesa area protetta interamente compresa nel territorio della Basilicata, il cui perimetro comprende alcune delle cime più alte dell’Appennino Lucano, richiudendo a ventaglio l’alta valle del fiume Agri. Posto a ridosso dei Parchi Nazionali del Pollino e del Cilento ne rappresenta un area di raccordo e di continuità ambientale.
Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano–Val d’Agri-Lagonegrese è il Parco Nazionale più giovane d’Italia, istituito con D.P.R. dell’ 8 dicembre 2007. Il Parco Nazionale ha una notevole estensione longitudinale, questa sua caratteristica ne fa un’area ricca di una serie di interessanti biotopi, che vanno dalle fitte faggete delle alture, al caratteristico abete bianco, fino alle distese boschive che si alternano a pascoli e prati.
Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ospita al suo interno tante aree coltivate che dimostrano che l’antropizzazione non invasiva consente uno sviluppo armonico tra essere umano e natura e garantisce la tutela della biodiversità ed uno sviluppo sostenibile. La presenza dell’essere umano nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano è presente fino dall’antichità come dimostrano l’area archeologica di Grumentum e numerose mete religiose e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano si presenta come uno splendido crocevia di tradizioni, arte e cultura.
Fotografato il ghepardo sahariano
Uno dei felini più schivi e rari è stato fotografato tra luglio e agosto del 2010, dopo un lungo anno di appostamenti da parte degli scienziati che lavorano per il Saharan Conservation Fund (SCF), si tratta del ghepardo sahariano.
Il ghepardo sahariano è stato fotografato di notte con una fotocamera nascosta nella zona desertica di Termit in Niger.
Il ghepardo sahariano è un animale in via d’estinzione, pare che ne siano stati avvistati meno di dieci esemplari nella zona del Termit. Non si sa molto delle abitudini e dello stile di vita del ghepardo sahariano, si sa soltanto che è in grado di sopravvivere senza un fonte d’acqua a temperature molto elevate.
Dalle foto si vede il ghepardo sahariano guardare verso la fotocamera, ha il corpo esile, una lunga coda e delle macchie sul dorso.
“Eravamo più felici che sorpresi quando abbiamo visto le immagini, perché sapevamo che i ghepardi erano in quella zona e perché avevamo visto più volte le loro tracce.”
Riserva Naturale Monte Alpe -parte seconda-
La processionaria è un lepidottero che popola normalmente le pinete senza arrecare particolari danni al bosco, a meno che le piante stesse non vengano a trovarsi in condizioni di sofferenza. La schiusa delle uova avviene generalmente alla fine di agosto, le larve cominciano a nutrirsi degli aghi di pino e tessono una sottile ragnatela nella quale restano impigliati gli aghi. Le larve si alimentano per tutto il periodo autunnale e parte dell’inverno. Poco prima del sopraggiungere dell’inverno le larve tessono una ragnatela più consistente formando il caratteristico nido invernale. In primavera le larve riprendono la loro normale attività e quando escono dal nido si dispongono in fila indiana, formando delle “processioni” talvolta anche molto lunghe. Giunte sui rami provvisti di foglie si sparpagliano e divorano una grande quantità di aghi. Ad un certo momento del loro sviluppo i peli che ricoprono le larve divengono urticanti e possono rappresentare un pericolo anche per l’uomo. Le larve raggiungono la maturità alla fine di aprile primi di maggio ed a questo punto abbandonano il nido per scendere a terra, sempre in lunghe processioni, e per andare ad interrarsi a 10-15 m. di profondità dove si chiudono in crisalidi. Gli adulti, ovvero le farfalle, fuoriescono dal terreno fra la seconda metà di giugno e i primi di agosto.
Riserva Naturale Monte Alpe -parte prima-
La Riserva Naturale Monte Alpe si trova in Lombardia nel comune di Menconico ed è gestita dall’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste.
La superficie complessiva della Riserva Naturale Monte Alpe è di 328 ettari, di cui circa 300 di bosco ed i rimanenti a prato per pascolo. Le aree di bosco comprendono circa 186 ettari di pineta artificiale a prevalenza di Pino nero e 114 ettari di bosco ceduo. Gli impianti di conifere occupano aree potenzialmente destinate al bosco misto di Faggio e Abete bianco alle quote alte e nelle esposizioni settentrionali, mentre alle quote più basse occupano aree potenzialmente destinate a boschi di Roverella, Carpino nero e Orniello.
Nella parte sud-ovest della riserva si trova un castagneto da frutto in condizioni di semiabbandono.
Le pinete di “Monte Alpe” hanno costituito il primo nucleo di un vasto programma di riforestazione realizzato dal Corpo Forestale dello Stato nell’Oltrepò Pavese a partire dagli anni ’30.
Le ragioni che hanno portato alla realizzazione di questa estesa opera di rimboschimento sono da ricercarsi nella grave situazione di dissesto idrogeologico in cui all’inizio del secolo versava tutto il territorio appenninico.
Convenzione Onu per i corsi d’acqua: l’Italia verso la ratifica
“L’Italia compirà gli opportuni sforzi per fare in modo che si possa centrare l’obiettivo prospettato del Presidente Gorbaciov di raggiungere entro il 2012 il numero di ratifiche necessarie all’entrata in vigore della Convenzione“. Queste le parole del ministro degli Esteri Franco Frattini in una lettera indirizzata al presidente di Green Cross Italia Elio Pacilio. Lo rende noto un comunicazione dell’organizzazione ambientalista, fondata da Gorbaciov circa 20 anni fa, che sta da anni conducendo un’impegnativa campagna a favore della Convenzione delle Nazioni Unite per i corsi d’acqua, un trattato globale volto a limitare i conflitti e indirizzare la gestione sostenibile di fiumi e laghi che formano o attraversano i confini internazionali.
Sistri: proroga di cinque mesi prima dell’avvio delle sanzioni
La proroga di cinque mesi del periodo transitorio di operatività del Sistri e del sistema sanzionatorio, annunciata dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, è stata accolta con soddisfazione da Confagricoltura. ”Così – sottolinea l’Organizzazione – si tiene conto degli oggettivi problemi riscontrati sul territorio, a pochi giorni dall’entrata in vigore delle sanzioni, prevista per il primo gennaio 2011; e si consente a tutto il sistema imprenditoriale di adeguarsi alle nuove complesse procedure e attuare gli interventi sul sistema informatico e gestionale indispensabili per operare nel rispetto delle disposizioni di legge”.
Energia eolica e solare: la Lipu scrive alle regioni per chiedere le linee guida sugli insediamenti
Con una lettera inviata nei giorni ai presidenti delle regioni, agli assessori competenti e alle commissioni consiliari regionali interessate, la Lipu-BirdLife Italia chiede che vengano adottate con urgenza, entro il prossimo primo gennaio 2011, le linee guida regionali per l’insediamento di impianti da fonti energetiche rinnovabili, in gran parte eolico e fotovoltaico. “Un’occasione -sottolinea la Lipu- per salvaguardare ambiente, paesaggio, biodiversità“.
Dopo l’approvazione del decreto del ministero dello Sviluppo Economico dello scorso 10 settembre, che fissava le Linee guida nazionali, la Lipu chiede dunque alle regioni di intervenire, come previsto dallo stesso decreto, con un provvedimento che metta ordine a uno sviluppo incontrollato del settore.
Le iguana -parte seconda-
Oggi le iguana sono vendute come animali da compagnia anche nei negozi di animali europei e in negozi di animali di regioni dal clima molto più freddo di quello d’origine. Bisogna però ricordare che le iguana non sono animali da compagnia, sono animali selvatici che hanno bisogno di vivere in piena libertà e nel clima a loro adatto. Le iguana sono animali molto delicati e in cattività vanno incontro a numerosi pericoli per la salute dovuti ad un errato modo di tenerle.
Non è facile tenere un’ iguana in cattività in una regione dal clima notevolmente più basso di quello dove vivono in libertà. Per questo motivo ne sconsigliamo vivamente l’allevamento e la detenzione.
Cerchiamo di approfondire il perché della difficoltà dell’allevamento e della detenzione di iguana in un appartamento delle nostre città.
L’allevamento in cattività delle iguana è possibile solo se si ha a disposizione molto spazio perchè un maschio adulto può arrivare ad avere le dimensioni di due metri, e tenendole in un apposito contenitore di misura adeguata alla grandezza di un esemplare adulto di iguana, tenendo conto dello spazio necessario adatto al loro movimento e che presenti caratteristiche simili al loro ambiente naturale, il cui nome è terrario.
L’Iguana -parte prima-
L’iguana è un rettile molto simile alla lucertola, ma di dimensioni più grandi e dal movimento più lento. Quando raggiungono la maturità sviluppano una cresta sul dorso molto più evidente nei maschi che nelle femmine. La testa dei maschi ha una forma triangolare mentre quella delle femmine è arrotondata.
Il termine “iguana” indica anche il genere Iguana che comprende le iguana in senso stretto, ma in senso più ampio la stessa parola italiana indica tutti i rappresentanti della famiglia degli Iguanidi.
Le iguana in natura possono raggiungere anche i due metri e mezzo, mentre in cattività crescono fino a un metro e mezzo, un metro e novanta centimetri. Gli esemplari di iguana di grandi dimensioni sono ormai rari a causa della distruzione dell’ambiente che in molte zone provoca sovrappopolazione e conseguente riduzione delle dimensioni; dell’industria degli animali da compagnia e per il fatto che molte persone del centro e sud America considerano l’iguana un cibo prelibato. L’iguana non è cacciata per necessità ma come specialità gastronomica.
“Nuclear!” la provocazione del prodotto sostenibile
“Nuclear!” è il prototipo di uno sgabello realizzato per il 70% con il riciclo di scorie nucleari e per il 30% da resina naturale. “Nuclear!” è realizzato con materiali trasparenti e morbidi e può essere utilizzato in diversi ambienti e contesti. L’unica parte non trasparente di “Nuclear!” è costituita dalle scorie nucleari “riciclate” contenute nella parte centrale che è immersa in un involucro di resina per evitare qualsiasi tipo di dispersione o emissione.
“Nuclear!” è un oggetto davvero poco utile e per nulla sostenibile perché le scorie nucleari non sono veramente riciclate ma solo intrappolate in un involucro di resina che potrebbe rompersi comunque anche se non troppo facilmente… Chi vorrebbe sedersi e tenere in casa o in ufficio uno sgabello farcito con scorie radioattive! Noi no di certo. Oltretutto le scorie non sono per nulla rese inoffensive e riciclate, nel senso di reinserite nel riciclo naturale della materia, perché ad oggi questo non è ancora possibile. “Nuclear!” è un oggetto ideato appositamente per far riflettere tramite una provocazione, sul mercato dei prodotti definiti “sostenibili”. Almeno lo speriamo perché di questi tempi tutto pare diventare possibile, e qualcuno potrebbe avere la malaugurata idea di comprare un simile oggetto!