Il vombato dal naso peloso settentrionale (Lasiorhinus krefftii Owen, 1873), viene chiamato anche yaminon, è una delle tre specie di vombato. Fino a non più di 100 anni fa era diffuso in Nuovo Galles del Sud, Victoria e Queensland, ma attualmente sopravvive soltanto in una piccolissima area di 3 km² all’interno del Parco Nazionale di Epping Forest (32 km²), nel Queensland.
Il vombato dal naso peloso settentrionale è più grande degli altri vombati e pesante circa 30 kg, ed ha una corporatura tozza e massiccia. Il corpo, lungo circa un metro, è rivestito da una soffice pelliccia setosa di colore marrone-grigiastro, con degli anelli scuri che circondano gli occhi. Gli arti del vombato dal naso peloso settentrionale sono corti e possenti, muniti di robuste unghie per poter scavare le tane. Le femmine possiedono un marsupio con apertura nella regione posteriore per impedire l’ingresso di terra durante la fase di scavo.
Il nome comune, vombato dal naso peloso settentrionale, deriva dall’ampio muso ricoperto da baffi sottili.
Come tutti i vombati, anche questa specie è erbivora e notturna e trascorre le ore calde della giornata sottoterra, dove produce un complesso sistema di gallerie usate in contemporanea da gruppi di 4-5 individui.
Natura e Animali
Open Planet Ideas: Sony e WWF annunciano l’idea vincitrice dell’iniziativa congiunta di crowd-sourcing
Dopo tre mesi di progettazione, collaborazione e valutazione, Sony e WWF hanno annunciato l’idea che verrà realizzata nell’ambito dell’innovativa community Open Planet Ideas: si tratta del concept “GreenBook” di Paul Frigout.
“GreenBook” è un’applicazione trasversale a più piattaforme, in linea con le tamatiche della sostenibilità ambientale e della salvaguardia dell’ambiente, che si prefigge l’obiettivo di fare presa sulla generazione di Facebook, reinventando il modo di fare attivismo.
Parco dell’Etna -parte terza-
L’universo vegetale dell’Etna si presenta caratterizzato da un insieme di fattori tra i quali ha un ruolo predominante la natura vulcanica della montagna. La flora del Parco dell’Etna, estremamente varia e ricca, condiziona il paesaggio offrendo continui e repentini mutamenti; ciò dipende dalla diversa compattezza e dal continuo rimaneggiamento del substrato ad opera delle colate laviche che si succedono nel tempo, nonché dal variare delle temperature e delle precipitazioni in relazione all’altitudine ed all’esposizione dei versanti. Partendo dai piani di altitudini più basse, dove un tempo erano le foreste di leccio, ora si trovano vigneti, noccioleti, boschi di querce, pometi e castagni. Intorno ed anche oltre i 2.000 metri troviamo il faggio che, in Sicilia, raggiunge il suo limite meridionale e la betulla che è considerata dalla maggior parte degli autori un’entità endemica.
La sorella di Tremonti: “Uccidiamo i cani randagi”
Animalisti contro Angiola Tremonti, sorella del ministro delle Finanze: in una richiesta di informazioni al Comune di Cantù (Como), dove è consigliere comunale di minoranza, si è lamentata dei costi sostenuti per la gestione del canile consortile, proponendo una soluzione drastica: “si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare”.
Svizzera: non paga la tassa comunale, le uccidono il cane
Perdere la vita per 50 franchi svizzeri, più o meno 38 euro. E’ la triste fine toccata a un barboncino di tre anni nella cittadina di Reconvillier (Svizzera). Le autorità municipali hanno ucciso il cane perché la sua proprietaria, la signora Marilena Iannotta, si era dimenticata di pagare la tassa locale per il possesso del cane. Gli agenti, riferisce il fratello, hanno portato via l’animale e non hanno voluto sentire ragione malgrado la signora si fosse offerta di pagare immediatamente il dovuto. Una morte annunciata. Alla fine del 2010, un comunicato diramato dal comune ingiungeva ai proprietari di cani di pagare la tassa annua di 50 franchi, pena la possibile uccisione dei loro animali; un procedimento, quest’ultimo, autorizzato dall’art. 4 della legge cantonale sulla tassa dei cani del 1904. Da allora, rileva il sindaco, la maggioranza dei morosi ha pagato l’arretrato.
San Valentino, scegli un dono LAV
San Valentino è alle porte, adottate un cane, anche solo a distanza: volete sorprendere e fare felice il vostro partner? Dimostrategli di avere un grande cuore, con un regalo romantico e solidale. Adottare un cane a distanza è una stupenda idea per un regalo di San Valentino che sia anche originale. Basta un piccolo gesto per festeggiare il giorno degli innamorati in modo davvero unico: scegliere di adottare un cane, di Sam o di Yoghi, i cani salvati dalla LAV e strappati a condizioni di grave disagio e violenza. Sam viveva in una gabbia angusta, senza cibo né riparo adeguato: quando la LAV lo ha liberato pesava 19 kg. Il suo vecchio proprietario è stato condannato per maltrattamenti, e ora Sam segue un percorso di rieducazione psico-comportamentale, per aiutarlo a recuperare la fiducia nell’essere umano.
Doppo anni di sofferenze
Yoghi invece è stato sequestrato dopo anni di sofferenze: oggi si muove con un carrellino per via di una grave lesione midollare, ma è vivace e socievole.
Parco dell’Etna -parte seconda-
L’Etna rappresenta una speciale “finestra astenosferica” causata dal processo di convergenza litosferica tra l’Africa e l’Eurasia e la sua evoluzione strutturale e profondamente legata alla geodinamica del bacino del Mediterraneo. Con i suoi 135 km di perimetro, si è sviluppata, modificata, distrutta e ricostruita attraverso una molteplicità di eventi geologici che si sono succeduti nel corso di molte decine di migliaia di anni. L’inizio dell’affascinante storia dell’Etna è del Pleistocene medio-inferiore: 570000-600.000 anni fa, quando hanno avuto luogo le prime manifestazioni eruttive. In quel tempo, l’area nella quale siamo soliti vedere gli abitati di Acicastello, Acitrezza, Ficarazzi era occupata da un ampio golfo marino interessato da un’intensa attività vulcanica sottomarina.
Il gatto guardone
Un sessantenne di Milano porta il gatto in tribunale per vietargli l’accesso in camera da letto perché sostiene che non riesce più a fare sesso con la moglie per colpa del gatto che lo guarderebbe mentre fa l’amore con la moglie.
Ha trascinato il gatto e la moglie davanti al ‘tribunale degli animali’ dell’Aidaa, l’associazione italiana a difesa degli animali e dell’ambiente, accusandoli di essere complici e responsabili del fatto che lui non riesca più a fare l’amore. Protagonista della bizzarra vicenda un sessantaseienne di Milano, che ha chiesto l`intervento del tribunale degli animali per costringere la moglie a lasciare il gatto fuori dalla stanza da letto durante la notte, perché la presenza del felino che li osserva lo inibirebbe durante l’atto sessuale.
Cremona, non vedenti cacciati dal ristorante per via del loro cane
“Prima mi è stato detto che il cane non poteva entrare, che potevo pranzare ma che dovevo lasciarlo fuori. Per una questione di democrazia e di rispetto degli altri avventori che non volevano il cane vicino. Poi, forse quando ha visto che mi sono fatta prendere dalla rabbia e dall’emozione, il titolare mi ha detto che potevamo sistemarci con il cane in una saletta a parte. Io e gli altri non vedenti, nessuno dei quali con il cane, ce ne siamo andati. Lo abbiamo fatto perché c’è una legge che parla chiaro e va applicata: una norma che permette ai non vedenti di portare con sé il cane anche nei luoghi pubblici quali, appunto, un ristorante”.
Funerale simbolico in memoria degli Husky massacrati in Canada
Sabato 5 febbraio 2011 un gruppo di manifestanti si sono radunati per sfilare in una processione per il funerale simbolico in memoria degli oltre 100 husky brutalmente massacrati in modo illegale lo scorso aprile perché non servivano più e la compagnia “Howling Dog Tours”, proprietaria dei cani, voleva risparmiare i soldi per la soppressione legale operata da un veterinario.
Il fatto è venuto alla luce perché l’operaio che ha massacrato i cani ha fatto causa alla compagnia, chiedendo ed ottenendo un risarcimento per lo stress post traumatico che ha avuto in seguito all’esecuzione dell’ordine di uccidere gli oltre 100 husky.