Invisible Horseman: è cambiato qualcosa dall’orso tra i rifiuti?

Invisible Horseman è una foto scattata dal fotografo Troy Moth nel 2017 in Canada. Quanto è cambiato da allora?

Le dichiarazioni del fotografo in questione furono sconcertanti, la tristezza che ha provato ed il dolore di quel momento catturato per sempre, traspariva dalle sue parole

Una volta arrivato in quel luogo incredibile non sono riuscito a scattare. Il giorno dopo son tornato indietro, ero più preparato ad affrontare quella situazione

Queste le parole che scrisse nella foto pubblicata sul suo profilo instagram. Era in Ontario per girare un documentario proprio riguardante l’inquinamento ambientale e quando vide questa vallata invasa dai rifiuti la sua reazione viene descritta dalle sue parole

Ho pianto quando ho scattato la foto, ho pianto quando ci ho lavorato. E di nuovo ho pianto tante volte quando ho ripensato a quel momento. È sicuramente la fotografia più straziante che io abbia mai scattato. Il tema dell’apocalisse è molto evidente in questa fotografia. L’ho percepito quando ho preso la macchinetta e ho scattato la foto. Mi trovavo in un luogo isolato, non c’era nulla per miglia e miglia, solo rifiuti e natura. In quel momento ho realizzato come tutto quello fosse distante da noi, come tutto quello fosse in realtà invisibile agli occhi umani.

Frutta come sostituto agli snack dei distributori automatici

L’idea è stata di due imprenditori calabresi che hanno ben pensato di sostituire gli snack poco salutari, con delle clementine fresche, ma potrebbe espandersi a tutti i tipi di frutta a seconda della stagione.

Il cibo spazzatura è letteralmente il maggior produttore di materiale plastico del pianeta. Dai distributori automatici oltre a venir fuori molta plastica che ormai sappiamo essere responsabile di enormi danni all’ambiente, vengono spesso fuori cibi malsani e dal dubbio gusti.

Cannucce di Pasta: la risposta dei Bar in Italia contro la plastica

Il problema della plastica è ormai conosciuto. L’inquinamento derivante dalla produzione ed il cattivo smaltimento di questo materiale sta letteralmente distruggendo il nostro pianeta. Bisogna ripartire anche dalle piccole cose, come le cannucce di pasta.

La pasta, prodotto culinario che il Mondo ci invidia e tenta di imitarci da secoli, cercando di imitare la nostra cucina, diventa uno strumento utile contro la lotta alla plastica nei mari e non solo. L’idea è nata dopo la pubblicazione di un post su internet dove si vedeva un bicchiere da bar con un filo di pasta da utilizzare come cannuccia. Gli ziti sembrano fare al caso giusto.

Un panino McDonald’s venduto in Islanda 10 anni fa è ancora intatto

In un periodo storico dove anche grandi chef, presunti tali oserei dire, si permettono il lusso di pubblicizzare una grande catena di fast food come il McDonald’s, dobbiamo chiederci se davvero quello che mangiamo è salutare per noi e per l’ambiente circostante.

Ormai è ben noto che le catene di fast food, soprattutto quelle di fama mondiale, siano i principali indiziati che causano l’inquinamento ambientale dovuto ai gas da effetto serra. Gli allevamenti industriali, uniti anche all’agricoltura selvaggia che serve a nutrire proprio gli animali di questi allevamenti, producono buona parte dell’immissione di aria inquinante nella nostra atmosfera