Macis e Noce Moscata

 Il macis (chiamato anche mace o fiore della noce moscata) è una spezia utilizzata in cucina e in erboristeria, originaria delle isole Molucche, Indonesia. Si tratta di una parte del frutto di un albero sempreverde dioico, la Myristica fragrans Gronov. che può raggiungere l’altezza di 20 m. Questo albero sempreverde dal quale si ricava una spezia usata in cucina e in erboristeria è oggi coltivato nelle zone intertropicali. Il seme decorticato della Myristica fragrans Gronov è la noce moscata, mentre la parte esterna che lo ricopre fornisce il macis.
In particolare il macis è la parte interna del frutto,endocarpo, che riveste il seme che costituisce la spezia più conosciuta , utilizzata in cucina e in erboristeria, la noce moscata. Il macis è di color rosso brillante nel frutto fresco; diventa di colore arancio seccando.

Orca -3-

 Alcune popolazioni di questi animali marini hanno sviluppato delle tecniche peculiari di caccia. Ad esempio le orche argentine si radunano in febbraio di fronte alle spiagge dove si riproducono i leoni marini per cacciare i cuccioli ancora inesperti. La tecnica è semplice: un individuo nuota di fronte alla spiaggia con la pinna dorsale ben visibile sopra la superficie del mare facendosi quindi notare, un altro individuo tenendosi sott’acqua, incrocia dalla direzione opposta. Se ci sono cuccioli distratti che riposano sulla battigia, l’orca che si è tenuta nascosta, con una impressionante rapidità, nuota verso la spiaggia cercando di catturare la preda. In quest’impresa l’animale marino si spiaggia, ma con decisi movimenti del corpo scivola indietro riguadagnando il mare e portando con sé l’eventuale preda.
Nei loro viaggi per mare le orche vengono spesso in contatto con altri grandi animali predatori del mare, fra cui lo Squalo Bianco.

Orca -2-

 Una femmina di orca può riprodursi con maschi anche di diversi pod. Allora i maschi di questi animali marini, non potendo riconoscere i figli, si occupano di tutti quelli presenti nel loro gruppo.
Dopo circa 1 anno e mezzo di gestazione la femmina di orca partorisce un solo piccolo, di norma nelle acque basse, e lo porta subito vicino a uno dei suoi parenti.
Per ogni femmina di questi animali marini l’intervallo tra un parto e l’altro va dai 3 agli 8 anni, soprattutto a causa delle prolungate cure parentali. La maturità sessuale avviene nella femmina a 10 anni (quando è lunga dai 4,6 ai 4,8 metri); il maschio invece matura a 16 anni e 5,8 metri di lunghezza.

Orca -1-

 L’orca (Orcinus orca) è un mammifero marino appartenente alla famiglia dei Delfinidi (Cetacei Odontoceti). Questi animali marini derivano il nome “orca” dagli antichi Romani, Orco era una divinità ctonia dei Romani.
Il peso di un maschio di orca può arrivare fino a 10 tonnellate, mentre il peso di una femmina può raggiungere circa le 7-8 tonnellate. La lunghezza è di 5-9 metri per il maschio e 4,6-8 metri per la femmina. L’orca è il mammifero marino più veloce a nuotare e può raggiungere la velocità di 55 km/h.
Questo animale marino è diffuso in tutti gli oceani e i mari del mondo e vive sia negli abissi sia nei bassifondi vicino alle coste arrivando a volte addirittura fino alle foci di alcuni fiumi.

La pesca industriale in Nuova Zelanda altera l’equilibrio dell’ecosistema della regione Antartica

 La pesca industriale in Nuova Zelanda altera l’equilibrio dell’ecosistema della regione Antartica. Le maggiori testimonianze di questo problema sono date da un aumento della popolazione dei pinguini e da una drastica diminuzione di orche.
Il ricercatore statunitense David Ainley, che conduce delle ricerche sui Pinguini, dice che mettere fuori uso in un modo così radicale un ecosistema avrà un impatto a lungo termine, distruggendo l’ultimo oceano incontaminato del mondo nonché l’unico laboratorio naturale che consente di studiare i cambiamenti climatici.
La Nuova Zelanda è leader nella pesca del merluzzo antartico nel Mare di Ross, l’ultimo avamposto meridionale di pesca, ne pesca circa 3000 tonnellate per un guadagno di 18 milioni di dollari l’anno.

Galanga

 La galanga (Alpinia galanga), è una pianta erbacea, usata in cucina ed in erboristeria, delle zingiberaceae (la stessa famiglia dello zenzero e del cardamomo) originaria del sud-est asiatico specialmente in Indonesia dove è conosciuta col nome di “Laos”.
Questa pianta erbacea usata in cucina ed in erboristeria si sviluppa da un rizoma e raggiunge i due metri d’altezza con foglie grandi e abbondanti e frutti rossi. È usata soprattutto in gastronomia come spezia, in particolare nella cucina tailandese e indonesiana, il suo rizoma ha un odore pungente ed un gusto dolce. I frutti sono impiegati nella medicina tradizionale cinese.
Questa pianta erbacea usata iin cucina ed in erboristeria è una della quattro piante conosciute come galanga, le diverse specie di galanga vengono chiamata anche Zenzero Thai, zenzero blu o Thai galanga.

Acceca il cane della vicina con il laser

 Nella zona di Settimo milanese, nell’hinterland del capoluogo lombardo, un uomo è stato denunciato dall’associazione Aidaa per maltrattamento di animali, perché sorpreso a puntare il laser, in piena notte, contro gli occhi del cane della vicina.
I volontari dell’associazione erano precedentemente intervenuti per una lite fra i vicini: il cane di una signora abbaiava tutta la notte, scatenando così le lamentele dell’uomo. Per scoprire i motivi che facevano quasi “impazzire” il cane, i due volontari si appostarono fuori l’abitazione dell’uomo sospeetto, per capire la dinamica dei fatti.

ARF: maggio, corso di Primo Soccorso Fauna selvatica e Fauna Domestica “Non Convenzionale”

 Il corso di Primo Soccorso Fauna selvatica e Fauna Domestica “Non Convenzionale” è rivolto a tutti coloro che vogliono apprendere le tecniche di primo intervento salva-vita su vari tipi di animali: uccelli, mammiferi e rettili selvatici nonché le manovre di intervento in caso di soccorso su animali da compagnia meno comuni come cani della prateria, degu, ghiri africani, petauri, cincillà, iguane…
Il corso ARF sul primo soccorso degli animali selvatici e domestici non convenzionali comprende tre lezioni teoriche coadiuvate da powerpoint e proiezioni video. Verrà data in omaggio a fine corso una dispensa cartacea. E tre lezioni pratiche sul campo, per imparare le principali tecniche di cattura e contenimento degli animali selvatici: delle specie di rettili, uccelli e mammiferi più comunemente oggetto di recupero.

India: microchip per identificare i serpenti degli incantatori

 In India hanno deciso di inserire un microchip nei rettili usati dagli incantatori di serpenti per evitare il contrabbando dei cobra, che sono ormai degli animali in via di estinzione. Cobra è il nome comune utilizzato per identificare i membri di una famiglia di rettili velenosi, gli Elapidae. Il termine deriva dal portoghese cobra (“cobra de capelo”, serpente con il cappuccio), derivante a sua volta dal latino colŭbra (“femmina del serpente”). La caratteristica principale di molti di questi serpenti è data dalla loro reazione ad un disturbo o un pericolo. In questi frangenti questi rettili sono in grado di sollevare la parte anteriore del corpo ed estendere le nervature del collo in modo da assumere un aspetto minaccioso.
In India, il cobra, chiamato NAAG-as in hindi, o NAAGAM in tamil, naagayaa in cingalese srilanka, è venerato dagli Indù in quanto considerato un attributo del dio Shiva: solitamente il dio è infatti rappresentato con il serpente attorno al collo.

Il Giappone pone fine alla caccia alle balene

 Il portavoce del governo Giapponese ha a nnunciato che il Giappone smetterà per sempre di cacciare le balene a scopo di ricerca.
A partire da subito il Giappone non condurrà più ricerche scientifiche sulle balene che richiedono la cattura e la dissezione. IL Ministero della Pesca, delle Foreste e dell’Agricoltura ha revocato tutti i permessi per la ricerca sulle balene.”, ha detto Makoto Inoue, portavoce del governo Giapponese in una conferenza stampa a Tokyo.
Quando gli è stato chiesto il motivo che c’era dietro all’annuncio improvviso della revoca dei permessi di caccia alle balene, Inoue ha detto: “Non può essere negato che questa caccia alle balene danneggia notevolmente l’immagine del Giappone di fronte alla Comunità Internazionale, grazie al forte dissenso per la caccia alle balene di molte nazioni.